Bastone e carota, la difficile situazione di Biella

Bastone e carota, la difficile situazione di Biella

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A leggere le cronache dei giornali i tifosi e anche i semplici appassionati hanno l’animo sicuramente provato, la stagione, come detto e visto, ha portato sofferenze e ora l’incognita sul futuro sempre più pressante per un gioco che comunque vada a finire deve essere ricostruito negli affetti e nelle aspettative, quelle che erano roboanti quando questo era giovane e denso di aspettative. A

fronte di un inizio di settimana in cui la notizia era di quelle deprimenti, il main sponsor che tarda a concretizzare anche se le voci semi ufficiali dicono che siamo in trattativa – e si sa le trattative non sono mai semplici – un probabile abbandono di Marco Atripaldi allettato da un esperienza pluriennale in quel di Caserta – legittimo per carità e anche un riconoscimento per il lavoro in questo settore svolto in questi anni, ma letto da qualcuno (magari gli stessi detrattori che lo hanno fischiato al Palazzetto settimane fa) come una sorta di disimpegno, dopo il saluto di Aloi e a questo punto quello probabile di Matteo Soragna letto tra le righe dell’intervista rilasciata al collega Gabriele Pinna, le nubi sembrano sempre più scure nel sempre poco terso cielo biellese. Oggi invece si può leggere una sorta di inversione di tendenza nelle parole del Presidente Angelico che rilancia sul futuro parlando di pubblico di prospettive e di impegno, quello che non è mai mancato in questi anni.

La sensazione è che siamo oramai agli sgoccioli di questa telenovela estiva, irta e spinosa per i tifosi del Biella basket, ma come tutte le storie promette colpi di scena difficoltà ed exploit ad ogni piè sospinto. L’attesa, questa si ne siamo certi, non durerà ancora a lungo e le prossime 48/72 rischiano di diventare decisive. Noi aspettiamo l’happy ending.

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