Il mercato di Napoli nel vivo: tutto dipende da Rocca, per gli under Ceron in cima alla lista

Il mercato di Napoli nel vivo: tutto dipende da Rocca, per gli under Ceron in cima alla lista

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Un conto sono le voci, le chiacchiere da bar (che immaginiamo affollati vista la calura che solo oggi molla un pochino), le ipotesi più o meno condivise sul mercato che la nuova Napoli potrebbe (o non potrebbe) imboccare a breve. Un altro peròl sono le dichiarazioni degli addetti ai lavori, che danno conto delle prime pedine mosse sulla scacchiera, mostrano le prime carte, indicano gli obiettivi n.1 per una stagione di Legadue Gold in cui farsi vedere e farsi notare (e in meglio) sarà tutt’altro che secondario.

E in effetti, dopo qualche giorno di silenzio, in cui all’annuncio dei primi sponsor (su tutti il media partner Radio Marte), e la conferma del papabilissimo Demis Cavina sulla rinata panchina partenopea, il mercato ha tenuto banco ma senza troppi risultati, è il GM Antonio Mirenghi a rompere gli indugi. E lo fa questa mattina, sulle colonne della Gazzetta dello Sport campana: è la spina dorsale del mercato, quella che il responsabile del mercato vuole chiarire, indicando i primi, possibili tasselli privilegiati nella costruzione del roster immaginato con il coach di Castel San Pietro Terme.

A dire il vero nessuno ha smentito nulla di quanto apparso sui giornali nei giorni scorsi, ma le parole di oggi offrono un quadro tutt’altro che di foschia, ma anzi rassicurano sulla volontà di regalare ai tifosi e alla città una squadra che si ritagli il giusto spazio nella prossima stagione cadetta.

A cominciare dagli italiani, a cominciare dal Sindaco, all’anagrafe Richard Mason Rocca. Ormai decennale esperienza in A, il centro anomalo per eccellenza è uno che questi lidi in gioventù li ha conosciuti molto bene. Per farsi le ossa, soprattutto con la maglia di Jesi. Altra presunta pretendente al suo cartellino, secondo quanto filtra dalla stampa marchigiana, la piazza da cui con gente come James Singleton spiccò il volo verso la Serie A, nel lontano 2004.

Ed ecco il momento in cui Napoli ha fatto breccia: allora infatti la Pompea di Andrea Fadini non si lasciò scappare l’opportunità dell’ingegnere di Princeton, completando poi il pacchetto di italiano con Valerio Spinelli, in uscita quell’anno da Montecatini, e con gli onori di MVP Italiano della stagione.

Non ci saranno poi i migliori risultati, al loro debutto : il doppio impegno europeo (voluto con forza dopo tanti anni) tolse smalto al rendimento in campionato, con un 7° posto playoff e l’uscita per 3-0 contro Treviso; semmai il simbolo di quel 2004-2005 fu l’asciugamano che Jeff Trepagnier, nel preliminare di Coppa Uleb contro il Lietuvos Rytas, lanciò all’indirizzo del “topo da palestra” Attilio Caja, subentrato a Mazzon, ma che non resisterà a lungo, cedendo il passo alla cauta e concreta gestione di Maurizio Bartocci, che salverà capra e cavoli.

E in quel salvataggio, gente come Spinelli e Rocca contarono parecchio, così come nell’anno d’oro che seguì; un anno in cui più che il play tascabile, è l’italio americano a guadagnarsi i grandi favori del pubblico e delle curve. Non ha il talento offensivo di Greer, l’istinto da showman di Morandais e Sesay, non è handsome di Stefansson, ma è concreto. Terribilmente. Con rimbalzi, sportellate, mazzate in faccia senza che nulla lo porti fuori dal campo (ricordate il quarto di Coppa Italia del 2006 contro Milano?): insomma il combattente nato.

Un identikit che l’oggi 36enne non ha mai perso, fino alla fine con la Eldo di Blums e Jones, quindi oltre, in tutte le sue tappe nello stivale: tappe prestigiose, da Milano a Bologna sponda Virtus.

Ed è da qui che Rocca potrebbe partire, direzione Napoli. Dove potrebbe essere più che una prima donna, più che un testimonial, ma il perno di una squadra dove si vuole sì spendere, dentro e fuori dal campo, ma farlo bene. E con le idee chiare.

