Partita al cardiopalma per 30′, poi la Virtus Bologna dilaga contro Udine

Partita al cardiopalma per 30′, poi la Virtus Bologna dilaga contro Udine

La sfida tra due grandi realtà della tradizione cestistica italiana dura per 30′. Nell’ultimo quarto il cambio di marcia di Bologna e il black out totale dei padroni di casa costa caro ai bianconeri che nel complesso hanno disputato una prestazione di grande intensità. La Virtus vince 76-94.

Dura 30’ la sfida tra Apu Gsa e Virtus Bologna per la settima giornata di campionato. Udine si impegna e gioca ad alto livello, poi però il talento degli stranieri virtussini ha il sopravvento. Nel quarto periodo non c’è storia: la Segafredo cambia marcia e lascia sul posto i friulani, forse colpevoli di affidarsi troppo all’americano Ray. Bologna, dunque, esce dal Palazzetto di Cividale esultando e guadagnandosi due punti importanti che ora come ora possono segnare il prosieguo del Girone Est.

Quintetto Udine: Castelli, Zacchetti, Nobile, Ray, Okoye.
Quintetto Bologna: Spissu, Rosselli, Lawson, Umeh, Petrovic.

La tensione si percepisce anche fuori dal campo; questa è una sfida che manca da troppo tempo per poter pensare di assistere ad una semplice partita di A2. Zacchetti, che questa sera ha il ruolo di capitano per l’assenza di Vanuzzo, si inventa subito una magia sulla linea di fondo e, sfruttando magistralmente il piede perno, insacca il 2-0. Umeh dall’altra parte replica con una tripla, ma c’è da dire che anche Okoye si sente la mano calda: il numero 5 bianconero firma il 5-3 con una semplicità inaudita. L’intensità è quella delle grandi partite, lo spettacolo di certo non manca. A 4’30 c’è spazio anche per l’ex Cuccarolo che entra per far rifiatare Zacchetti e per contrastare sotto canestro il lungo avversario. I virtussini provano ad incrementare il vantaggio, cavalcando il talento di Lawson (8 punti nel primo quarto) che nel pitturato è praticamente inarrestabile. Seppur con qualche fischio contrario, l’Apu rientra in partita (dopo essere scivolata al -9) grazie alla tripla a fil di sirena di Stan Okoye (20-26) e annulla il primo tentativo di fuga.

Bologna, con l’inerzia a favore, può provare a scappare, ma Udine chiude bene gli spazi in difesa, concedendo poco o niente. Ferrari, entrato al posto di Castelli, mette il suo sigillo sul 22-26, seguito, alcune azioni dopo, da un ritrovato Pinton (24-26), in campo dopo quindici giorni di stop. In questa seconda frazione, la difesa fa la differenza: i bianconeri, molto compatti nelle retrovie, ripartono senza difficoltà, trovando poi in fase offensiva anche delle buone soluzioni. La Segafredo si sblocca solo a 6’ con la tripla di Umeh, subito annullata dal chirurgico Pinton (27-29). Nell’azione successiva arriva il primo vero vantaggio dei padroni di casa, questa volta per mano dell’americano Ray, pescato dai compagni fuori dall’arco (30-29).
Le V nere, nel momento di crisi, si affidano nuovamente ai punti di un Lawson che dire preciso, è un eufemismo; anche Udine, però, può vantare mani delicate come quelle di Allan Ray che, ancora una volta, si fa largo tra le casacche bianche e ne mette un’altra dai sei e settantacinque (35-40). Castelli sbaglia due tiri liberi, poi si fa perdonare subendo un fallo offensivo; ma è sul tentativo fallito di buzzer beater di Spissu che le squadre raggiungono gli spogliatoi per la pausa di metà gara.

Okoye schiaccia in contropiede, Ray “bombarda” dall’arco e l’Apu prima impatta il match a quota 40 e poi riacciuffa il vantaggio (43-42). Da fuori sembra che Lardo abbia dato una vera e propria scossa ai suoi durante l’intervallo tant’è che i bianconeri sono rientrati con un’altra energia. Lawson prova a trascinare i suoi continuando a far male alla difesa avversaria; Spissu gli dà una mano, ma Udine è in serata: le percentuali al tiro lo dimostrano. A 4’40 l’antisportivo sanzionato a Bologna lancia ancora di più gli udinesi, abili a sfruttare le circostanze per portarsi sul 56-53. Umeh risolleva l’attacco virtussino con due giocate da maestro; Okoye, invece continua a subire falli e guadagnarsi liberi importanti. Le due formazioni si rispondono tripla su tripla, ma questa volta è la Virtus ad approfittarne: il canestro di Rosselli sigilla il terzo periodo sul 59-63.

Rispetto all’inizio del terzo quarto, ora la situazione si è capovolta: Bologna ha ripreso le redini del match in mano e, guidata da un Umeh da 5/9 da tre, mette la freccia portandosi nel giro di 45” al +9 (59-68). A 8’50, però, la partita si interrompe, il palazzetto si ammutolisce completamente perché Okoye cade a terra malamente, facendo temere il peggio. Quando il gioco riprende sono ancora le V nere a dettare il ritmo: Udine abusa delle qualità offensive di Ray, affidandosi a tiri talvolta troppo azzardati. La Segafrado, dal canto suo, costruisce bene e senza frenesia e questo vale il +18 di metà frazione (61-78). Udine ora fatica a contenere le incursioni virtussine, ma ancora di più fatica a trovare canestri facili per provare a rientrare. Inutili sono i sei punti consecutivi di Truccolo perché Bologna non è intenzionata a lasciare un briciolo di speranza alla rimonta friulana. Per i presupposti e per quanto visto nei primi trenta minuti sarebbe stato entusiasmante vivere un finale punto a punto, invece la Virtus si aggiudica il match 76-94, senza discussioni.

APU GSA UDINE 76 – VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA 94
(20-26; 35-40; 59-63)

UDINE: Diop n.e., Castelli 10, Okoye 15, Zacchetti 4, Truccolo 13, Nobile, Cuccarolo, Traini 4, Pinton 5, Ferrari 8, Chiti n.e., Ray 17. Coach Lardo.
BOLOGNA: Spissu 11, Umeh 22, Pajola, Spizzichini 2, Petrovic, Ndoja n.e., Rosselli 15, Michelori 8, Oxilia, Penna 12, Lawson 24. Coach Ramagli.

Fotogallery a cura di Daniele David

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy