Trieste sconfitta con onore, Imola non molla ed è sempre più su

Trieste sconfitta con onore, Imola non molla ed è sempre più su

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ANDREA COSTA IMOLA BASKET – PALL. TRIESTE 2004 81-77

Imola: Washington 16. Maggioli 8, Anderson 11, Hassan 11, Sabatini 5, Folli, Sgorbati, Cai, Amoni 8, De Nicolao 8, Prato 9, Preti 5. All. Ticchi.

Trieste: Parks 23, Bossi 5, Pecile 5, Baldasso 13, Landi 5, Coronica 5, Prandin 8, Pipitone 2, Canavesi 2, Nelson 9. All. Dalmasson.

Imola ospita Trieste, squadra con molti giovani interessanti, che sta facendo un campionato quasi al 50%. L’Andrea Costa invece è una delle forze del girone est e parte sicuramente favorita. Ticchi schiera Sabatini, Anderson, Hassan, Washington e Maggioli; Dalmasson risponde con Baldasso, Bossi, Parks, Landi e Pecile.

La partita inizia e la prima squadra a trovare il canestro é Imola con una tripla di Hassan, risponde per gli ospiti Parks ma i romagnoli allungano fino all’ 8 a 2 dopo 4 minuti. Trieste trova il controbreak e torna in parità grazie a Parks, Pecile e alla tripla di Landi. La partita continua ad andare avanti di parziali, e ora tocca ai padroni di casa che si portano a +8 quando rimane 1 e 36 sul cronometro. Alla fine del quarto però gli ospiti si rifanno sotto e il primo quarto termina 20 a 16. Buona difesa Imola fin qui, Trieste si affida a Parks che per ora non incide molto.

Inizia il secondo quarto con lo stesso leitmotiv del primo, parziali, parziali, e ancora parziali. Nonostante il primo canestro sia di Pecile, i seguenti 8 punti sono marcati Imola che allunga fino a +9 sul 28-19. Ci provano poi Bossi (5), Pipitone(4) e Baldasso(6) a regalarci una partita, ma la Andrea Costa si affida continuamente ai suoi lunghi, che canestro dopo canestro mantengono il vantaggio. Il primo tempo termina 43 a 36. Bene Imola come gioco sui lunghi, ma meglio Trieste in questo quarto. Il terzo quarto è fino ad ora quello più emozionante con Imola che all’inizio sbaglia molti canestri, i quali permettono punti facili agli ospiti che accorciano fino al -2. Nella seconda metà del periodo invece i padroni di casa mettono ordine e trovano 2 triple con Hassan e Preti, e per fortuna qualche altro canestro compresa una inaspettata schiacciata di De Nicolao, seguita comunque dal canestro di Prandin per chiudere il terzo quarto sul 62 a 54 in favore dei romagnoli.

L’ultimo quarto inizia quindi con Imola avanti, che però va in difficoltà a causa del tentativo (ovvio) di Trieste di tornare in partita negli ultimi 10 minuti a disposizione. Imola continua a commettere errori che una squadra a questo livello di classifica non può permettersi, sia in attacco, quanto in difesa; ma in certi momenti è la difesa ad aiutare la squadra quando sembra essere in difficoltà. L’ultimo quarto vede spesso Prato e Washington in lunetta, anche se non con percentuali favolose; per gli ospiti invece segnaliamo la buona partita di Parks e di Nelson che hanno tenuto la squadra in partita. Ma d’altronde un motivo c’è se Imola é cosi in alto, e Triste è in fondo alla classifica, e cioè la panchina, quella di Imola ha prodotto quasi 30 punti. Buona vittoria di Imola che aiuta a tenere il passo del treno di testa, per continuare a coltivare il sogno chiamato serie A.

L’ultimo quarto inizia quindi con Imola avanti, che però va in difficoltà a causa del tentativo (ovvio) di Trieste di tornare in partita negli ultimi 10 minuti a disposizione. Imola continua a commettere errori che una squadra a questo livello di classifica non può permettersi, sia in attacco, quanto in difesa; ma in certi momenti è la difesa ad aiutare la squadra quando sembra essere in difficoltà. L’ultimo quarto vede spesso Prato e Washington in lunetta, anche se non con percentuali favolose; per gli ospiti invece segnaliamo la buona partita di Parks e di Nelson che hanno tenuto la squadra in partita. Ma d’altronde un motivo c’è se Imola é cosi in alto, e Trieste è in fondo alla classifica, e cioè la panchina, quella di Imola ha prodotto quasi 30 punti. Buona vittoria di Imola che aiuta a tenere il passo del treno di testa, per continuare a coltivare il sogno chiamato serie A.

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