Affaire Biella – La Torre, la società risponde all’agente del giocatore: “Guardiamo solo alle prestazioni, vogliamo il bene del ragazzo”

Affaire Biella – La Torre, la società risponde all’agente del giocatore: “Guardiamo solo alle prestazioni, vogliamo il bene del ragazzo”

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Ieri pomeriggio, il collega de “La Stampa” Stefano Zavagli ha raccolto alcune dichiarazioni di Riccardo Sbezzi, agente del play Andrea La Torre, in merito all’utilizzo del giocatore nella compagine laniera da parte del coach Michele Carrea:

“Dobbiamo dire come stanno le cose?  Carrea mi ha dato in estate la sua parola che Andrea avrebbe giocato da playmaker titolare e che Grande era il cambio. La verità è che coach Carrea non ha mantenuto la parola. Se coach Carrea allena a Biella, siccome parla di rispetto dei ruoli, ricordo che Casalpusterlengo non lo voleva liberare e Biella per riuscire nell’intento ha adoperato i miei buoni rapporti con il dottor Curioni..[…]…  La Torre a Biella non ha giocato nemmeno un minuto da playmaker in tutto il campionato. Ma vorrei ricordare che solamente dodici mesi fa Andrea veniva premiato nel ruolo di play come miglior giocatore dell’Adidas Nex Generation Tournament davanti a Dragan Bender. Ora Bender, sarà pur migliorato, ma corre per il prossimo draft Nba mentre la Torre è peggiorato grazie alla gestione di Biella dove lo fanno giocare fuori ruolo…[…]… Invece di dare lezioni al sottoscritto su come si gestisce un giocatore, Carrea e Biella dovrebbero pensare di vincere qualche partita in più. Qui si sta spostando il problema, tra qualche anno vedremo dove allenerà Carrea e dove giocherà La Torre. Se vuole a Carrea posso consegnare l’elenco dei giocatori che seguo da 18 anni e la carriera che hanno fatto, a partire da Pietro Aradori che al primo anno a Biella veniva preferito ad altri…[…]… Ho già chiesto la disponibilità per trovare un’altra squadra, appena trovo la condizione ideale porterò via il ragazzo da Biella”.

Pochi minuti fa arriva la risposta della società del Mucrone:

In merito alle recenti notizie riportate dagli organi di informazione, Angelico Pallacanestro Biella precisa che non era nelle intenzioni della Società sminuire l’operato del Sig. Riccardo Sbezzi, il cui rapporto di estrema collaborazione è legato a solide radici ventennali. Il Club intende sottolineare quanto le parole espresse dal Presidente Massimo Angelico e dai dirigenti presenti in conferenza stampa nella giornata di ieri siano indirizzate con tono costruttivo verso un unico orientamento, ossia quello di anteporre a prescindere il bene dell?atleta, sia in ambito sportivo che nella sfera privata. I pensieri formulati in conferenza stampa in riferimento ad Andrea La Torre hanno come unico scopo quello di proteggere il ragazzo, la cui giovane età, il talento cristallino e l’indiscutibile impegno agonistico in questo momento necessiterebbero, a detta del Club, di un palcoscenico sportivo meno pretenzioso e più adatto alla sua valorizzazione. Con orgoglio, il Club ricorda quanto alcune delle tante scelte promosse da Pallacanestro Biella in ambito giovanile nel suo passato abbiamo contribuito a maturare all’interno del panorama cestistico nazionale atleti oggi protagonisti nelle massime competizioni. Tali scelte sono a testimoniare il buon senso delle recenti parole rilasciate dal Presidente Massimo Angelico, dall’Amministratore Delegato Gianni D’Adamo e dal General Manager Marco Sambugaro.

In aggiunta, coach Michele Carrea, capo allenatore di Pallacanestro Biella, chiarisce: “Poche personali precisazioni, non entrerò nel merito tecnico lo troverei avvilente per me e per la mia categoria. Sugli aspetti di contorno tre riflessioni. Il Sig. Sbezzi reclama un ruolo nel mio trasferimento in questo glorioso club, sfrutto questo canale per ringraziarlo ma la mia riconoscenza si ferma a un’idea morale, non è parte del mio modo di intendere la professione sportiva la filosofia dello scambio di favori. Esiste una sfera che attiene alla tecnica dove gli argomenti sono merito e prestazione, questa sfera è di esclusiva pertinenza del coach e gioca un ruolo fondamentale nel delineare le gerarchie di una stagione. L’idea secondo cui parla chi vince è per me un’idea di mediocrità, io preferisco ascoltare chi ha qualcosa da dire magari di sensato“.

 

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