Mirenghi infatti vorrebbe partire da subito con la spesa dei due visti americani: l’edizione napoletana del quotidiano rosa parla infatti di un play e di un’ala possibilmente navigati, uno di sicuro con precedenti europei se non italiani sulle spalle. Al momento però i margini sono minimi, se non si ha un quadro nitido su cosa davvero il classe ’79 voglia fare del suo futuro: certo il cachet in Emili a era ed è sostanzioso, inoltre il suo contratto è ancora in essere con Sabatini e co. Ma il nuovo corso Arrigoni-Villalta in casa delle V nere preannuncia rifondazioni, anche un altro italiano di lusso come Gigli pensa alla provincia reggiana che lo ha lanciato, e gli stimoli che un ritorno a Napoli potrebbe regalare sarebbero imparagonabili. In uno con un progetto che fino ad oggi, cifre alla mano, non ha deluso: anche sul fronte delle pendenze con i dipendenti della ex Biancoblù, dove le ultime trattative sembrano andare per il verso giusto.

“Su Mason c’è concorrenza sia di club di A che di LegaDue – dice Mirenghi – senza contare che è ancora sotto contratto con Bologna. Noi però abbiamo bisogno di conoscere le sue intenzioni in tempi brevi, lui rappresenta la centralità del nostro progetto tecnico. Aspetteremo sue notizie ancora oggi, ma da domani dovremo guardarci attorno, ed eventualmente cambiare strategie”.

Strategie che ovviamente interessano anche gli italiani, su cui tutto potrebbe variare in base al sì o al no del capitano in pectore della formazione azzurra. I nomi restano quelli delle ultime settimane, nomi che richiamano l’esperimento del Nuovo Napoli Basket, stroncato troppo in fretta lo scorso ottobre, e che proprio grazie all’abilità in backstage di Mirenghi, aveva portato ad un roster molto competitivo, con scommesse azzeccate e accostamenti ben riusciti.

E a questi tre nomi non possono che corrispondere tre rimpianti, visto quanto ben fatto nelle loro ultime esperienze.

Marco Ceron, innanzitutto «È un nostro obiettivo concreto. L’anno scorso ci ha aspettato fino alla fine, nonostante avesse tante offerte». Infatti l’estroso esterno reyerino, ex Recanati, legatissimo agli ambienti napoletani (commoventi i suoi laconici tweet in attesa della sentenza TNAS), non ha mai nascosto il suo desiderio di tornare in azzurro, si è segnalato come previsto tra i migliori under dell’ultima DNA, regalando alla morente Castelletto la Coppa Italia di DNA come miglior marcatore, MVP e miglior giovane, per poi farle sfiorare la qualificazione ai play-off, sfuggiti all’ultima giornata (11 punti in 23′ , con il 40% dal campo, 3,3 rimbalzi e 2,7 falli subiti).

C’è poi il “pistolero” Marcos Casini: l’oriundo, che in Campania ha sempre trovato il suo habitat naturale e il contesto per le sue migliori performances, è apparentemente blindato da un biennale con Ferentino che scadrà nel giugno 2014 (firmato in contemporanea con l’altro ex NNB Marco Allegretti), ma sostanzialmente resta in attesa di novità sul caso Rocca.

Altro nome sul taccuino che ingolosisce è quello di Nika Metreveli: prospetto su cui Siena ha puntato per anni di liberarlo, l’italo-georgiano ex Ferentino e Sassari è stato il vero e proprio crack di mercato di Omegna, in DNA: con lui in poppa (11,4 punti e 6,3 rimbalzi in 24′ , con il 54% da 2 l’81% dalla lunetta) la Paffoni ha cambiato letteralmente marcia, e dopo essere stata provata per mesi dall’assenza del suo leader carismatico Teo Bertolazzi, ha scalato posizioni su posizioni, risalendo fino alla lotta per i play-off, persi poi all’ultima giornata sul campo di Verbania contro Chieti.

«C’è troppa distanza tra domanda e offerta», sottolinea Mirenghi, ma ormai è certo: il mercato di Napoli entra nel vivo.

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