Sant’Antimo sigilla il tris ad Agrigento:la vetta è ancora utopia?

Sant’Antimo sigilla il tris ad Agrigento:la vetta è ancora utopia?

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La vittoria odierna sa non solo di carattere,ma anche di qualità,contro una Moncada Agrigento che per 37 minuti,e pur con un Mossi antitetico rispetto alle sue credenziali di partenza,ha provato con coraggio e  personalità a dimostrare la sua nuova identità, e a credere in una vittoria che forse è svanita per troppi possessi vanificati,troppi attacchi malgestiti,troppe occasioni non opportunamente colte.Occasioni che invece Sant’Antimo ha saputo sfruttare,perchè ha saputo trovare nelle individualità di Cantone,Calabria,Gagliardo e Valentini i suoi veri punti di forza,così come da sempre in essi trova le motivazioni del suo successo.Successo che oggi si sperava meno patito,e per due quarti infatti si è coltivata questa impressione.Ma la Moncada non ha mai desistito,mai ceduto, consapevole di trovarsi di fronte una squadra che,nella transizione da out-sider ad attore di vertice,può incorrere in qualche errore fatale,in incertezze che magari costano qualche partita e qualche punto.Eppure Sant’Antimo,a dispetto di qualsiasi ipotesi in tal senso ,fa tris all’ombra della Valle dei Templi. E lo fa in una giornata che ribadisce per il girone B una dinamica di equilibrio sempre più instabile .C’ è si un primato trapanese,ma è precario; c’è si competizione,ma è ufficiale l’assenza di vere grandi,di veri totem,di veri punto di riferimento da contemplare o da rincorrere.Questo ci viene comprovato dall’azione spiazzante del turbine Massafra che,dopo l’ inatteso successo contro la Shinelco,miete la sua seconda vittima eccellente nell’arco di 7 giorni,devastando e sconvolgendo la certezze di Ruvo,una delle più quotate piazze del girone.Così come fra le più accreditate aspiranti alla promozione si configura Ostuni,oggi caduta sul campo di Ferentino.Su chi dunque compiere la rincorsa,a 6 giornate dalla fine della stagione regolare,con presunte leader in arretramento e una graduatoria sempre più corta? E’ questa da oggi la domanda che molti sostenitori,così come molti osservatori santantimesi si porranno.Forse però una risposta c’è già:su sè stessi,sui propri cali improvvisi,sui contrparziali avversari che si potrebbero evitare,su un attacco che contro formazioni sfrontate però inferiori può e deve essere più costante.Tutte quelle imperfezioni che quest’oggi si sono presentate,seppur in fasi diverse della sfida,e che doverosamente si dovranno smussare tra 7 giorni,al cospetto di una Patti ritornata alla vittoria contro Anagni (74-66).

LA CRONACA

La compagine casalinga schiera sul parquet un quintetto di pura esperienza,contrassegnato da Sabbatino (unico giovane nel lotto di partenza,e autore di una sconcertante prestazione complessiva),Mossi,Bonaiuti,Giovannatto e Pennisi.Coach Scotto propende per Cantone,Iardella,Calabria,Eliantonio e Gagliardo,optando dunque per un reiterato riposo precauzionale di Valentini,già pero in campo nella prima metà del quarto d’apertura.

1° QUARTO (17-22) : La partenza dei bianco-rossi è quanto mai lanciata e spedita,anche grazie al maggior numero di possessi disponibili:statistica che,deducibile indirettamente dal saldo palle recuperate /palle perse,si rivelerà vera chiave interpetativa del primo tempo,nel suo intero andamento.Un immediato break di 5-0 apre la partita, nel segno di Eliantonio e Iardella.Lo stesso Eliantonio poi,su assist di Iardella,lo perfeziona (1-7),ma Mossi con un discreto piazzato apre le signature dal campo per la formazione di casa (3-7 al 2′).Nei minuti successivi va segnalato un numero anomalo di palle perse complessive (ben 5),e una marcata predilezione per il gioco d’area (appena 2 tentativi dall’arco,tutti approntati dalla formazione agrigentina).Dal 4-11 del 3′,Casella e il cannoniere Mossi si muovono con decisione per propoziare un contro break di recupero che vale il -3 (8-11 al 4′),ma Gagliardo firma il nuovo +5,a cui si associa una successiva palla recuperata,che costringe Esposito alla chiamata del timeout. Sant’Antimo è d’altra parte guidata al tiro da un vero guanto di panno (5/7 dal campo) ed è alquanto efficiente come detto nella gestione offensiva.
Tuttavia l’hard core agrigentino degli esperti,capitantato da Giovannatto e l’instancabile Mossi, rintuzza il secondo vero tentativo di fuga degli ospiti,ricuendo quasi del tutto lo strappo (11-13).Agrigento pecca senz’altro in difesa,ma nei pochi possessi di cui ha potuto disporre è più concreta ed efficace (57% dal campo).Al 7′ Valentini sostituisce Iardella,segnando subito dopo il suo primo canestro dal campo (11-18),ma Mossi non solo segna,ma fa segnare,sugellando canestri per Giovannatto e Pennisi. Calabria di controcanto ribadisce la posizione di Sant’Antimo in pieno controllo (15-21 al 9′),in una partita che sino ad ora offre eccellenti cifre al tiro:si rasenta il 60% in entrambe le formazioni (6/11 per la Moncada, 9/15 per gli ospiti).Sant’Antimo si giova senza alcun dubbio delle ben 6 palle recuperate,ma Agrigento è davvero encomiabile,sia  per la qualità con cui organizza i propri possessi,sia per un discreto predominio d’area (8 rimbalzi a 5 nel computo generale).Il quarto si chiude con il rimbalzo di Bonaiuto sul libero fallito da Gagliardo.Da segnalare altresì l’attivismo di Pennisi,il cui contraltare è ovviamente il referto non immacolato (2 palle perse,2 falli commessi).Complessivamente da elogiare la buona dostribuzione offensiva su entrambi i fronti,tuttavia si sottolinea la scarsa coralità nel loro gioco.

2° QUARTO (18-21):Le rotazioni agrigentine si ampliano con l’inserimento di Anello e Barbieri,mentre coach Scotto opta per l’ingresso di Aprea.Valentini con un 1/2 ai liberi e un piazzato di buona fattura riconduce Sant’Antimo al massimo vantaggio (17-25),ma Bonaiuti e Mossi si scambiano assist e canestro,dimezzando il passivo (21-25 al 12′).Le cifre al tiro si stabilizzano su livelli inattesi,e Calabria già raggiunge la doppia cifra siglando due liberi (3/4 dal campo e 100% dall’arco).Agrigento non riesce a sanare la sua pecca principale:è nelle palle perse difatti che Sant’Antimo trova le ragioni del suo vantaggio.Seguono 2 minuti circa di stasi ,in cui sono i falli e le palle perse a spadroneggiare sul campo.
E’ per fortuna l’incisivtà dei maggiori uomini d’area,Pennisi ed Eliantonio,a rompere la sterilità,senza tuttavia intaccare le gerarchie del match.Gerarchie che Sant’Antimo,a dispetto di alcuni voci statistiche che ne decretano l’inferiorità,sa governare con raziocinio e controllo.Il 2+1 di Gatti (estremamente falloso e scarsamente produttivo fino ad ora),assieme ad una tripla di Cantone regalano ai campani un nuovo massimo vantaggio (23-35 al 16′),nei confronti di un Agrigento che,pur iniziando a percepire lo scarto teorico e tecnico,trova in Anello e nel cecchino Casella gli stimoli giusti per ricondursi in carreggiata,concretizzando un repentino parziale di 8-0 in appena 50 secondi (31-35).Agrigento quindi,compiuto il riassestamento,cerca di lasciarsi guidare da Mossi che,dopo appena 1 minuto di panchina,riassume la direzione delle operazioni,suggerendo il tocco efficace di Pennisi (33-37 al 18′).Sant’Antimo però risponde e con autorevolezza nei 2 minuti seguenti,sulla scorta di un contro parziale di 7-2 firmato Cantone.Il play biancorosso,guidato dalle sue doti di interprete scaltro e dinamico,ricolloca il tutto nei parametri prediletti,rintuzzando ogni tentativo dei casalinghi di ricucire la crepa,e garantendo ai propri compagni un vantaggio di 8 punti alla pausa lunga. La partita è alquanto avara per fisicità (appena 14 rimbalzi per parte,così come assoluta parità si evince dal bilancio dei falli subiti e commessi – 10 pari) e insufficiente per presenza dei gruppi nel gioco.Ciò però viene compensato dall’ispirazione che quasi tutte le individualità coinvolte nel match sanno valorizzare nelle proprie soluzioni.Valentini si conferma nel proprio stato di semi-convalescenza,ma è senz’altro meno dilapidatore rispetto alla precedente trasferta di Anagni.Cantone si perpetua nel ruolo di decisore dei middle-time santantimesi,mentre da apprezzare il lavoro pulito e preciso di Eliantonio e Calabria,top-scorer del match.Sul fronte siculo,si patisce un lieve scarto nella resa al tiro,Mossi è stato fino ad ora efficacmente contenuto (appena 5 tentativi dal campo),ma il contributo complessivo degli esperti si preserva costante e adeguato rispetto alla caratura dell’avversario.

3° QUARTO (12-9):La partita di conserva vivace e ritmata,almento nei primi 2 minuti del quarto:11 punti in poco o più di 200 secondi,senza che però si alterino gli equilibri della sfida.Equilibri che anzi nei minuti successivi sembrano pendere più marcatamente in favore degli ospiti,grazie a un Calabria che totalizza 14 con un notevole 5/8 al tiro (39-50 al 24′).Agrigento sembra sempre più in affanno,ma anche Sant’Antimo vive una fase di respiro e di errori.Il suo prolungarsi non può che alla lunga reinnescare la reazione dei bianco-azzurri,che al 27′ tornano a -5 (45-50),anche grazie al deciso apporto a rimbalzo di Bonaiuti,che muovendosi più dei propri compagni,non può d’altra parte non commettere più errori (2 palle perse ed un fallo).Cantone,ormai addestrato nel recitare il ruolo di giocatore muraglia,argina la ripresa dei siculi con un canestro che chiude il parziale in loro favore.Ci si instrada verso la fine del quarto assistendo a numerose palle perse e falli di dubbia utilità,segni inconfondibili di una partita che,sempre più distante dalla godibilità del primo tempo (media tiro complessiva attorno al 46%),è d’altra parte sempre più trasudante di componenti emotive e nervose,componenti che tipicamente scandiscono le sifde tra squadre i cui obiettivi non sono soltanto vivi,ma anche sentiti,benchè diversi o persino antietici.

4° QUARTO: A cavallo dei due quarti Agrigento tenta un ennesimo riassalto,grazie all’operato tatticamente ineccepibile di Bonaiuti che segna e fa segnare,ma anche mediante il contributo di un redivivo Mossi,la cui presenza sul campo era stata fino ad ora stentatamente percettibile (53-54 al 33′ e 56-57 al 35′).Con un Cantone attivo ma sprecone,Sant’Antimo si consola con un Gagliardo meno visibile ma più sostanziale (7+5 fino ad ora).Agrigento però è ormai nettamente rientrata,e i campani,nonostante l’emersione benefica del lungo meneghino,patisce sia un crollo verticale al tiro (21/49,con un debole 42%,in contrapposizione al 51% degli ospiti),sia una lieve inferiorità nel bilancio rimbalzi (23 a 26).Questo non può che produrre come conseguenza il vantaggio dei casalinghi ad opera di Pennisi (58-57 al 36′).Calabria replica,ma la sensazione che si avverte è quella di una sifda bilanciata sino agli ultimi istanti.Sensazione che però Cantone ci dissipa con una prestazione coriacea e sfrontata,seguendo alla signatura di Calabria, confezionando un 7-0 di contenimento (58-64),e cercando soprattutto di gravarsi,con successo,della responsabilità di uomo squadra,.Sull’altro fronte è Mossi ad adoperarsi per un recupero che tuttavia non giungerà,complici sia le sue peregrine inziative offensive sia evitabili palle perse prodotte dai suoi.Difatti Sant’Antimo,più attenta in difesa e più acuta nel capitalizzare i falli subiti,prolunga il break suddetto con le realizzazioni dalla lunetta di Valentini e Gatti,determinando il +9 con cui si esauriscono le ostilità.

MVP Basket Inside: Carlo Cantone (AD Pall. Sant’Antimo)

TABELLINO  SINTETICO (A SEGUIRE TABELLINO COMPLETO E RISULTATI XXIV GIORNATA + CLASSIFICA LNP A-DIL GIR.B)
Moncada Agrigento – AD Pall. Sant’Antimo 58-67 (17-22;35-43;47-52)
Moncada Agrigento: Casella 13,Bonaiuti 12,Pennisi 11;Giovannatto,Mossi 9,Anello ,Squarcina,Barbieri,Sabbatino,Drigo. All.Esposito

AD Pall.Sant’Antimo : Cantone 16,Calabria 16,Gagliardo 10,Valentini 9,Eliantonio 6,Gatti 5,Iardella 3,Aprea 2,Zamo,Leccia. All.Scotto

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