Treviso parte alla grande con gli americani, espugnata Roseto

Treviso parte alla grande con gli americani, espugnata Roseto

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ROSETO 72
TREVISO 83
Parziali: 13-26; 36-48; 58-70; 72-83.

ROSETO: Allen 21, Izzo n.e., Borra n.e., Ferraro 3, Papa 2, Marini 8, Bryan 2, Marulli 9, Moreno 11, Weaver 16. Coach: Trullo.

TREVISO: Corbett 24, Moretti 7, De Zardo n.e., Malbasa, Fabi 10, Busetto, Fantinelli 7, Powell 20, Rinaldi 3, Negri 10, Ancellotti 2. Coach: Pillastrini.

Arbitri: Grigioni, Caruso, Terranova.

Parziali: Roseto – Tiri da 2: 17/40 (43%). Tiri da 3: 6/19 (32%). Tiri liberi: 20/27 (74%). Rimbalzi: 31 (21+10).
Treviso – Tiri da 2: 22/36 (61%). Tiri da 3: 10/19 (53%). Tiri liberi: 9/16 (56%). Rimbalzi: 31 (24+7).

SQUALI, VI SIETE FUMATI IL RADICCHIO? – Il Roseto perde all’esordio contro il Treviso. E ci può pure stare. Solo che manco in un film dell’orrore la squadra di casa, all’esordio davanti al proprio pubblico, parte e sbraca in quella maniera indegna, andando sotto 5-26 dopo 8 minuti di gioco. Squali, ma che davvero si siete sballati col radicchio? Vi accontentante di poco! Il Roseto è il Roseto quando indossa scarpe da lavoro e tuta blu, mentre nei primi 8 minuti contro Treviso sembrava una tizia che non sa camminare sui tacchi 13…

ROSETO: CANTIERE APERTO. – Ci mancava il capannello dei vecchietti intorno al Roseto che, al solito (da almeno tre campionati), parte con qualcuno in infermeria. Stavolta si tratta di Borra, alle prese con un’ernia lombare, mai dichiarata apertamente dalla società. Intanto il precampionato è passato e il giocatore è bloccato. Solo che martedì scorso giocava il “cinque contro cinque”. Scusate, sono confuso: dov’è l’inghippo? Cioè: ma possibile che dal 19 agosto al 4 ottobre sto giocatore non si capisce se può o non può allenarsi e può o non può giocare? “Ma che davero” la società vuole rendere ferreo il “non c’è due senza tre”, dopo Metreveli e Carenza? Coach Trullo ha detto in sala stampa che Jacopo oggi – lunedì 5 ottobre – sosterrà una visita specialistica a Teramo. Speriamo sia l’ultima e che ci sia un piano preciso sul giocatore e sul suo recupero. Perché il primo reinserimento (e torniamo a martedì e al suo allenamento) non è stato un grande esempio di gestione. Staremo a vedere. Come se non bastasse, per un Marulli recuperato dalla scavigliata contro Latina in amichevole, c’è Ferraro che si è beccato una contrattura al polpaccio qualche giorno prima della partita contro Treviso.

LA PARTITA: TUTTO NEL PRIMO QUARTO. – Il primo quarto ha emesso sentenze che gli altri tre parziali non hanno smentito. Bravo il Treviso a partire a razzo e non arrivare a… insomma avete capito. Alla palla contesa, Roseto parte con il recuperato Marulli in regia, Allen e Moreno esterni, Weaver e Bryan sotto canestro. Treviso risponde con Fantinelli in regia, Corbett e Fabi esterni, Powell e Ancelotti a presidiare i tabelloni. La prima frazione è quella in cui il Roseto viene malmenato dagli ospiti: non si riprenderà. La mazza ferrata ce l’ha Powell, che nel primo quarto ne segna 11, dando una bambola all’evanescente Weaver che Kyle sta ancora cercando di riconsegnare all’ufficio oggetti smarriti: lo stesso che oggi aveva in custodia la sua grinta. Lo straniero ha giocato un primo quarto talmente pornografico che l’ingresso di Ferraro – su una gamba sola – ha dato una sferzata agli Sharks che, complice anche la scelta calcolata di coach Pillastrini di far sedere Powell (2 falli) nonostante stesse giganteggiando, ha permesso ai rosetani di rientrare parzialmente e di andare al riposo sul 36-48 (poteva essere 36-45, ma il funambolico Corbett si è inventato una tripla fuori equilibrio a fil di sirena). Al rientro dagli spogliatoi, in campo è rientrato pure Powell e per Roseto – che con Ferrato fuori causa dopo lo stoico sacrificio iniziale è in rotazione da sei – si è fatta di nuovo notte. Così la gara si è trascinata stancamente, con Roseto sempre a un passo dal poter rientrare in partita e Treviso che mai ha dato l’impressione di poterla perdere: 58-70 al 30° e 72-83 alla sirena finale. Amen.

