Solo Piacenza in campo al PalaRossini: Recanati va KO

Solo Piacenza in campo al PalaRossini: Recanati va KO

Non c’è stato scampo per Recanati, sconfitta 91-73 da un’ottima Piacenza. Gli emiliani hanno preso il largo sin dalle prime battute di gara, precisi in attacco e efficienti in difesa.

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ANCONA – Non c’è stato scampo per Recanati, sconfitta 91-73 da un’ottima Piacenza. Gli emiliani hanno preso il largo sin dalle prime battute di gara, precisi in attacco e efficienti in difesa. E’ proprio dal punto di vista difensivo che l’Assigeco ha dato il massimo, ponendo un’aggressività che ha impedito per quasi tutta la gara ai leopardiani di costruire buoni tiri. Ottime le prestazioni di Hasbrouck e Borsato, due veri punti interrogativi per gli uomini di coach Calvani.

AMBALT RECANATI 73-91 ASSIGECO PIACENZA

(13-24; 21-26; 19-18; 20-23)

Ambalt Recanati: Reynolds 14, Bader 20, Marini 2, Pierini 2, Loschi 19, Bolpin 2, Andrenacci, Sorrentino 9, Fossati, Maspero 5, Spizzichini, Renna. All. Calvani
Assigeco Piacenza: De Nicolao 3, Costa , Jones 28, Raspino 9, Infante 8, Persico, Rossato 7, Dincic, Hasbrouck 19, Borsato 17. All. Andreazza

Arbitri: Giovannetti, D’Amato, Sallusti

Che ci fa Jones in A2? Se lo chiedono i giocatori di Recanati che non sono riusciti a fermare il coloured piacentino forre di uno stratosferico 37 di valutazione e con 28 punti nel carniere. nas ono tanti altri gli interrogativi che la difesa leopardiana si dovrà porre per non aver saputo mai arginare con efficacia un pò tutto il roster opsite che per lunghi tratti ha disposto sin troppo a proprio piacimento del parquet del PalaRossini. Se la difesa si interroga, anche l’attacco di Recanati deve fare una lunga riflessione visti gli improbabili attacchi da cui sono scaturite più palle rapidamente tramutate in offensive dagli ospiti. Insomma un Assigeco che si è rivelata formazione tosta e da una A2 “alta” e di contro un’Ambalt se non “molle” come quella di Udine, diciamo ancora con gli spettri di quel 20-0 in 3′ che aleggiavano nelle teste dei giovcatori che oggi erano chiamati a fare risultato davanti al pubblico amico. Tra l’altro appena 1100 spettatori , altro dato su cui ragionare, e con il pubblico che scemava già a 4′ dalla fine deluso dalla prestazione dei gialloblù. Non ha mai fatto mancare il proprio calore la Brigata Leopardiana, ma anche in questo settore qualche mal di pancia c’è stato. Alle viste ora un trittoco terribile dopo tre sconfitte in serie: trasferte a Ravenna e Verona, si ritorna in casa solo il 13 novembre contro Roseto.
Per Calvani intanto si profila una settimana di durissimo lavoro perchè di errori da correggere il taccuino del coach romano è strapieno.
Ma soprattutto occorrerà rimotivare la squadra che per larghi tratti è apparsa fin troppo distaccata, non è emersa quella che a Recanati chiamano “tigna”, ovvero la grinta e il cuore oltre l’ostacolo.

Lo starting five di Piacenza: De Nicolao, Jones, Raspino, Infante, Hasbrouck. Per Recanati Reynolds, Bader, Pierini, Loschi, Bolpin.
La cronaca vede Recanati sempre inseguire sin dall’inizio con Piacenza che traccia solchi sempre più ampi che la formazione di casa non riesce mai a colmare. Si sprofonda anche a -21,ma c’è una reazione di Recanati, fino anche al -10, che illude. Piacenza martella sempre con efficacia non appena Recanati mette la testa fuori dell’acqua. Per Recanati da evidenziare l’innesto di Bader con un maggiore minuitaggio rispetto ad Udine ed una prestazione da 20 punti per un 20 di valutazione. Loschi sulla sponbda leopardiana il milgiore con 23 di valutazione. Già detto dello stellare Jones, per Piacenza Borsato ed Hasbrouck a mettere in ambasce la retroguardia recanatese.
Con il calendario che attende Recanati la vediamo durissima se non ci sarà un cambio di tendenza radicale.
Calvani alla vigilia del campionato aveva detto che servivano sei giornate per capire i valori del campionato. A Recanati dopo 4 è già allarme però.

Fotogallery a cura di Alfonso Alfonsi

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