Il Basket Recanati, 5 contro 10, mette paura a Verona e cede solo al fotofinish

Il Basket Recanati, 5 contro 10, mette paura a Verona e cede solo al fotofinish

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Basket Recanati 77 – Tezenis Verona 79 (17-21, 17-16, 19-21, 24-21)

Basket Recanati: Braida ne, Forte, Pierini 4, Lauwers 4, Obinna ne, Traini 18, Bonessio ne, Amorese ne, Maspero 14, Lawson 6, Sollazzo 31. All Zanchi.

Tezenis Verona: Saccaggi 6, Ricci 7, Petronio, Boscagin 11, Cortese 9, Michelori 4, Da Ros 7, Chikoko 9, Rice 18, Spanghero 8. All. Crespi

Arbitri: Caruso, Saraceni, Stoppa

Verona mette in campo fisicità, velocità nella manovra. Gioca in 10 contro 5 e solo al fotofinish centra un successo esterno che con la squadra di Zanchi al completo difficilmente avrebbe centrato. Recanati stringe i denti, Zanchi chiede ai suoi grande sacrificio perché sa di poter contare solo su cinque uomini di peso da opporre ad una Tezenis che alla fine ha pure rischiato e molto quando i leopardiani con la forza della disperazione ed il cuore in mano a 30” dalla fine avevano agganciato gli ospiti. Verona ruota tutta la panchina, Crespi mantiene in campo gente sempre fresca, alla fine 9 su 10 a referto. Recanati senza Procacci e Bonessio, con Lauwers che in settimana ha avuto problemi fisici, oppone il quintetto classico con la sola variante del belga al posto di Bonesio che va in panchina solo per spirito di squadra ad incitare i compagni.

Quando poi Recanati esercita la spinta massima, Pierini viene espulso per doppio fallo antisportivo e la panchina subisce un fallo tecnico. Nel contesto generale della partita poi la terna arbitrale è tutt’altro che convincente sull’interpretazione di alcune situazioni (e due valutazioni peseranno molto nel primo periodo). In sintesi contro un Basket Recanati “stampelle e cerotti” ci si aspettava una Verona schiacciasassi. Alla fine, per se gli scaligeri hanno mantenuto sempre il fattore del vantaggio (mx 10 punti), non sono mai riusciti a chiudere anzitempo la partita perché la reazione di Recanati c’è sempre stata fino a vedere per 30” l’impresa.

Se dovessimo parlare di episodi determinanti (a parte le valutazioni arbitrali) se Traini e Solazzo hanno dato l’anima e risolto momenti brutti, il primo non è stato premiato nell’attacco al canestro in due occasioni in cui alla precisione ha cercato il numero di classe con un appoggio soft, il secondo quando nel terzo periodo, pagando un grande sforzo sin al momento sostenuto, fa 0/4 dalla lunetta. Ci può stare nel basket, ma questo avvalora la tesi che per Verona a Recanati non è stata affatto una passeggiata e che se quelle situazioni avessero avuto solo al 30% una soluzione premiante, i veneti starebbero ad interrogarsi. Recanati dunque non sfigura, Verona deve invece riflettere se si è trovata in difficoltà con una squadra come Recanati.

Primo periodo in cui Rice mette dentro tre triple prima che Recanati riesca ad arginarlo, il resto lo fa Chikoko. Partita che si gioca a ritmi elevati, Verona fa pesare la sua cifra tecnica e manifesta un gioco arioso e veloce dal perimetro. Recanati tiene duro trascinata da Sollazzo e solo due discussi fischi frenano la rincorsa.Seconda frazione in cui Verona registra uno dei due massimi vantaggi (+10) della partita ma Recanati alla fine è sempre lì grazie a delle ispirazioni di Traini e Maspero. In questa frazione un fallo subito da Sollazzo diventa antisportivo per Pierini. Rice, Saccaggi e Cortese mantengono il minimo vantaggio per Verona che va al riposo lungo avanti di 3. Verona prova ad andarsene, ma Recanati è sempre lì e se gli episodi di Traini e Sollazzo di cui sopra avessero avuto migliore sorte forse staremmo a scrivere un’altra storia. Verona non riesce ad approfittare delle difficoltà fisiche di Recanati ed il solco che porta ai 10’ finali è di appena cinque lunghezze.

Quarto periodo che in pochi minuti vede subito Recanati condizionato da 4 falli di squadra dopo 3’, Lawson che sale a quattro falli personali e a metà frazione l’espulsione di capitan Pierini e il tecnico alla panchina. Verona prova a chiudere la partita e vola a +10 con ancora 5’ da disputare contro un’avversario alle corde. Sollazzo, Maspero e Traini però tirano fuori dei numeri e Recanati rosicchia terreno fino al 70-73 con le lancette che segnano ancora 1’ 19” da disputare. Sulla rimessa dal fondo Traini fa fallo, Spanghero dalla luneta fa +5 per Verona. Traini si fa subito perdonare: 73-75 ( 1’ 19”). Crespi chiama time out perché intravede qualcosa che non va. La conferma che su un attacco Verona pasticcia, Lawson arpiona una palla che Traini tramuta nel 75-75 quando mancano 30”. Il PalaCingolani è una bolgia. Le palle scottano , i contatti diventano due libri che Spanghero mette dentro, + 2 e pochi secondi al cronometro. Il ferro non premia Sollazzo per il pareggio e Cortese mette dentro il canestro della sicurezza. Sollazzo nei 5” finali va a canestro ma oramai i due punti sono di Verona.

Il pubblico veronese (una ventina di supporters, in prima fila la “locura gialloblù”) applaude sportivamente l’uscita dal campo di Recanati che ha sfiorato l’ìmpresa. Il PalaCingolani contesta la terna arbitrale e urla “rispetto!” all’indirizzo della LNP. Sollazzo con 40 di valutazione e 31 punti è il migliore per Recanati e del match. Per Veeona Rice, 22 di valutazione e 18 punti all’attivo. Da Verona ci si aspettava di più. Recanati ha fatto quello che poteva fare nelle condizioni fisiche con le quali è arrivato il roster a questa sfida di cui coach Zanchi aveva anticipato che Recanati non sarebbe stata la vittima sacrificale.

Fotogallery a cura di Simon Regini

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