Barcellona deve ricostruire. Trimboli: “Vorrei continuare a sedere sulla panchina del cuore”

Barcellona deve ricostruire. Trimboli: “Vorrei continuare a sedere sulla panchina del cuore”

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Rimboccarsi le maniche e ripartire. Dopo sei stagioni caratterizzate da grandi ambizioni inframezzate anche da mancati raggiungimenti degli obiettivi Barcellona ha lasciato la seconda serie nazionale al termine di una stagione che ha riservato pochissime gioie agli appassionati della città del Longano. Tra le note liete vi è sicuramente la scelta di affidare a fine febbraio la panchina della prima squadra all’assistente barcellonese puro sangue Francesco Trimboli, che ha assistito a tutte le tappe della rinascita della società del patron Bonina. Pur con una classifica segnata ed un deciso ridimensionamento ha raccolto con personalità il testimone ereditato da coach Bartocci ed ha anche ottenuto un successo meritato contro Rieti. Il giovane allenatore siciliano si è fatto apprezzare per le sue qualità ed il credo cestistico anche in orbita nazionale ed adesso come tutti sta vivendo un momento naturale di riflessione.
“Quest’anno sapevamo che avremmo sofferto già in chiave di progettazione, speravamo però in un altro epilogo. La sfortuna ci ha preso a braccetto con tanti infortuni che ogni settimana hanno privato il roster di elementi essenziali (riferimento a capitan Migliori e Smith, ndc) e sono convinto che con tutti gli atleti a disposizione Barcellona avrebbe potuto tenere bene il campo”.
La Briosa ha ottenuto qualche exploit di livello ma è mancata la necessaria continuità per allontanare la bassa classifica che nel girone di ritorno ha risucchiato la squadra che ha chiuso con soli 12 punti all’attivo.
“La prima parte di stagione è stata in linea con le aspettative, giocavamo meglio fuori casa che dentro (successi a Biella e Codogno, ndc). La mentalità era molto positiva, soffrivamo invece ad imporla tra le mura amiche e di conseguenza andavamo in sofferenza. Credo che a livello di gioco potevamo mantenere la categoria”.
La chiamata di responsabilità della società è arrivata un po’ a sorpresa ma l’esordiente capo allenatore Trimboli ha risposto a pieni voti: “Non me l’aspettavo così dal nulla, l’esonero di Bartocci è stato brutto per l’ambiente, si è dimostrato una brava persona a livello umano ed un ottimo lavoratore. Sono contento che la società abbia pensato a me pur tra le difficoltà. La figura del capo allenatore cambia tutto, hai tante responsabilità e coi giocatori si innescano diverse situazioni per impartire loro la tattica migliore in gara. Sono stati due mesi positivi per me al di là del risultato di squadra che conserverò per la mia crescita umana”.
Il livello tecnico della A2 ha rispettato le premesse estive, prima stagione a 32 squadre e due gironi a divisione geografica.
“Il livello tra Est ed Ovest grosso modo era speculare, gare tirate e difficili per tutti. Anche nei playoff l’equilibrio sta regnando con il ricorso a molte gare 5 e per il successo si deciderà in volata. Una promozione su 32 squadre è molto limitativo per chi investe in questo sport ed è poi normale che alcuni ridimensionino se non possono raggiungere a metà campionato l’obiettivo finale. Ricordo che nel 2012 vincemmo il campionato ma quell’anno la prima doveva disputare i playoff mentre l’anno prima con lo stesso piazzamento sarebbe salita in serie A, oggi essere promossi è un vero terno al lotto”.
Tra i singoli pur in una stagione con poche gioie diversi elementi si sono messi in luce, segno che le scelte estive non erano poi peregrine.
“Il managment ha scelto bene, i due Usa Smith e Loubeau hanno dimostrato le loro qualità. Il primo aveva gran talento, lo abbiamo aspettato dopo l’infortunio e lui come primo anno in Europa si è distinto. Credo che la recente salvezza di Recanati su Roma porti indiscutibilmente la sua firma (19,5 punti per gara nei playout). Come centri Loubeau è stato indiscusso protagonista e credo che senza troppe pressioni sia pronto anche per il piano superiore perché il suo attaccamento e le qualità sono indiscusse. Tra gli italiani diversi elementi sono stati responsabilizzati anche per necessità con un ampio minutaggio, cito Fallucca che dopo qualche stagione con poco spazio in A2 ha giocato tanto e bene e la convocazione all’All Str Game di categoria lo dimostra”.
Capitolo giovanili, la sensazione è che Barcellona stia lavorando bene e nella direzione giusta per poter creare un serbatoio di ragazzi da metter in vetrina il prossimo futuro.
“E’ un buon trampolino di lancio, la stagione è stata colma di successi specie per le selezioni di coach Coppolino e Scardi e l’Orsa nell’Under 20. Il livello si sta alzando, penso positivo e credo che in futuro con pazienza qualche elemento potrà sostenere un allenamento coi senior. La strada è tracciata, bisogna ripartire da qui”.
Infine il futuro prossimo che incombe sulla società barcellonese che negli anni ha sempre dimostrato di non voler disperdere la grande passione dei tifosi. Per le prossime scelte bisognerà attendere ancora un po’: ”E’ prematuro parlare di qualsiasi scenario che si delineerà. La società attenderà la conclusione dei campionati nella consapevolezza che il progetto non deve morire. Per me fare la serie B o provare ad acquisire un titolo di categoria superiore non mi cambia molto, l’importante è avere le idee chiare e tutelare un patrimonio di tutta la città. Allenare la squadra della mia città mi gratifica e vorrei continuare a farlo, mi guardo anche intorno perché sono pronto ad ogni proposta ma la massima aspirazione possibile è rimanere seduto su questa panchina con una dirigenza che continui a scommettere sul sottoscritto”.        

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