Sigma, parla Perdichizzi, tra colpe e nuove speranze

Sigma, parla Perdichizzi, tra colpe e nuove speranze

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Terminata pochi minuti fa la Conferenza Stampa per un bilancio sulla stagione finita con largo anticipo, Giovanni Perdichizzi cerca di mettere i punti fermi su cosa sia andato e cosa no nella gestione di questi mesi, vissuta nella doppia veste di Coach e GM della Sigma Barcellona. Si parla degli errori, dei rimorsi, dei timori, ma anche delle prospettive che potrebbero ancora legare il coach barcellonese per eccellenza ai colori giallo-rossi. Sempre se Patron Bonina deciderà di tenere ferma la barra verso nuovi progetti. 

“Ringrazio la società per avermi dato modo di parlare e fare il punto della stagione. Io potevo starmene tranquillamente a Capo d’Orlando o andarmene al Nord., ma ho comunque scelto la squadra della mia città per coronare un sogno. Eppure si passa anche dalle delusioni: ai play off speravamo di non incontrare né Trento né Brescia che per le loro caratteristiche erano le avversarie peggiori. Avevamo avuto un segnale già nel derby con Capo d’Orlando dove Young e Huff ci hanno spesso attaccato sui piccoli. Penso allora che la serie con Trento sia stata l’effetto di tutto quello successo prima. Mi riferisco al riequilibrio della squadra: abbiamo migliorato in attacco coi due nuovi arrivi, ma abbiamo perso in difesa in termini di fisicità. Trento è stata brava a mettere a nudo i nostri limiti dovuti al fatto di non essere riusciti ad aggiungere un’ala piccola che ci potesse dare consistenza nei rimbalzi e sotto canestro.Gara 3 è stata difficile ma ci abbiamo creduto sino a 3-4 minuti dalla fine prima di mollare. Voglio ringraziare squadra e giocatori per quello che hanno fatto vincendo a Pistoia, centrando il primo posto. Il gruppo e’ stato unito nel cercare di far fronte alle difficoltà.Non mi era mai successo in carriera che la squadra invitasse lo staff tecnico a cena dopo una sconfitta. E questo mi ha fatto venire il magone. Il “mea culpa” come uomo mercato è quello del mercato è quello di non essere riuscito a colmare il vuoto lasciato da Sanders a livello di fisicità.Avevamo anche pensato di richiamare Bonessio, e la ricerca del mercato ci vedeva proiettati su Soragna ed eravamo vicini ad un accordo ma lui ha preferito non lasciare Biella che era in difficoltà. Mi prendo le responsabilità soprattutto come manager. La mia permanenza a Barcellona si basa sulla fiducia e sui progetti. Se permarranno questi due aspetti vorrei avere la chance di portare la squadra della mia città in A1.”

 

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