Rimini: cronaca di una morte annunciata?

Rimini: cronaca di una morte annunciata?

Tra 7 giorni i soci si dovranno incontrare e decidere se ricapitalizzare la società (il cui debito presunto è di circa 450mila euro) oppure se vendere la società o passare alla fase di liquidazione (con gli ovvi rischi di un fallimento).

Le notizie che filtrano dalla stampa e che navigano sul web dicono che gli attori sono 2:
1) Adriano Braschi, alla disperata ricerca di nuovi partner che gli permettano di far sopravvivere la società ed arrivare alla nuova stagione; nella nuova stagione dovrebbero arrivare nuovi sponsor e partner che garantirebbero una sopravvivenza tranquilla.
2) Luciano Capicchioni, che gestisce il settore giovanile del Basket Rimini, è a caccia di un compratore per la società, che si accolli il passivo pregresso. Se l’operazione andasse a buon fine, si spera di avere il tempo di comprare una squadra di categoria inferiore per trasferirla a Rimini e continuare con questa l’attività sportiva.

L’arrivo di soldi fresche nelle casse societarie è diventato un miraggio, visto che la ricerca di nuovi partner dura da oramai un biennio.
L’opzione di Capicchioni risulta la più proponibile: cedere la società e tutti i suoi debiti e poi andare a caccia di un posto nelle serie inferiori, il richio è che se non si trova la società da acquistare, allora il basket sparirebbe da Rimini. Tuttavia… è probabile (al buon esisto dell’operazione) una ricollocazione in quella che è l’attuale B Dilettanti, quindi il basket di vertice lascerebbe Rimini.

Al momento l’unica trattiva in essere sbandierata dalla stampa è quella con Gilberto Sacrati, la cui solvibilità è tutta da valutare. Di altre trattative non vi è traccia e il tempo, per un affare complesso come questo, inizia a scarseggiare.

L’ultima ipotesi è che non si trovi né un socio né un acquirente, allora si dovrebbe liquidare la società esistente col grosso rischio di un fallimento, perché una società di basket (tolto il cosiddetto titolo sportivo) non ha molti asset da vendere.

Mancano 7 giorni alla scadenza per la ricapitalizzazione, ma i tifosi sembrano già aver metabolizzato il fatto che l’anno prossimo non sarà più Legadue in riva all’Adriatico.

 

 

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