A2 Playoff, Ottavi G4 – Siena, orgoglio e solidità: Imola battuta ancora, serie sul 2 a 2

A2 Playoff, Ottavi G4 – Siena, orgoglio e solidità: Imola battuta ancora, serie sul 2 a 2

La Mens Sana, con una partita di grande personalità, vince contro l’Andrea Costa davanti ad un grande pubblico e pareggia i conti. Serie sul 2 a 2.

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La cronaca

Agnizione, peripeteia, deus ex machina. A parte i paroloni, che spesso riempiono la bocca ma svuotano i cervelli, quelle citate sono tutte tecniche narrative per mettere in pratica quello che è comunemente conosciuto come “colpo di scena”, un cambiamento improvviso nel racconto che destabilizza chi legge, guarda o ascolta. Fin dalla tragedia greca gli scrittori hanno provato a suscitare nello spettatore sorpresa e sconvolgimento. Possiamo ben immaginare che al momento della scoperta di aver ucciso il proprio padre e sposato la propria madre il povero Edipo non fosse stato l’unico a rimanere a bocca aperta; anche chi assisteva alla rappresentazione di Sofocle con tutta probabilità usciva dall’anfiteatro con gli occhi ancora sgranati, incredulo. “Ma ci pensi, cara? Lui non lo sapeva!” E via così. Più di recente c’è stato addirittura chi ha trasformato la successione dei colpi di scena in una vera e propria arte: nella testa ingombra di pensieri di quel geniaccio di Alfred Hitchcock venivano prima quelli che lo sviluppo della trama vero e proprio. Insomma, dall’antichità in poi chiunque abbia preso la penna in mano ha cercato, a suo modo, un mutamento improvviso che rendesse unica la propria trama, magari talmente unica da assomigliare alla vita. Perché è ovvio, i colpi di scena più strabilianti a volte avvengono proprio nel vissuto di ogni giorno. E lo sport non fa differenza, per fortuna. La pallacanestro poi sembra conformata ad arte per generare la svolta improvvisa, in particolare adesso, in odore di playoff, dove ogni singolo aspetto del gioco può risultare il fattore decisivo per indirizzare una serie. Gara 3 tra Siena e l’Andrea Costa è stata piena di stravolgimenti, finale a sorpresa compreso. Gli uomini di Ticchi erano ad un passo dal chiuderla, ma la Mens Sana ha tirato fuori il tocco tipico del giallista di classe, ribaltando il tutto. Per Imola, adesso, c’è la possibilità di giocarsi, affidandosi alle proprie certezze, un’altra occasione per passare il turno; per la banda di Ramagli c’è l’intenzione di continuare a giocare la propria pallacanestro, a casa propria, cercando di allungare ancora.

PRIMO QUARTO

Quintetti classici e ritmi alti, sin dall’avvio. Ticchi, da volpone dei parquet qual è, mette a sprazzi Washington su Bryant, per rendergli la vita difficile come un coinquilino che non lava i calzini; Ranuzzi però è in vena di roba di capitano (due bombe in avvio) e Siena in attacco produce. Imola risponde allargando il campo e cercando penetrazione e scarico: anche in questo caso effetti positivi (14 a 11 dopo 5’). Prima pausa, ma non giova a nessuno. Le luci sembrano un po’ spegnersi, la tensione inizia fare capolino. Ramagli prova il quintetto piccolo, il coach imolese risponde prontamente. Imola pareggia con Anderson e sorpassa con Preti, ma Udom è di altro avviso. Percentuali a picco, prima sirena e parità, 18 a 18.

SECONDO QUARTO

I pochi canestri e la discreta confusione permangono anche a inizio seconda frazione. Nessuno però ha voglia di fare un passo indietro. Ramagli ritiene di averne già visto abbastanza, e interrompe subito la tiritera. I giocatori di Siena sembrano contratti, la manovra poco fluida, ma anche gli ospiti perdono diversi palloni (23 a 24 con la bomba di Borsato). Ora Siena prova con il doppio play: cercasi mr. Ordine, che quando vuole sa essere davvero ritardatario. Lollo Bucarelli, dalla panchina, dà ancora una volta un contributo extra di garra, difensiva e anche offensiva, e la Mens Sana torna avanti con quattro suoi punti consecutivi: 29 a 24. Imola si rifugia sul tiro da fuori; l’unico che la mette è Anderson, ma non è poco. Siena ora è decisamente più in palla. Ritmo, sensibilità, fiducia. Roberts recupera un pallone nascondendosi sotto le foglie e poi difende come un ossesso: Siena chiude avanti 38 a 29.