SUGLI SCUDI. – Per Treviso, la coppia di americani extralusso. Corbett ha chiuso con 24 punti in 35 minuti, aggiungendo 3 rimbalzi, 3 assist, 3 palle recuperate e nessuna persa. Powell in 27 minuti ha segnato 20 punti, preso 5 rimbalzi e servito 4 assist.
Per Roseto, pure i due americani (con una precisazione). Allen in 37 minuti ha segnato 21 punti, con 2 rimbalzi e 1 assist. Weaver, in 35 minuti, ha segnato 16 punti, preso 7 rimbalzi e servito 3 assist (18 di valutazione, migliore di squadra), ma mai ha dato l’impressione di poter caricarsi la squadra sulle spalle. Anzi, l’ex NBA è parso rinunciatario e anche se i numeri danno ragione a lui, i numeri non dicono tutto. Qualcuno gli dica che il suo è senz’altro un bellissimo atteggiamento: sempre col sorriso, anche dopo la sconfitta disponibile coi i ragazzini e quant’altro… ma che questo campionato è differente dalla NBA, dove non ci sono retrocessioni. Ecco, qui ci sono.

DAVIDE E LA DINASTIA DEI MORETTI. – Figlio d’arte di papà Paolo, play di riserva di Treviso in Serie A2 a soli 17 anni, Davide – cresciuto a Roseto – è stato applaudito dal pubblico (unico dei trevigiani, visto che non corre buon sangue tra le due tifoserie). Il ragazzino ha giocato con grinta da veterano, chiudendo la sua partita con 7 punti, 3 rimbalzi e 1 assist in 16 minuti. Due canestri-fotocopia in bello stile, concludendo in arcobaleno dopo una penetrazione sul fondo dal lato destro, e una tripla messa dopo aver probabilmente commesso fallo in attacco su Marulli (non rilevato), “Davidino” si è fatto onore iniziando la sua carriera da giocatore professionista sul campo in cui il padre, per via di una leucemia, fu costretto a smettere di giocare nel 2000. E lo ha fatto indossando il numero 7, lo stesso che suo padre indossava l’ultima stagione da giocatore. Complimenti a Davide.

WEAVER E LA PROFEZIA DI PORZIO. – Giampiero Porzio – oggi oncologo, qualche anno fa coach del Roseto Basket in Serie B per una stagione – nelle scorse settimane mi disse una cosa precisa e azzeccata, come lo sono tutte le cose semplici: “Luca, la prima squadra con due lunghi veri che decide di giocare in attacco contro Weaver, che non è un “4” bensì un “2/3” fuori ruolo, rischia di chiudere la partita in pochi minuti”. Speriamo che con il tempo, gli aggiustamenti e gli ingranaggi oliati questa profezia perda di valore, perché contro Treviso è stata non solo azzeccata, ma ribadita in sala stampa – per quanto inconsapevolmente – da coach Pillastrini, quando ha parlato del loro piano partita. E Porzio e Pillastrini non si conoscono.

PALAMAGGETTI: 1.500 CIRCA, POCHI DI CERTO! – Pochi, troppo pochi gli spettatori al PalaMaggetti, per l’esordio, in Serie A2, contro una squadra blasonata come Treviso. È un punto minimo dal quale ripartite. Purtroppo, a campagna abbonamenti chiusa e a pianificazione strategica della comunicazione effettuata, credo che l’unica arma in mano alla società siano le vittorie della squadra: unico miele capace di richiamare frotte di sportivi. Speriamo.

