A tu per tu con il “Bomber” Salvatore Genovese: “Sfidare Trapani emozione unica. Un futuro in granata? Mai dire mai, ma adesso voglio solo fare bene con la Remer”

A tu per tu con il “Bomber” Salvatore Genovese: “Sfidare Trapani emozione unica. Un futuro in granata? Mai dire mai, ma adesso voglio solo fare bene con la Remer”

Abbiamo incontrato il tiratore nativo di Erice che domani affronterà la Pallacanestro Trapani con la sua Remer Treviglio. Per lui è un tuffo nel passato anche se in granata non ha mai giocato

“Nemo propheta in patria” recita un antico e breve passo dei Vangeli che da sempre viene accostato a tutti coloro che, per una ragione o per un’altra, non riescono far fortuna nella terra natia. E questa è un po’ la storia – fino ad oggi, è bene dirlo – anche del “Bomber” Salvatore Genovese – così viene soprannominato per via della sua ottima mira dalla lunga distanza –  che a 14 anni ha lasciato la natia Erice, in provincia di Trapani, per cominciare un lungo viaggio alla ricerca della fortuna sportiva, in cui ha avuto sempre al suo fianco la palla a spicchi. Prima tappa a Messina e poi via a  Varese, dove ha frequentato il florido settore giovanile della Pallacanestro Varese entrando anche nelle rotazioni di coach Pillastrini in A2 e dove conosciuto l’attuale compagna Marianna che presto darà alla luce il loro primo figlio. Dopo ben cinque anni in cui è andato anche i prestito al Basket Bosto e alla Robur Varese, ha ripreso il suo instancabile viaggio ed è approdato alla Fortitudo Bologna – con cui ha vinto i playoff di A Dilettanti e la Coppa Italia di categoria – e poi successivamente a Molfetta, Rieti, Scauri, Roseto, Montichiari, Piombino, Orzinuovi e infine Treviglio dove quest’anno in maglia Remer disputa il girone Ovest di A2. Una mano molto delicata e un fisico che gli permette di ricoprire più ruoli hanno insomma fatto di lui un tuttofare in campo molto prezioso.

Domani per lui è un giorno speciale perché affronterà da avversario la Pallacanestro Trapani dove non è mai riuscito ad approdare ma che in qualche modo porta inevitabilmente nel cuore perché lo ricollega alle sue radici da cui si è dovuto staccare, come detto, troppo presto. Lo abbiamo incontrato in esclusiva per Basketinside e con lui abbiamo fatto una piacevole chiacchierata.

È la prima volta che affronti Trapani da avversario?

No,ho affrontato Trapani più volte. Cestisticamente sono nato e cresciuto alla Rosmini Erice (altra società storica della città che nasce dall’oratorio) con la quale tenevamo testa alle squadre dell’allora Basket Trapani. Il primo confronto senior fu in un’amichevole estiva a Palermo, credo si trattasse del trofeo Mangano, nel 2003: Sicilia Messina vs Basket Trapani. Io giocai poco avevo ancora 15 anni. Da senior invece ho affrontato Trapani in altre quattro occasioni, con Molfetta nel campionato di B1 2010/11 e con Scauri nel campionato di B 2012/13.

Quando pensi alla Pallacanestro Trapani cosa senti? E quali sensazioni pensi che proverai una volta in campo?

In camera ho sempre avuto una foto di mio papà con la maglia di Trapani e quando andavo a fare allenamento, negli anni del minibasket, indossavo le sue maglie, tra cui la prima storica maglia della Pallacanestro Trapani. Sicuramente domani proverò un’emozione particolare, soprattutto prima della palla a due, ma subito dopo sarà battaglia. È romantico pensare a un ragazzo che cresce e diventa giocatore simbolo della squadra della propria città, ma lo è altrettanto pensare a quel ragazzo che sfida la squadra della propria città in serie A, chi l’avrebbe mai detto?

Cosa significa per te questa sfida è che rapporto hai con la tua Sicilia?

È un sfida che in un ceryo senso fa parte del progetto di crescita che sto vivendo a Treviglio, e che avró il piacere e il privilegio di giocare senza risparmiare energie mentali e fisiche. La mia Sicilia la vivo ogni estate ed è fatta di storie, sapori e odori che non trovi in nessun altra posto del mondo, e mi dà l’energia per ripartire verso una nuova sfida, è l’inizio e la fine di tutto.

Ma come mai la tua strada e quella della Pallacanestro Trapani fino ad oggi non si sono mai incontrate?

Francamente loro in questi anni non mi hanno mai cercato. Le dinamiche di mercato dicono che sono le società e gli allenatori a volere e cercare un giocatore. Nel frattempo però io ho seguito la mia strada e ho giocato per società e allenatori che mi hanno voluto fortemente.

Ovviamente conoscerai molte persone che fanno parte dell’universo Pallacanestro Trapani

Si. Ho un rapporto di grande stima e di amicizia con il presidente Basciano che o un periodo non facile sta portando avanti un grande progetto di pallacanestro di alti livelli a Trapani, e in occasione del BomberCamp ho avuto la fortuna di incontrare anche i suoi figli Nicola e Salvatore che stanno dando un importante impulso al progetto granata. Anche Coach Ugo Ducarello lo conosco da una vita, dalle sfide propaganda Basket Trapani vs Rosmini Erice, ha fatto tanta esperienza, tanta strada e tanti sacrifici. E’ un allenatore serio e competente, come ha dimostrato lo scorso anno, e merita di guidare la squadra della sua città.

Pensi o speri di poter approdare finalmente anche a Trapani in futuro?

Mai dire mai, ma nel frattempo ci godiamo le due sfide che presenta questo campionato, è giusto vivere il presente.

Il presente però, come detto, si chiama Remer Treviglio. Come sono andati questi primi mesi in maglia Remer?

Sono stati positivi perché sto alzando il mio livello di gioco seguendo le indicazioni di coach Vertemati. Ho fatto delle buone partite ad inizio stagione, sono mancato nelle ultime due cui abbiamo perso affrontando avversari importanti. In futuro dovró certamente cercare di essere continuo nel rendimento ed aiutare la squadra ad evitare ulteriori stop soprattutto casalinghi.

Chiudiamo con una domanda extra campo: sei molto attivo con la tua Bgt Sport in attività sportive per i giovani e hai fondato insieme a Gek Galanda, conosciuto a Varese, anche il mensile Basket Magazine diretto da Mario Arceri. Sei davvero poliedrico!

Anche troppo, forse, Come hai detto sono fondatore ed editore insieme a Gek Galanda di Basket Magazine, di BGT Sport, gruppo che si occupa dell’organizzazione di eventi sportivi e collabora con partner importanti come AC Milan e Michael Jordan Flight School. A Dicembre poi diventerò anche papà. Direi che non c’è altro da aggiungere….

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