A2 playoff, La Finale – Torino e Agrigento, è il momento dell’assAlto

A2 playoff, La Finale – Torino e Agrigento, è il momento dell’assAlto

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QUI TORINO (A cura di Fabio Gentile) Definire la squadra di Agrigento “matricola”, “outsider”, “rivelazione” o “sorpresa” come è stata definita per buona parte della stagione e fino a questi playoff, non solo è riduttivo, ma ora risulterebbe quasi essere offensivo per quello che Coach Franco Ciani ed i suoi ragazzi hanno dimostrato fino ad oggi. Qualificatasi ai playoff avendo rischiato più volte di venir scavalcata in classifica fino alle ultime giornate, la neopromossa squadra siciliana, dopo una cavalcata da metà stagione in avanti, passando dagli ultimi posti in classifica all’ultimo posto disponibile sul tabellone playoff (l’ottavo), si è trovata subito a giocarsela (agli ottavi) con la prima classificata di Silver, una Treviso giunta ai playoff con buone speranze ed un grande campionato alle spalle, ma sfruttando il fattore campo si è imposta con un 2-1; molto più arduo avrebbe dovuto essere il secondo turno, ovvero i quarti contro la dominatrice del campionato Gold, una Tezenis Verona che era candidata alla promozione più di Torino visti i risultati stagionali e la vittoria in Coppa Italia, ma anche lì Agrigento piazza il colpaccio, break point alla seconda giornata a Verona e doppia vittoria tra le mura amiche, 3-1 e tanti saluti agli scaligeri; in semifinale trova Casale e ribalta subito il fattore campo con due vittorie in casa rossoblu, si rilassa al PalaEmpedocle ma poi chiude la serie, 3-1 e finale! La Manital è quindi avvisata, si troverà davanti una squadra che ha deciso di non mollare mai e se ha realizzato il suo sogno finora non è intenzionata sicuramente a tramutarlo in un incubo proprio adesso; in campionato le due squadre ne hanno vinta una a testa, all’andata vinse Agrigento 91-83 dove i due americani della Moncada fecero la differenza, a Torino invece furono i due statunitensi della Manital a farla e Torino s’impose 67-55; nei playoff Agrigento ha dimostrato che per i biancoazzurri non fa nessuna differenza giocare in casa o fuori, mentre Torino, che ha avuto grossi problemi in trasferta in regoular season, oltre ad avere dalla sua il fattore campo ha anche dimostrato di saper vincere anche in esterna, sia a Ferentino che Brescia. Quando l’anno scorso Torino non arrivò in finale uno dei dispiaceri più grandi era stato il fatto che tutti ormai credevano di esser vicini allo storico ritorno di Torino in A ed il rammarico maggiore era rivolto ai componenti della squadra che avevano dato tutto fino alla sfortunata semifinale con Trento; questi ragazzi erano guidati sul campo da Capitan Evangelisti, quindi quando quest’estate ci fu il repulisti di 7/10 della squadra molti pensarono che “il Capitano” era uno di quelli che avrebbe potuto restare a guidare ancora la Manital ad un nuovo tentativo di assalto alla A, ebbene ora la Manital ed Evangelisti si rincontrano in finale ed entrambi avranno la possibilità di andare in A, non insieme come si sperava lo scorso anno, ma entrambi con una gran voglia di coronare un sogno: “il Capitano” con la sua nuova squadra che ha guidato con la sua solita voglia di vincere che ha saputo elargire anche ai suoi nuovi compagni e la squadra gialloblu sospinta da una città a cui il basket che conta manca da troppo tempo. Se sul piano sentimentale è doveroso ricordare l’affetto per l’ex capitano di Torino, da quest’anno i tifosi gialloblu hanno imparato a conoscere ed amare anche un altro giocatore grintoso ed umile al pari di Evangelisti, quello che non tutti i tifosi gialloblu conoscevano (nonostante avesse anche indossato la maglia azzurra) e che a sorpresa era stato nominato Capitano ad inizio stagione, Guido Rosselli, di cui, solo per citare le sue ultime imprese, dopo aver guidato con intelligenza e grinta la squadra per tutta la stagione, ha fatto vincere le ultime due partite nella semifinale contro Brescia con un polpaccio fuori uso portando di fatto la squadra in finale. Sicuramente il merito del raggiungimento della finale non è stato solo di Capitan Rosselli e di queste due ultime partite, ma tutta la squadra ha dimostrato di esser cresciuta e quanto predicato