Bari lotta e ci crede, ma al PalaFlorio la spunta Chieti

Bari lotta e ci crede, ma al PalaFlorio la spunta Chieti

Ancora una volta la Liomatic Group Cus Bari vede svanire negli ultimissimi minuti la ghiotta possibilità di portare a casa due punti fondamentali, in una classifica che si fa sempre più deficitaria e che la vede all’ultimo posto con due sole lunghezze, bottino della convincente prova interna contro la Viola Reggio Calabria. Per parlare della prestazione dei cussini c’è il rischio di ripetere quanto già detto in occasione delle ultime sconfitte di misura (Sharks Roseto, Assigeco Casalpusterlengo e Nord Barese): partita condotta raramente ma col punteggio sempre a portata di mano, salvo vanificare tutto nelle fasi conclusive del match, con una sequenza di errori dovuti a cali di concentrazione o a “paura di vincere” che purtroppo per i baresi si rivelerà ancora una volta fatale.

Nel monday night contro la Proger Chieti coach Raho schiera un quintetto titolare composto da Monaldi in cabina di regia, Iannone e Latinovic esterni e Jovanovic e Infante sotto canestro, a cui il collega Marzoli contrappone il quintetto base (privo di Glover dalla trasferta contro il Nord Barese per una frattura alla mano sinistra), col capitano Gialloreto, Diomede, Raschi, Shaw e Soloperto. Il primo vantaggio della partita è dei baresi, con una realizzazione di Iannone. Nelle primissime battute dell’incontro si registra un sostanziale equilibrio, spezzato però da un parziale di 9-0 dei teatini che costringe Raho a chiamare un primo time out a metà frazione. Questo primo break di Chieti segnala subito quello che sarà il filo conduttore di tutto il primo quarto e di qualche altro momento del match: palla a Soloperto, che realizza da sotto canestro del tutto indisturbato e ringrazia per il gentile omaggio. Sarà proprio il centro delle Furie, infatti, a catalizzare intorno a sé il gioco dei suoi compagni di squadra nei primi dieci minuti, realizzando da solo il 50% dei punti della sua squadra. Col Cus Bari che si mantiene in partita soprattutto grazie a Latinovic (nove punti per lui nella prima frazione), al decimo minuto il tabellone luminoso del PalaFlorio segna 16-22: come detto, sugli scudi la guardia serba per la Liomatic, e il duo Soloperto-Raschi per gli ospiti, rispettivamente autori di undici e sette punti.

Alla ripresa del gioco le due squadre sembrano ripetere esattamente quanto visto a inizio gara, ma a casacche invertite. Le prime realizzazioni sono dei due numeri 32, col solito Soloperto che risponde al canestro iniziale di Monaldi, ma stavolta è Bari che sfrutta un parziale di 9-0 (quattro punti di Iannone, due di Jovanovic e Spissu euno di Didonna), propiziato anche da due falli in successione di Bonfiglio e un antisportivo fischiato dai direttori di gara a Di Emidio. Con un gioco che in area inizia a farsi piuttosto rude (a sei minuti dalla fine gli ospiti hanno già raggiunto il bonus) e che non sempre la terna arbitrale riterrà opportuno interrompere, Chieti riesce a riportarsi in vantaggio con Raschi, autore di cinque punti consecutivi. La nuova parità sarà sancita da una tripla di Didonna. Il tira e molla tra le due formazioni premia gli abruzzesi, in grado di portarsi nuovamente avanti con realizzazioni di Diomede (sei punti per lui nel giro di poche battute), Comignani e Di Emidio, con due tiri su due ciascuno dalla lunetta. Alle conclusioni di Iannone, Latinovic e Spissu, con cui i padroni cercano di mantenersi a galla, risponde ancora Di Emidio, con un buzzer beater tanto importante quanto fortunoso. Si chiude sul 37-44 una frazione in cui, come detto, a qualche errore dei dieci in campo fa seguito qualche chiamata arbitrale che lascia piuttosto perplessi (su tutte, un fallo di sfondamento fischiato a Monaldi e il secondo fallo personale di Marco Spissu).

Dopo l’intervallo lungo l’inerzia del match resta la stessa dei primi venti minuti, con realizzazioni da una parte e dall’altra. In quest’inizio di frazione Matt Shaw (fino a quel momento piuttosto in ombra, con solo quattro punti segnati in 20’) decide di iniziare a giocare, mettendo a referto quattro punti in poco più di un minuto. Ai punti dell’americano fanno seguito le realizzazioni di Mattia Soloperto (cinque punti consecutivi, con una conclusione da due e un gioco da tre punti, col tiro libero, inizialmente sbagliato dal lungo ferrarese, ripetuto e realizzato), e Raho decide di contrastare lo strapotere fisico delle due torri abruzzesi – fino a questo momento libere di fare ciò che vogliono, con Infante e Jovanovic spesso troppo macchinosi – opponendo loro una difesa a zona. A metà tempo la gara si accende: in pochi secondi vengono fischiati due falli consecutivi, di cui uno tecnico, con due tiri liberi (parzialmente sfrutttati da Raschi) e un nuovo possesso, a Momcilo Latinovic (fin lì uno degli uomini guida dei cussini, ma ancora troppo a corrente alternata per un giocatore del suo calibro), che raggiunge quota quattro falli e rientra in panchina. È proprio quando il Cus sembra aver accusato il colpo a livello mentale che per Bari si accende la scintilla: i ragazzi di coach Raho ripassano la tabellina del tre, e con nove punti consecutivi frutto di tre bombe dalla lunghissima distanza (autori, nell’ordine, Didonna, Iannone e Monaldi) dimostrano di essere ancora lì. La gara dei tiri da tre messa in scena da Bari stuzzica evidentemente Andrea Raschi, che risponde ai cussini con lo stesso fondamentale, ma un Monaldi in stato di grazia e in grado davvero di tirare dal parcheggio del PalaFlorio firma un’altra tripla (per lui, dodici punti nel terzo parziale, frutto di tre bombe, una realizzazione da due e un tiro libero. Stravinta, in questo senso, la sfida nella sfida con capitan Gialloreto, oggi con le polveri bagnate) e riportare in vantaggio Bari. Al 30’ è 65-64, il delirio sugli spalti fa pensare alla possibilità di portare a casa due punti di platino.

Forse la stessa convinzione si fa strada nella testa dei padroni di casa, che però partono col piede sbagliato nell’ultimo quarto. In poco più di un minuto, infatti, incassano un parziale di 5-0, costringendo Raho a chiamare un primo time out quando sono trascorsi solo sessantaquattro secondi. A una schiacciata di Zaharie degna di ben altre categorie risponde il redivivo Shaw con una tripla, disposto a dimostrare che quello visto finora era soltanto una sua controfigura, neppure troppo dotata tecnicamente. Bari prova a rifarsi sotto con la specialità di casa Monaldi, una tripla da distanza inconcepibile, e ancora uno squillo di Zaharie, ma nuovamente qualche decisione arbitrale dubbia (azioni d’attacco di Chieti non sanzionate, con Gialloreto che si sbraccia più del dovuto e altri compagni di squadra che usano un po’ troppo le mani) innervosisce un po’ un ambiente già elettrico. La quinta tripla di Diego Monaldi porta Bari sul +3, ma il punteggio torna immediatamente in parità con Diomede che imita il gesto del play barese. Qui accade l’impensabile: Bonfiglio ferma fallosamente l’ennesimo tentativo da tre del numero 32 pugliese, che quindi può sfruttare tre tiri liberi. Sulla carta un compitino, per chi stasera ha tirato da otto metri e oltre, eppure Monaldi realizza li sbaglia tutti e tre, tirando forse frettolosamente e senza dare spinta al pallone (concluderà l’incontro con un misero 1/6 ai liberi, a fronte di un 5/8 da tre). Quello che poteva essere un nuovo +3 per Bari rinvigorisce Chieti, che in pochissimo piazzano un parziale di 8-0 (quattro punti per Raschi e due ciascuno per Soloperto e Shaw) che tramortirebbe chiunque e la chiudono virtualmente lì.

La Liomatic esce dal campo tra gli applausi del suo pubblico, ma la delusione per una vittoria scacciacrisi che poteva arrivare e che invece, come contro Roseto, è stata praticamente gettata al vento è davvero tanta. Siamo solo all’ottava giornata, ma la classifica langue, e se non si sfruttano i turni casalinghi al PalaFlorio la situazione si fa maledettamente difficile. Per i baresi si segnalano il cecchino Monaldi (per lui stasera ventidue punti e ventiquattro di valutazione), in grado di guidare i propri compagni nonostante la giovanissima età ma su cui pesa come un macigno il triplo errore dai liberi in un momento fondamentale della gara (ma Diego si rifarà, è giovane, ha talento e personalità ed è più maturo dei suoi vent’anni) , Armando Iannone, autore di diciannove punti, un buon Latinovic finchè è rimasto sul parquet e un Didonna incisivo quando è stato chiamato in causa; per gli ospiti su tutti Andrea Raschi (prestazione-monstre la sua, con 6/8 da due, 3/5 da tre e 7/8 ai liberi) e Mattia Soloperto, di importanza capitale soprattutto nel primo quarto, quando ha messo a segno undici dei suoi ventuno punti finali.

Liomatic Group Bari – Proger Chieti 76-84 (16-22, 21-22, 28-20, 11-20)

Liomatic Group Bari: Iannone 19 (3/8, 2/8), Latinovic 12 (4/7, 1/3), Spissu 3 (1/1, 0/2), Didonna 7 (0/3, 2/3), Infante 2 (1/3), Jovanovic 7 (1/3, 0/4), Monaldi 22 (3/4, 5/8), Ionut Zaharie 4 (2/5, 0/3) N.E.: Esposito, De Zorzi. Allenatore: Raho

Tiri Liberi: 16/25 – Rimbalzi: 37 20+17 (Iannone 11) – Assist: 10 (Monaldi, Ionut Zaharie 3)

Proger Chieti: Gialloreto 2 (0/2, 0/3), Comignani 5 (0/3, 1/1), Raschi 28 (6/8, 3/5), Di Emidio 6 (1/2 da tre), Diomede 6 (1/1, 1/4), Bonfiglio 1 (0/2 da tre), Soloperto 21 (9/16), Shaw 15 (6/12, 1/3) N.E.: Bini, Mavelli. Allenatore: Marzoli

Tiri Liberi: 19/26 – Rimbalzi: 32 21+11 (Soloperto 12) – Assist: 17 (Diomede 6)

Arbitri:Giovanrosa,Mancini

Fotogallery a cura di Nicola Anaclerio

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