TERZO QUARTO

La Mens Sana inizia con il freno a mano tirato, Imola pressa e va. In due minuti i biancorossi sono di nuovo lì, a -3, con Maggioli che indica il percorso e Washington che esegue con maestria (41-38). Volano diversi schiaffi, anche se i tre in grigio fischiano con la stessa frequenza con cui passa la cometa di Halley. Roberts segna dalla lunga, Diliegro capitalizza dalla lunetta (46 a 38); Imola cerca la via del canestro come Pollicino, ma adesso fa fatica. De Nicolao prova a tenere i suoi in linea di galleggiamento con palle rubate e la velocità di Speedy Gonzales, e ci riesce alla grande, bucando la difesa: 48 a 46 e ospiti di nuovo a contatto. Ticchi ha caldo: toglie la giacca e poi la rimette, ma in effetti l’atmosfera bollente indicherebbe ben altro dress code; tipo Ramagli, che come al solito la giacca l’ha tolta da un pezzo. Nel finale gite in lunetta da una parte e dall’altra, prima della bomba sulla sirena di capitan Ranuzzi: 56 a 52.

QUARTO QUARTO

Primo minuto e mezzo così e così, poi ancora Ranuz sblocca il punteggio con un 2+1. Maggioli è un totem, i suoi si affidano a lui come una tribù di Sioux alla sua divinità, ma Imola spreca presto il suo bonus di falli e regala a Siena diversi liberi (63 a 54). Roberts, ben intenzionato, segna una gran tripla e dà alla Mens Sana il massimo vantaggio (+12) con Bryant in panchina e ancora il quintetto con quattro piccoli; Ticchi, con faccia cattiva, chiama la sospensione. Imola però sembra un po’ sulle ginocchia, l’aria di casa sembra mancare. Anche gli spazi si allargano a dismisura per i biancoverdi e Diliegro apprezza: 72 a 56, Siena scappa a 5’ dalla fine. I giocatori dell’Andrea Costa, di fronte alla small ball di Siena con Ranuzzi da quattro, sembrano Superman di fronte alla criptonite, e non riescono più a produrre (78 a 62). La Mens Sana invece ora va sul velluto, e arriva al +20. Partita finita, pubblico che si spella le mani. La serie è ancora aperta. In attesa del prossimo colpo di scena.

MENS SANA SIENA – ANDREA COSTA IMOLA: 85 A 64

TABELLINI

SIENA: DILIEGRO 20, CAMPORI 2, BORSATO 7, RANUZZI 19, MARINI, BUCARELLI 4, UDOM 13, ROBERTS 10, BRYANT 8, CUCCI 2

IMOLA: WASHINGTON 12, SGORBATI, MAGGIOLI 14, CAI, AMONI, DE NICOLAO 7, PRATO 4, PRETI 4, ANDERSON 19, HASSAN, SABATINI 4

 

Sala stampa:

Ticchi: “La serie si dimostra super equilibrata, come era facile prevedere. Stasera noi abbiamo sempre dovuto rincorre e Siena, con una grande energia ed un entusiasmo dato dall’ambiente, ha veramente girato a mille. Le nostre scarse percentuali da tre hanno fatto il resto e il nostro ultimo quarto è stato senza dubbio deficitario. Ora si trona a Imola e c’è bisogno, da parte nostra, di una grande prestazione per regalare la soddisfazione ai nostri tifosi”.

Ramagli: “Che dire? Non ci siamo accontentati. Era importante avere il giusto feeling con la partita, cavalcare giocatori che avevano gambe e testa pronti per il grande impegno profuso. Abbiamo avuto un paio di fasi di calo, di disconnessione. Ma siamo stati anche bravissimi a riprenderci. Quando il campo si è aperto siamo diventati ancora più efficaci e la l’incontro ha definitivamente svoltato. In queste serie lunghe bisogna saper cogliere l’attimo, trovare protagonisti inattesi. Abbiamo fatto anche questo. Adesso, con il sorriso e grande senso di godimento, andiamo a giocarci l’ultima palla match, che non è più solo per noi ma anche per loro.”

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