finora dal Presidente Forni e dal Coach Luca Bechi si è avverato, ovvero il fatto di aver improntato la squadra per i playoff, ed infatti, dopo un campionato di alti e bassi (dovuti ad infortuni sia fisici che di percorso societario), con troppe sconfitte fuori casa, giunti all’atto finale i giocatori della Manital hanno dimostrato tutto il loro valore sia contro Ferentino (3-0 secco) che contro Brescia che si era classificata davanti in campionato e che pertanto aveva il fattore campo dalla sua, ribaltando quindi questo vantaggio vincendo la seconda trasferta in terra lombarda, dominando gara 3 in casa e strappando l’ultima definitiva vittoria combattendo come squadra in un ultimo incontro dove i ragazzi di Coach Diana hanno provato a restare attaccati a questi playoff con le unghie e con i denti per poi trovarsi di fronte un Guido Rosselli che ha deciso di chiudere la serie dopo un supplementare. Bechi dimostra idee chiare su cosa servirà a Torino per indirizzare in proprio favore la serie: “Ci vorranno una difesa attenta sulle loro principali opzioni d’attacco e il controllo del ritmo nelle nostre mani. La partecipazione alla finale  –  prosegue il coach livornese  –  ci riempie d’orgoglio. E’ la prima volta nella sua storia che Torino arriva a giocarsi la serie A e adesso vogliamo compiere anche l’ultimo passo. Abbiamo cambiato la squadra in corsa, ma i play-off ci hanno aiutato a ricompattarci e siamo arrivati dove volevamo essere. In città si percepisce l’aspettativa per un evento atteso da anni. Sono convinto che il pubblico risponderà presente e ci sosterrà con grande calore“. La squadra quindi ora c’è, e si vede, i dati playoff dicono che: Mancinelli è definitivamente tornato sui suoi standard, 17.6 punti a partita con 53% da 2 e 41 % da 3 più 7.4 rimbalzi e 2.9 assist; Ian Miller, l’ultimo arrivato di casa Manital, segue il Mancio con 14 punti a partita, 51% da 2 e 41% da 3; Jacopo Giachetti a forza di tirar fuori conigli dal cilindro ogni partita ha 13.6 punti con il 57% da 2 e 3.4 assist; Ron Lewis ha 13 punti di media con il 38% da 2 ed il 31% da 3 più 5.6 rimbalzi a partita, un po’ calato quindi rispetto alla regoular season, ma si è trovato davanti Ferentino e Brescia che, consapevoli delle sue capacità, non gli hanno permesso molto spazio per il tiro; Tommaso Fantoni, leader in percentuale da 2 a fine campionato, segue a 9.4 punti di media col 53% da 2 e 6 rimbalzi a partita; il Capitano, Guido Rosselli, ha 9.1 punti a partita col 52% da 2 ed il 38% da 3 più 5.1 rimbalzi e, come detto, tanta grinta; Davide Bruttini 4.7 punti per il 64% da 2 più 4.9 rimbalzi; Lollo Gergati 2.7 punti dati dal 50% da 3 ma più che altro gran cuore e gran difesa; chiudono il roster Kenneth Viglianisi, altro gran difensore, Ares Fiore, Tommaso Pichi e Nikolay Vangelov, questi ultimi due attualmente impegnati nelle Finali Nazionali Under 19. La prima partita di questa finale, che in origine avrebbe dovuto essere giocata alle 18:00 di Domenica 31 Maggio, è stata posticipata alle ore 21:00 per via delle Finali Nazionali Under 19 che si disputeranno lo stesso giorno al PalaRuffini con partita finale a partire dalle 18:15, questa concomitanza di eventi ha permesso alla Manital Torino ed alla PMS Basketball un ulteriore atto distensivo dopo i precedenti “rancori” tra la Società di Forni e quella di Terzolo, infatti dopo la separazione tra i due Presidenti in molti hanno visto in alcuni episodi (come la finale della A2 femminile della Pallacanestro Torino per salire in A1 in contemporanea alla prima partita playoff della Manital contro Ferentino, o il prezzo ribassato per i playoff per i tesserati CUS rispetto ai tesserati PMS) un continuo mettersi il bastone tra le ruote che non avrebbe giovato a nessuno, pertanto, dopo le varie dichiarazioni di Terzolo che ha sempre ribadito la sua speranza nella promozione della Manital e quelle di Bechi che ha fatto notare che in parte dell’attuale staff Manital sono ancora presenti uomini di Terzolo, la Società di Forni ha ringraziato in un comunicato la PMS Basketball per la cooperazione nell’organizzazione di questa finale. La biglietteria Manital è stata letteralmente presa d’assalto in questi giorni ed è quindi previsto il sold out per i primi due incontri di questo ponte del 2 Giugno, ora non resta quindi che goderci questa finale e mai come prima d’ora per queste due squadre… VINCA IL MIGLIORE! IL PROGRAMMA – Il bilancio dei confronti diretti durante la regular season è in perfetta parità, con una vittoria per parte. La parola adesso passa al campo, senza tralasciare che lo scorso anno Capo d’Orlando – sconfitta in finale da Trento – ottenne il ripescaggio in serie A. Gara 1 – Domenica 31 maggio: Torino-Agrigento ore 21 Gara 2 – Martedì 2 giugno: Torino-Agrigento ore 20.30 Gara 3 – Venerdì 5 giugno: Agrigento-Torino ore 20.30 Ev. gara 4 – Domenica 7 giugno: Agrigento-Torino ore 18 Ev. gara 5 – Mercoledì 10 giugno: Torino-Agrigento ore 20.30   QUI AGRIGENTO (A cura di Daniele Settembrino) All’ombra della Valle dei Templi si sta vivendo un sogno, accarezzato dalla brezza marina che sale dal Mediterraneo: la Fortitudo Agrigento si ritrova ad un passo dalla LegaA. Gli scalpi appesi al PalaMoncada sono di primissimo ordine: Treviso e Verona (rispettivamente vincitrici della regular season di Silver e Gold), e Casale Monferrato. L’ultimo atto di questa post season vedrà di fronte agli uomini di coach Franco Ciani un’altra corazzata costruita per il salto di categoria: la Manital Torino, terza classificata in regular season. Torino e Agrigento sono rispettivamente le ultime due vincitrici dal categoria inferiore, e in regular season quest’anno è prevalso il fattore campo: al PalaMoncada (91-83) con gli americani sugli scudi Dudzinski (25 pts in 23 minuti), vero dominatore del pitturato, e Williams (24 pts + 7 ass.) che ha sopperito all’assenza del play Piazza, mentre al PalaRuffini (67-55) vinsero i piemontesi. La franchigia agrigentina arriva a questa finale carica e godendo a pieno questo momento; da questi playoff è uscito un gruppo solido dove ad ogni partita il giocatore determinante è sempre diverso: dall’asse play-pivot formata da Alessandro Piazza (11.7 pts, 42%t2, 41% t3 + 5.4 ass.), protagonista assoluto di gara4 contro Casale, e dal rookie Dave Dudzinski (17.2 pts, 70% t2, 50% t3 + 7.1 rb) vero fattore di questi playoff; dalla voglia di conquistare un’altra promozione del capitano Albano Chiarastella (6.3 pts + 6.1 rb); alla rivincita dell’ex di turno Marco Evangelisti (11.4 pts, 47% t2, 32% t3); al talento di Penny Williams (12.6 pts) in ombra nell’ultima uscita dei siciliani, ma abile in fase difensiva. Ormai non è più una sorpresa che dalla panchina arrivino punti importanti e a volte uomini che fanno la differenza in partita: da Andrea Saccaggi (9.9 pts, 63% t2, 40% t3) a Rino De Laurentiis (4.1 pts + 2.5 rb in 11’), quest’ultimo micidiale nell’ultimo parziale di gara4 contro Casale (13 pts con 5/5 da 2pt e 4 rb), passando per i giovani Mattia Udom (4.6 pts + 3.2 rb in 12’), Federico Vai e l’agrigentino Andrea Portannese. Come spiega coach Franco Ciani «Ci stiamo preparando per iniziare una serie molto intensa, con una delle squadre che già ad inizio stagione erano considerate tra le protagoniste assolute di questo campionato, insieme a Verona. Torino è una squadra costruita con un obiettivo preciso, meritatamente arriva quindi ad assere protagonista di questa finale. Il terzo posto in stagione regolare è sicuramente un piazzamento, per così dire, bugiardo perchè frutto del problema Amoroso, dell’infortunio di Mancinelli, che lo ha tenuto fuori dal campo per molto tempo, senza dimenticare del cambio dell’americano fra Berry e Miller, quindi è evidente che hanno avuto una serie di travagli tali da ostacolare l’intesa nel gioco di squadra. Oggi si trovano in ottime condizioni ed è quindi una squadra estremamente temibile,  la serie con Brescia ha infatti dimostrato un controllo netto da parte del Torino, soprattutto sul ritmo del gioco. Direi che, al di là della considerazione ovvia, ovvero che chiunque arrivi in finale ci è arrivato perché è più forte degli altri, credo che effettivamente Torino sia in assoluto la più seria candidata al salto di categoria, sia per come è stata costruita, che per il tasso di esperienza e qualità tecnica – conclude Ciani – disputare questa finale contro Manital Torino sarà per noi un’eccitante battaglia, perché quando si gioca ad un livello così alto è sempre fortemente stimolante.»

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