Adecco Dna Gold, riflessioni del giorno dopo

Adecco Dna Gold, riflessioni del giorno dopo

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CONSIDERAZIONI DEL GIORNO DOPO

Credo che dopo queste prime tre giornate di campionato, nei piani alti della nuova ADECCO DNA GOLD si stiano sfregando le mani: partite mai banali, in cui ogni squadra suda sul parquet per quaranta minuti, offrendo uno spettacolo sempre più gradito al numeroso pubblico che ogni maledetta domenica accorre al palazzetto in ogni parte d’Italia e in cui nulla è mai dato per scontato.

Numerosi sono gli spunti positivi sia per le società sia per i giocatori, il livello generale di questa ex Lega 2 pare essere salito di un ulteriore stap, con giocatori che dimostrano di possedere un tasso tecnico davvero elevato, che nonostante spesso appaia più evidente in giocatori americani, pronti ogni anno a varcare l’oceano per nuove sfide nel vecchio continente, tuttavia non manca anche ai nostri compatrioti. Infatti, sempre più spesso, in ogni palazzetto accade che a fine partita non ci sia stato un monologo dei tre o più giocatori made in USA in campo, ma sempre con maggior frequenza capita che il titolo di MVP della partita sia assegnato ad un qualche giocatore italiano, in alcune circostanze anche molto giovane (vedi Pascolo per Trento, Laganà e Lombardi per Biella, Ruzzier per Trieste).

A sorridere quindi non sono solo i presidenti di ogni singola società, ma anche lo staff tecnico della nazionale (e non solo quella giovanile), che grazie alla nuova regola degli Under introdotta in estate, sta vedendo un grande numero di futuri prospetti per la maglia azzurra conquistarsi con merito un elevato minutaggio.

Un altro spunto positivo sembra essere quello riguardante l’aspetto finanziario delle società, che dopo una stagione tribolata in cui alcune franchigie si son trovate nel bel mezzo del campionato prive dei necessari fondi economici per continuare con il loro progetto sportivo, ora, fortunatamente, sembrano poggiare su basi più solide e l’ombra dei fallimenti appare uno spettro un po’ più lontano. L’interesse attorno al pianeta basket sembra essere in continua ascesa e sia l’incremento di spettatori sia l’ingresso di nuovi remunerativi sponsor, lo stanno a dimostrare. C’è da sperare che questo non sia un semplice fuoco di paglia, ma sia l’inizio per ripartire con la sicurezza di poter parlare unicamente di basket giocato e non di fallimenti societari, come è purtroppo avvenuto negli ultimi quattro-cinque anni.

CHI SCENDE E CHI SALE LA TERZA GIORNATA

CHI SALE

Le note positive riguardano sicuramente Brescia, Trento, Trieste e Biella. Le prime due, dopo l’ottimo campionato dell’anno scorso, stanno confermando le attese. I due punti di differenza tra le due squadre sono frutto dello scontro diretto risoltosi con la vittoria dei lombardi, ma il discorso che va fatto su entrambe è abbastanza simile: sono due compagini molto complete che possono contare ogni domenica su tre-quattro giocatori di altissimo livello in grado di fargli vincere le partite. La seconda coppia è invece appaiata al secondo posto con altre sette squadre a quota quattro, ma visto il comune difficile cammino dell’anno scorso e i roster buoni ma non di primissimo livello, ciò era difficilmente pronosticabile. Le partite rispettivamente contro Torino e Verona sembravano alla vigilia proibitive (seppur giocate nelle mura domestiche), ma anche grazie all’apporto di due palazzetti letteralmente bollenti, le due squadre hanno raggiunto due incredibili vittorie trascinate dai propri giovani pupilli italiani: Ruzzier e Laganà.

CHI NON SCENDE E NON SALE

Barcellona, Torino e Verona sono tutte e tre cadute in partite lontano da casa, tuttavia in un campionato così equilibrato alcuni passaggi a vuoto saranno da mettere in preventivo per tutti, anche per le tre squadre probabilmente più forti.

CHI SCENDE

Inevitabile inserire in questo spazio le uniche tre squadre ancorate a quota zero, per ora queste compagini hanno offerto prestazioni insufficienti ma sicuramente avranno numerose possibilità per potersi rifare. Imola ha perso di 30 contro Napoli, ma nulla è compromesso, visto che l’unico obiettivo dell’ Andrea Costa è la salvezza. Invece Capo d’Orlando e Ferentino, rispettivamente battute da Casale e Trento, possono recriminare per una situazione fisica non ottimale, in infermeria infatti ci sono giocatori come Basile e Mosley, due giocatori che non sono gli ultimi arrivati e che possono spostare gli equilibri. L’obiettivo play-off non è assolutamente una chimera ma urge una rapida svolta e anche un pizzico di fortuna sicuramente non guasterebbe.

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