SALA STAMPA: TONY TRULLO. – «Siamo stati bravi a giocare alla pari, vincendo il secondo e l’ultimo parziale. Poi, purtroppo, noi eravamo in sei di rotazione, scontando le assenze di Borra e Ferraro, che dopo l’ottimo ingresso in campo non ce l’ha fatta e ha chiesto il cambio, e loro erano in undici. Certo, se non fossimo partiti così male, finendo anche sotto di 20, forse potevamo fare qualcosa di meglio, ma resto fiducioso per quando potremmo allenarci tutti insieme, cosa che finora non è mai avvenuta». Circa gli infortunati: «Borra lunedì farà una visita specialistica a Teramo, mentre speriamo che la contrattura di Ferraro al polpaccio non sia così grave». Sulla prova di Weaver: «Lo abbiamo con noi da pochi giorni ed è arrivato in ritardo di condizione, ma mi aspetto comunque di più da lui quando entrerà in forma».

SALA STAMPA: STEFANO PILLASTRINI. – «Siamo partiti molto carichi, con una difesa importante e Powell innescato bene secondo il nostro piano partita, di attaccare il loro secondo lungo, Weaver, che è una guardia-ala che oggi gioca “4”. È andata bene e mi piace pensare che il suo ottimo lavoro sia stata anche la causa della prova non brillante dello straniero di Roseto».

SALA STAMPA: DAVIDE MORETTI. – «La vita è strana: ho esordito nello stesso palazzetto e nella stessa città in cui mio padre ha finito la sua carriera, per questo ho anche scelto il numero 7, che è stato l’ultimo da lui indossato. Sono contento di questa continuità fra lui e me e della nostra vittoria. Ringrazio il pubblico della mia Roseto per gli applausi e saluto la mia ragazza che è di Roseto e i miei amici».

LE PAGELLE (A cura di Lorenzo Settepanella)

Bryon Allen 6,5
Va a sprazzi, ma non dispiace affatto per come vede il canestro. Il problema è che tende a vedere il canestro piuttosto che i compagni.

Innocenzo Ferraro 6
8 minuti di solito non bastano per esprimere un giudizio compiuto, ma Inno merita la sufficienza per l’orgoglio e la combattività che evitano la chiusura anticipata della gara. Il polpaccio, già dolorante, lo mette presto fuori combattimento.

Pierpaolo Marini 5,5
Ècaotico e impreciso, ma ce la mette tutta. La mancanza di un playmaker vero vicino gli toglie qualche tiro pulito.

Sylvere Bryan 4
Una manciata di rimbalzi non può cancellare una gara assolutamente carente, in termini di presenza ed intensità. A tratti irritante, per come si trascina per il campo e per la cronica indecisione in fase offensiva.

Roberto Marulli 6
Gara non spumeggiante dal punto di vista realizzativo, ma al servizio della squadra e sicuramente non disprezzabile per impegno e spirito di sacrificio, specie in rapporto alle precarie condizioni fisiche.

Yankiel Moreno 6
Lotta e, in ogni caso, ci mette sempre la faccia.

Kyle Weaver 4
Non è sicuramente colpa sua se viene schierato fuori ruolo, ma appare soft, molle, indolente, e poco incline a gestire i palloni che scottano. Un lusso che, almeno per il momento, gli Sharks non possono permettersi.

Coach Tony Trullo 5
Non ha Borra, Marulli e Ferraro sono malconci e l’avversario si chiama Treviso, tutto vero. Ma l’estrema arrendevolezza mostrata dai suoi è inaccettabile (3-12 al 4′, 5-24 al 7′). Il tutto nonostante il Pilla, preoccupato dai due precoci falli commessi da Powell nel primo quarto, gli dia involontariamente una mano facendo sedere il suo devastante numero 4 (capace di produrre 11 punti nei primi 5 minuti, violentando Weaver a ripetizione). La sua zona match-up dà tuttavia qualche risultato e gli Squali mordono specie quando possono correre, ma le perplessità sono relative all’effettiva qualità di un roster che, anche valutato con tutti gli elementi in salute, appare comunque sbilanciato e malcostruito.

Fotogallery a cura di Andrea Cusano

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