Mantova, quando dalle difficoltà nascono opportunità

Mantova, quando dalle difficoltà nascono opportunità

Il racconto della stagione degli Stings: dal rischio di mancata iscrizione al sogno playoff

di Alberto Carmone

Un secondo tempo da 52-36. Dal -7 al -2 in meno di 50 secondi. L’ultimo tiro che si ferma sul primo ferro. Finisce così l’avventura della Pompea Mantova. Ancora una volta il sogno si spegne all’ultimo possesso, esattamente come due anni fa a Voghera contro Tortona. Un destino beffardo per gli Stings e per Riccardo Visconti, tra gli autori della rimonta della ripresa di gara 5 con Bergamo che coraggiosamente si è preso il tiro più importante dell’anno.

La stagione di Mantova non dovrà sicuramente essere giudicata per un primo tempo complicatissimo o per il tiro sbagliato da un fenomeno classe 1998, miglior marcatore biancorosso nei playoff e giovane di grandissima prospettiva. Il campionato dei virgiliani merita di essere analizzato lucidamente coi dovuti ringraziamenti a tutti i protagonisti, in campo e non, che hanno fatto vivere una delle stagioni più esaltanti a tutti i supporters mantovani.

LA NUOVA MANTOVA

La nascita della Mantova che abbiamo imparato a conoscere deve essere collocata tra i mesi di novembre e dicembre. In poche settimane, la squadra viene travolta da una serie di eventi e di sfortune che cambiano il corso della stagione, fino a quel momento (complice anche un calendario non semplice) abbastanza negativa. L’esonero shock di Alberto Seravalli, un coach stimato dai suoi giocatori e da tutto l’ambiente, dopo la sconfitta con Ravenna è una “wake-up call” fortissima per la squadra. A sostituirlo arriva Alessandro Finelli, tecnico dalla grandissima esperienza ma reduce da esperienze difficili per vari motivi ad Agropoli e Orzinuovi. Ad aggiungere benzina sul fuoco delle sventure e dei cambiamenti, arriva il grave infortunio di Andrew Warren, sostituito a tempo di record con l’estone Rain Veideman, e l’addio di Valerio Cucci. L’infortunio dl ginocchio di Luca Vencato completa il mese da incubo per Mantova.

Finelli e il gruppo non si scompongono: nascono nuove gerarchie e nuove occasioni per i giovani (e i meno giovani) di Mantova. La squadra si compatta, acquisisce un plus di concentrazione e di intensità difensiva e inanella una serie di successi che la  portano fuori dalla zona playout e a ridosso dei playoff.

La consapevolezza della forza degli Stings aumenta di settimana in settimana e raggiunge il suo apice nella vittoria del derby con Verona. A firmarla è la bomba di Matteo Ferrara, simbolo della nuova Mantova, quella che non si arrende dinanzi alle difficoltà, ma che sa cogliere le occasioni che il destino le propone.

Ritorna Vencato, arriva Metreveli: la Pompea ora ha rotazioni più lunghe e diventa sempre più temibile. I passaggi a vuoto ci sono (vedi le partite con Treviso e Montegranaro), ma sono solo degli incidenti di un percorso che continua con la salvezza matematica a cinque giornate dalla fine e con la certezza dei playoff alla penultima di regular season contro Forlì.

Ed ecco i playoff: c’è Bergamo, formazione rivelazione del girone Ovest guidata da due “mostri” (sportivamente parlando) come Roderick e Taylor. Bergamo – Mantova sarà una delle serie veramente più equilibrate dei playoff, con gli Stings che riescono ad arrivare alla bella con una prestazione dominante in gara 4. Il resto è storia recente e già discussa.

I RINGRAZIAMENTI 

Come si è arrivati a questo punto?

Con un allenatore capace di trasmettere una carica incredibile ai suoi giocatori, dal primo all’ultimo delle rotazioni.

Con Mario Ghersetti, un 38enne con la “garra” di un ragazzino e il carisma che ci si attende da un veterano. La vera anima della Pompea.

Con Luca Vencato, lo sfortunato protagonista della stagione degli Stings che nella seconda parte di campionato, si è messo a disposizione della squadra con umiltà e voglia di ricominciare, nonostante i due infortuni patiti.

Con una coppia di stranieri che forse è stata altalenante, ma che da sola ha deciso tante partite, anche ai playoff.

Con Matteo Ferrara e Giovanni Poggi, le rivelazioni della Pompea, capaci di non lasciarsi sfuggire la prima grande occasione della loro carriera.

Con Tommaso Raspino, mastino della difesa e, all’occorrenza, trascinatore della Pompea, com’è successo anche in gara 5.

Con Lorenzo Maspero, play di prospettiva capace di mettere ordine e tranquillità con la sua personalità.

Con Nika Metreveli che, partito in sordina, è cresciuto esponenzialmente nella fase cruciale della stagione rendendosi un utile ed efficace ricambio nel settore lunghi.

Con Riccardo Visconti, uno dei migliori Under del campionato che nella sua stagione del riscatto ha dato un contributo tecnicamente e caratterialmente da Senior e da giocatore di categoria superiore.

Una menzione d’onore la merita ovviamente tutto lo staff che ha lavorato dietro le quinte per garantire la miglior Mantova ogni domenica. Da non dimenticare anche Andrea Albertini e Francesco Guerra, autori di un campionato di sacrificio con gli allenamenti a Mantova e col Sesa Sustinente di C Gold.

VERSO UN FUTURO ANCORA PIU’ AMBIZIOSO

Di questi tempi, esattamente un anno fa, il futuro più probabile per gli Stings era la cessione del titolo sportivo. Questo deve essere il punto di partenza di qualsiasi analisi dell’annata biancorossa. E’ solo grazie ad un gruppo di dirigenti appassionati, ad un presidente che ci ha sempre creduto e a più di 120 aziende sponsor se a Mantova esiste ancora una squadra di basket che milita in un campionato nazionale. Un unità d’intenti e una compattezza che probabilmente erano venute meno negli anni precedenti e che sono state ora ritrovate. Anche i tifosi non hanno mancato di far sentire il loro incessante supporto, rimanendo vicini alla squadra in qualsiasi momento senza mai creare eccessive pressioni o aspettative.

Questa vicinanza e questa passione mostrate dalla dirigenza e dai tifosi sono state un valore aggiunto importante per dare a tutto l’ambiente e alla squadra la tranquillità e la fiducia anche nei momenti di maggior sconforto e difficoltà.

Armonia tra i giocatori, un coach capace di motivare e non solo allenare e una dirigenza e un gruppo di sponsor e di tifosi appassionati: è da queste basi che il progetto Mantova dovrà ripartire, alimentando sempre di più le proprie ambizioni.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy