Ruvo asfaltata ad Ostuni, perso il secondo posto.

Ruvo asfaltata ad Ostuni, perso il secondo posto.

Ruvo parte bene, come detto. 3 minuti di attacco fluido, difesa importante e un massimo vantaggio di 3 a 9 grazie alle due triple di Zerini e a quella di Modica. Dopodichè, nonostante un bilancio di falli molto pesante per i padroni di casa (Ruggiero nervosissimo costretto al quarto fallo al ’12 che gli costa la partita per il seguente tecnico per proteste, ma anche Morena e Basei con 3 falli a metà secondo quarto), Ruvo sparisce completamente dalla partita, mentre Ostuni dilaga in modo proporzionale al tempo che passa. I parziali parlano da soli: 25-17 al ’10, 34-23 al ’15,  47-30 all’intervallo lungo. Ruvo segna solo 7 canestri dal campo, e solo 4 di questi avvengono dopo i primi ‘3 di gioco. Va in lunetta 24 volte lasciando per strada il patrimonio di 11 tiri liberi sbagliati, quasi a dimostrare ulteriormente ai 150 tifosi presenti, che la testa è stata dimenticata nel nord-barese.

Il folto pubblico ruvese, ancora fiducioso, spera di sentire fin sugli spalti gli ipotetici urli di coach Cadeo contro i giocatori addormentati, ma al rientro in campo l’andazzo, ove possibile, peggiora. Ostuni è determinata a non prendere prigionieri, e spinge sull’acceleratore di una fuoriserie in cui i fratelli Gigena dimostrano che la b1 per loro è quasi un incidente di percorso, capitan Morena spiega con il suo 6/8 da 3pt che per lui il derby con Ruvo significa avere stimoli in più, e non in meno come successo ai ruvesi (ai quali neanche il premio partita proposto dalla società ha fatto dimostrare qualcosa), ma soprattutto trova, forse per la prima volta in stagione, un playmaker degno di questo  nome in un Tommasini (in foto) stratosferico ed MVP della serata che, al di là di valori statistici di tutto rispetto (16pt, 5 rimbalzi, 6 falli subiti e 2 assist) riesce a dettare i ritmi all’attacco-schiacciasassi ostunese, mettendo in ritmo i compagni, distribuendo responsabilità (a segno 9 giocatori su 10 del roster gialloblu) e guadagnandosi una standing ovation finale seconda solo a quella “teatrale” per capitan Morena che saluta il palasport con tre inchini.

Quanto a Ruvo, non c’è molto altro da dire se non ricordare i parziali: 78-46 al ’30 e 98-59 finale con la tripla sbagliata da Marco Bona (prestazione molto solida per lui) che toglie ai padroni di casa il gusto di raggiungere contemporaneamente il traguardo dei 100 punti segnati e dei 40 punti di distacco. Ironia a parte, non c’è assolutamente nulla da salvare nella non-prestazione degli ex-capolista. Niente dal punto di vista tecnico: lenti in attacco, prevedibili e senza una idea chiara di cosa fare della palla. Niente difensivamente: tagliafuori? Questo sconosciuto: 41-16 il conto rimbalzi, per non parlare delle rotazioni lente e della mancanza di copertura dietro l’arco su capitan Morena. Niente neanche nella gestione di coach Cadeo: nessuna alternativa alla zone-press proposta senza nessun risultato apprezzabile per tutti i ’40, rotazioni convulse nel tentativo di trovare un assetto possibile.

Insomma, una debacle completa che scatena la rabbia dei tifosi al seguito e che pone dubbi sulle restanti partite da giocare, senza dimenticare l’importante appuntamento con le final4 di Coppa Italia, ultima possibilità per dimostrare quell’attaccamento alla maglia e alla città che, nello scenario della città bianca, è totalmente mancato.

Tabellini:

Assi Basket Ostuni: Circosta 1, Ruggiero 4, M. Gigena 21, Morena 24, Basei 6, Tommasini 16, Bona 9, S. Gigena 13, Fall 4, Fin. All.: Putignano.

Adriatica Industriale Ruvo di Puglia: Bonfiglio 5, Bonacini 7, Pilotti 8, Zerini 11, Modica 12, Marzoli 2, Provenzano 3, Ihedioha 11, Simeoli, Di Salvia n.e.. All.: Cadeo.

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