DNA, Finale PlayOff Gara 2: esperienza, profondità e freddezza, Torino recupera da -13 e fa 2-0, la serie si sposta a Matera

DNA, Finale PlayOff Gara 2: esperienza, profondità e freddezza, Torino recupera da -13 e fa 2-0, la serie si sposta a Matera

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Torino-Matera 2-0. Questo il verdetto della prima tranche di finale DNA, in terra di Piemonte. La Manital di Pillastrini fa valere appieno il fattore campo, ma fatica parecchio a macinare il gioco giusto, al cospetto di un approccio sempre voglioso, combattivo e corsaro quale quello mostrato dall’Olimpia di Benedetto.

Sono infatti la faccia tosta e i ritmi alti che portano la Bawer a fare l’andatura, e trainata dalla super front-line di Rezzano e Vitale, fa pagare la solitudine offensiva di uno scatenato Wojciechowski dall’altra parte (18 per lui, 7/9 da 2, 14 nel primo tempo), e anche grazie alla mano dolce dello scugnizzo Cantone, poi menomato dai falli nella ripresa (12 con 5/7 dal campo) si vola persino a +13, nella pancia del secondo quarto (22-35): il tutto crivellando da tre e da fuori con continuità, per un parziale che dovrebbe dare fiducia e forza dei propri mezzi.

Così la Bawer si trova ad accarezzare per davvero il sogno del colpaccio. Ma se in Gara1 è stato il primo confermato della “Torinaccia” troppo stagionata di Faina edizione 2011/2012 a dare il valore aggiunto, quel Francesco Conti anche oggi chirurgico nella ripresa con punti e rimbalzi di lusso, stavolta è Daniele Parente a prendersi tutti gli onori dello strappo da ricucire: 14-2 di controbreak, con 9 punti dell’ex Livorno, e 36-37 all’intervallo.

La svolta del match arriva nel terzo quarto, quando Wojchechowski e Gergati confezionano la rimonta con il primo vantaggio PMS (40-39), e Matera paga alla lunga l’evanescenza di Vico (solo 6 punti di cui 4 nel primo parziale, uscendo poi in avvio di ultima frazione per cinque falli), la panchina, specie con Cozzoli e Samoggia gettati nella mischia, è a secco di risorse, e i quattro falli di Cantone con 10′ da giocare si aggiungono all’infortunio alla caviglia di Vitale, che riesce comunque a rientrare per il finale del terzo quarto. Per un ultimo sforzo, incarnato anche da Max Rezzano, in netta ripresa rispetto a Gara 1, e uno Iannuzzi che sportella il più possibile, ma soffre la solitudine dell’essere unico vero lungo da poter contrapporre alla batteria sterminata della casa Manial.

Dove pian piano, nonostante il bonus arrivato anzi tempo, salgono in cattedra la profondità del roster, l’esperienza e la furbizia di Conti (sua la tripla del 63-57 che fa perdere contatto agli ospiti), i punti utili di Tommasini, la solidità a rimbalzo di un silenzoso ma concreto Baldi Rossi, quindi la ciliegina rappresentata la classe di Marco Evangelisti, che con 4/11 al tiro ma 4 falli subiti si procura le occasioni – e i liberi – della staffa.

Ma in questo crescendo, che vale l’imbattibilità sul proprio campo e ben tre match point, a un passo dalla promozione che sa di storia, c’è un grande sussulto materano: la schiacciata di Andrea Vitale. Con tutta quella rabbia che squadra e pubblico dovranno convertire in agonismo, quello necessario per recuperare una serie oggi al bivio. Venerdì alle ore 21 al PalaSassi di Matera Benedetto e Pillastrini si troveranno di fronte per gara 3. E per Matera NO-WAY: vincere o cedere.

MANITAL TORINO – BAWER MATERA 70-61

PARZIALI: 18-19; 36-37; 55-50

TORINO: Evangelisti 16, Wojciechowski 18, Baldi Rossi 4, Gergati 4, Parente 11, Conti 7, Tommasini 10, Baldasso, Sandri, Viglianisi, Baldasso ne. All. Pillastrini

MATERA: Vico 6, Grappasonni 2, Cantone 12, Rezzano 22, Vitale 11, Samoggia, Cozzoli, Smorto ne, Giuffrida ne, Iannuzzi 8. All. Benedetto.

Fotogallery a cura di Marco Magosso

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