Fortitudo, che ultimo quarto! Con un parzialone spazzata via Verona

Fortitudo, che ultimo quarto! Con un parzialone spazzata via Verona

Dopo due beffe subite negli attimi finali la Fortitudo si prende una grande rivincita battendo 77-69 la Tezenis Verona, formazione tra le più accreditate per la promozione finale. Per Bologna, che ha avuto il merito di crederci anche nei momenti più bui della gara quando Verona trovava il bersaglio con costanza e facilità, è stato decisivo il break di 16-0, ispirato dalla grande difesa collettiva e da un Flowers tornato incontenibile (21 punti e palma di MVP della serata), che ha propiziato il successo finale. Da Sorrentino, Raucci e Italiano arrivano segnali incoraggianti di ripresa che dimostrano una condizione crescente anche del gruppo. Verona non è riuscita dal canto suo a far valere il maggior tasso tecnico a sua disposizione ed a mantenere il match in pugno quando Bologna ha alzato l’intensità in retroguardia.

ETERNEDILE FORTITUDO BOLOGNA – TEZENIS VERONA 77-69

PARZIALI: 20-20; 34-37; 57-60

BOLOGNA: Quaglia, Radic 24, Zani ne, Sorrentino 11, Carraretto 5, Flowers 21, Candi, Zani, Iannilli 4, Raucci 6, Campogrande ne, Italiano 6. All. Boniciolli.

VERONA:  Spanghero 7, Rice 17, Cortese 21, Da Ros 5, Chikoko 7, Saccaggi, Boscagin 6, Ricci 3, Michelori  Bernardi ne, Petronio ne, Ba ne. All. Crespi.

Da Ros e Radic aprono le danze di un match da subito molto energico con entrambe le squadre che fanno girar bene palla trovando i giusti pertugi e il canestro (5-5). Bologna è più reattiva sotto le plance e fa passare il suo gioco dalle mani di un ispirato Radic (subito 8 punti per lui) mentre Verona prova a scardinare la difesa con il tiro da fuori di Cortese (14-15). Tra sorpassi e contro-sorpassi che si alternano a ritmo frequente a spuntarla è la parità che accontenta, o scontenta, tutti alla fine del quarto (20-20). L’aggressività difensiva dell’Aquila in apertura di seconda frazione frutta due palloni recuperati ma l’attacco non capitalizza e quindi ci pensa Rice con due canestri ravvicinati a tenere i gialloblù con la testa avanti (22-24). Si continua sui binari della parità con i ritmi che restano alti e Rice che risponde, da faro dell’attacco Scaligero, ai cesti di Flowers, Raucci e Radic (26-28). Dopo la replica di Carraretto a Da Ros dalla lunga, Chikoko ne mette due dalla linea della carità mandando tutti negli spogliatoi con la Fortitudo a contatto ma alle prese con il primo campanello d’allarme: il quarto fallo di Italiano. In apertura di secondo tempo Cortese riarma la mano per il tiro da tre punti che tanto aveva fatto male a Bologna durante la precedente fase di gara e porta i suoi alla prima mini-fuga della serata (34-43). Rice lo segue a ruota ma Radic con un 2+1 consente all’Aquila di braccare, seppur a una certa distanza, la Scaligera (39-47). Ogni qualvolta però la Fortitudo si riporta a contatto sfruttando un buon gioco nel pitturato, la Scaligera replica con una tripla. Che sia di Spanghero o Cortese il risultato resta il medesimo, ovvero il controllo del gap da parte dei gialloblù (48-60). La Fortitudo, nonostante il buon momento degli avversari, non ci sta a mollare e, alzando in maniera decisa il pressing, riesce a riavvicinarsi grazie a 7 punti in rapida successione di Flowers, Carraretto e Iannilli e arrivare alla terza sirena sotto di soli 3 punti come avvenuto nella precedente frazione (57-60). La buona difesa biancoblù, con il passare dei minuti riesce a mettere in discussione le certezze offensive e la circolazione di palla della Tezenis e il 16 a zero di parziae a cavallo tra il terzo ed ultimo quartovale addirittura il sorpasso (64-60). E’ il solito Cortese da oltre l’arco dei 6.75 a interrompere l’emorragia e sbloccare Verona (64-63). I nervi fortitudini si sono però rinsaldati sono saldi e la squdra di Boniciolli non si lascia cogliere da deleterie paure. Flowers, come successo nell’ultimo quarto del PalaRuggi, si carica i compagni sulle spalle recuperando rimbalzi preziosi e mandando a bersaglio il siluro del 70 a 65 a 3 18” dalla sirena finale. Si segna con il contagocce ma i due liberi dell’esterno americano in forza ai felsinei e lo sfondamento preso da Candi pochi istanti dopo hanno un’importanza vitale per far passare secondi preziosi e, quando l’ennesima tripla di Flowers a 50” dal gong accarezza la retina, l’urlo degli oltre 2000 bolognesi accorsi al 105 Stadium esplode e accompagna la Effe al traguardo di una vittoria che rafforza il morale di una una squadra che comunque, come ammesso da Boniciolli nel pre-gara, non ha mai perso la consapevolezza e la fiducia nei propri mezzi.

Fotogallery a cura di Massimo Casa

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