Barcellona e il “Sant’Ambrogio”: una storia infinita!

Barcellona e il “Sant’Ambrogio”: una storia infinita!

La relazione d’amore o meglio il “flirt” che lega ormai da più di un quindicennio a questa parte Barcellona con il Trofeo Sant’Ambrogio di Reggio Calabria è ormai ufficialmente assodato, anzi certificato. “Attrazione fatale” al di la dello stretto da parte dei colori giallorossi nei confronti di questa manifestazione che negli anni ha ospitato grandi compagini sia nazionali che continentali. Naturalmente con la costante presenza del “comune denominatore” dei padroni i casa, la Viola, che rappresenta nel panorama cestistico nazionale un bel pezzetto di storia. La vittoria di sabato scorso (dopo aver battuto il giorno prima proprio i padroni di casa reggini dopo un over-time), un po a sorpresa, ma assolutamente meritata contro i più quotati avversari di Agrigento i quali, nel campionato appena concluso, hanno sfiorato l’impresa del salto al piano di sopra nella finale da cardiopalma contro Torino rappresenta un bel biglietto da visita in previsione dell’ormai imminente campionato di serie A2. Viaggiando un po a ritroso nel tempo e rispolverando gli almanacchi del “Sant’Ambrogio” il nome di Barcellona è scritto per ben tre volte nella casella “vincitrice”. La prima vittoria, anch’essa a sorpresa, risale all’estate del ’99 quando l’allora sorprendente Cestistica Barcellona dei Soragna, Li Vecchi e Abram ebbe la meglio proprio in semifinale contro i padroni di casa della Viola che rimasero “ammutoliti” di fronte ad una squadra spumeggiante e spettacolare, quella di coach Perdichizzi, reduce dalla storica ascesa che negli anni ’90 portò la squadra del Presidente Capizzi dalla serie D ad un solo canestro dalla serie A! E quello fu il Sant’Ambrogio che precedette quella straordinaria ed al contempo “maledetta” stagione che vide, alla fine della stessa, il trasferimento del titolo sportivo presso l”odiata” Messina. Ed in quella semifinale la Viola schierava un trio argentino niente male formato da Montecchia, Delfino e un certo Manu Ginobili! Senza dimenticare gente come Brian Oliver e Sandro Santoro!

M. Bartocci – Miglior allenatore 43° Trofeo Sant’Ambrogio
Emblematico l’ultimo possesso di quella semifinale con palla in mano a Ginobili sul punteggio di parità e la “strana” difesa di Gerrod Abram che si coricò quasi mimetizzandosi sul parquet rubando così palla a metà campo all’attuale pluridecorata stella degli Spurs per poi smazzare l’assist allo spagnolo Morales il quale affondò la schiacciata che sancì così la vittoria finale. E nella finale Barcellona si sbarazzò più o meno agevolmente anche di uno squadrone come lo Zadar Zara di un certo Dino Raja (che nella semifinale ebbe la meglio sulla Dinamo Mosca) bissando così la vittoria al Memorial Carone di Capo D’Orlando di qualche giorno prima quando gli allora biancoverdi di Barcellona batterono al PalaValenti proprio i croati del campione ex NBA! E la storia del Sant’Ambrogio continua quattordici anni dopo (2013) quando il Basket Barcellona del patron Bonina e dei Collins, Young, Maresca e Fantoni guidati sempre dallo “Sceriffo” Perdichizzi
A. Maccaferri – MVP 43° Trofeo Sant’Ambrogio
ebbero la meglio in finale sull’Orlandina di Soragna, Basile, Archie, Nicevic che tuttavia consumarono la vendetta in campionato battendo i “cugini” nello storico derby play-off che portò poi la squadra del Pozz in finale contro Trento e nonostante la sonora sconfitta (3-0 la serie) significò ugualmente promozione in serie A in virtù del famelico meccanismo dei ripescaggi. E la storia recente scrive sempre il nome di Barcellona nell’albo d’oro della prestigiosa competizione reggina (con la soddisfazione del titolo MVP assegnato al giovane Alessandro Maccaferri e miglior allenatore Maurizio Bartocci), a fari magari spenti in ogni caso un potenziale buon presagio per un torneo di serie A2 che vede il team giallorosso alla sua sesta partecipazione consecutiva.

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