Mantova asfalta Bari, per il CUS strada tutta in salita

Mantova asfalta Bari, per il CUS strada tutta in salita

Commentare il debutto di una squadra in campionato generalmente può essere difficile per mille motivi: amalgama tra i giocatori, confidenza con gli schemi, preparazione atletica mirata a una partenza sprint o a dosare le energie durante tutta una stagione sono fattori di cui tener conto, e che spesso possono trarre in inganno nelle prime analisi. Stavolta, però, raccontare il match tra Liomatic Group Cus Bari e Stings Mantova rischia di essere drammaticamente facile. Complici le pesanti assenze di Jovanovic e Latinovic, out per problemi burocratici dovuti al tesseramento, alla palla a due Bari si presenta senza quella che doveva essere la colonna portante del quintetto e schiera Monaldi in cabina di regia, Didonna, Iannone, Zaharie e Infante. Coach Morea risponde schierando invece capitan Losi, Nardi, Ranuzzi, Pignatti e Jefferson. La palla a due la vince Bari che realizza i primi due punti del match con Diego Monaldi. Resterà l’unico vantaggio dei cussini. Da lì in poi, infatti, Mantova dimostra di essere di un’altra caratura, sia in termini di collettivo che di individualità. Al vantaggio di Monaldi risponde immediatamente Jefferson con un fantastico alley oop: questa non sarà l’unica giocata spettacolare del centro americano. Dopo un impietoso parziale di 0-10 per Mantova, interrotto da un time out chiamato da coach Raho, i cussini sembrano potersi rifare sotto con i punti di Iannone, del neo entrato Spissu (tre punti consecutivi ciascuno), di Infante e di Monaldi, che realizza entrambi i tiri liberi che gli sono stati concessi, ma l’ingresso in campo di Ramon Clemente, arrivato a Mantova solo venerdì, dà nuova linfa ai virgiliani che segnano altre nove punti (sei solo per Clemente). Al 10’ siamo a 14-25. Nel secondo quarto il gioco sembra non essersi  mai interrotto: aprono il quarto le realizzazioni ancora di Clemente, una bomba di Alibegovic e le giocate di un Jefferson talvolta beccato dal pubblico di casa proprio per alcuni numeri forse poco opportuni. Va detto, però, che a far da contraltare allo strapotere tecnico e soprattutto atletico del centro yankee c’è un Cus Bari spesso arrendevole in difesa e inesistente sotto canestro (a fine match saranno 27 i rimbalzi per i cussini, contro i 44 di Mantova). Tutto il secondo quarto segue lo stesso copione del primo: dominio assoluto degli Stings, condito da qualche numero del solito Jefferson (bella anche una stoppata a 4’ dalla fine), di Nardi e di quattro punti di Pignatti (fino ad allora, solo due punti a referto), con qualche sporadica realizzazione dei padroni di casa. I “pungiglioni” fanno malissimo ai ragazzi di coach Raho: si va all’intervallo sul 25-54, e per la Liomatic è già notte fonda. Dopo l’intervallo lungo le squadre tornano in campo quasi con gli stessi quintetti con cui si era aperto il match (l’unica eccezione è nelle fila dei lombardi, con coach Morea che rispetto alla prima palla a due preferisce Clemente a Pignatti). Ai cinque punti in apertura dei cussini (una bomba di Monaldi – la prima di tre in questo parziale – e due punti di Infante) rispondono per gli Stings Ranuzzi, Jefferson e Nardi (quattro punti per il primo, due ciascuno per i suoi compagni di squadra). La Liomatic cerca nuovamente di riaffacciarsi, ancora una volta con due triple di Diego Monaldi (forse l’unico, oggi, a non affondare) e due punti di Infante, ma Mantova è sempre lì, e dopo un time out chiamato da Morea a metà quarto e sul punteggio di 38-62 tornano in cattedra i virgiliani, trascinati da Jefferson e Veccia (cinque punti in pochi minuti per lui). La frazione si chiude sul 44-74: trenta punti tondi di differenza tra le due compagini, uno in più rispetto a dieci minuti prima. Con una partita virtualmente già chiusa si apre l’ultimo quarto. Solita inerzia vista nei primi 30’, con gli Stings a fare il bello e il cattivo tempo (in apertura anche una tripla di Alibegovic) e qualche azione dei baresi, con quattro punti del rumeno Zaharie e altri cinque punti di Iannone. In questo quarto gode di tantissima libertà Giovanni Allodi, lasciato praticamente solo sotto canestro e che realizza, senza alcuna difficoltà, otto punti in fotocopia. Il risultato sulla sirena è impietoso, col tabellone che recita 58-98. Sicuramente i cussini hanno buone ragioni per recriminare (la doppia, contemporanea assenza di Jovanovic e Latinovic, che dovrebbero essere disponibili già dal prossimo match), un roster interamente rinnovato rispetto allo scorso anno e un’età media che più verde non si può, ma i quaranta punti di passivo, per di più incassati da una buona squadra ma che certamente non ha come obiettivo “ufficiale” il salto di categoria, non ammettono appelli. In un debutto ovviamente non si può parlare di bocciatura, ma l’impressione avuta oggi è che questa squadra sia ancora incompleta, tecnicamente e fisicamente, e che per strappare la salvezza coach Raho e il suo staff dovranno tirar fuori da ogni ragazzo il 120%, se non di più. Liomatic Group Bari – Stings Mantova 58-98 (14-29, 11-29, 19-20, 14-24) Liomatic Group Bari: Esposito, Iannone 15 (4/8, 1/3), Piccolo, Spissu 11 (4/6, 0/2), Didonna, Cuomo 3 (1/1), Intino, Infante 10 (5/13), Monaldi 15 (2/5, 3/8), Ionut Zaharie 4 (2/6, 0/5). Allenatore: Raho Tiri Liberi: 10/13 – Rimbalzi: 23 13+10 (Infante 10) – Assist: 6 (Iannone 3) Stings Mantova: Leon Jefferson 16 (7/12, 0/1), Veccia 10 (2/3, 2/3), Sissa, Clemente 12 (5/10), Ranuzzi 7 (2/4, 1/2), Anthony Roman Nardi 16 (4/5, 2/3), Alibegovic 12 (3/8, 2/4), Pignatti 11 (5/6), Allodi 8 (4/6), Losi 6 (2/2 da tre). Allenatore: Morea Tiri Liberi: 7/9 – Rimbalzi: 39 26+13 (Leon Jefferson, Pignatti 10) – Assist: 29 (Anthony Roman Nardi 10) Arbitri: Lo Scalzo, Trifiletti, Grigioni

Fotogallery a cura di Nicola Anaclerio

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