Capo d’Orlando entusiasta ospita le facce scure di Verona

Capo d’Orlando entusiasta ospita le facce scure di Verona

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QUI CAPO D’ORLANDO. L’entusiasmo per la strepitosa vittoria nel derby contro Barcellona; il pieno recupero di un giocatore fondamentale come Gianluca Basile; la contemporanea crescita di Sandro Nicevic e l’acquisto di Keddric Mays al posto di Derek Wright: Tutte componenti fondamentali che hanno “iscritto” Capo d’Orlando al campionato, dopo il difficoltoso inizio da tre sconfitte consecutive (guarda caso la stessa situazione che vive oggi l’avversario di turno, Verona). Basile è partito piano, con 8 preziosi punti nella vittoria casalingo contro Ferentino, poi ha alzato l’asticella nel derby con 22 punti e 6/9 da tre: se c’erano domande su quale potesse essere il suo impatto nel campionato di DNA Gold, il 38enne fuoriclasse ha risposto. In crescendo anche il rendimento di Nicevic, 11.8 punti di media con la ciliegina dei 19 (7/10 da due) contro la Sigma Barcellona. Il giovane Tommaso Laquintana, dopo le tante responsabilità delle prime gare, può tornare a fungere da supporto al direttore d’orchestra titolare, Mays, autore di 12 punti nel derby e 23 contro Ferentino. Preoccupa invece Matteo Soragna, altro veterano di una squadra espertissima, uscito dopo 6’ per un infortunio e in dubbio contro Verona. E’ tornato invece ai propri livelli Dominique Archie, che dopo l’esaltante inizio (53 punti nelle prime due partite) si era inceppato (16 tra Casale e Ferentino), ma che ha chiuso a 19 a Barcellona. “Ringrazio la società, la città di Capo d’Orlando e Peppe Sindoni”, ha dichiarato Pozzecco dopo l’ultima, prestigiosa vittoria. “Ho sofferto tanto in questi giorni quando la squadra non girava. Ora è tornato Basile, abbiamo inserito Mays, ero convinto che le cose potessero cambiare, anche se non così presto. Vincere il derby è un attestato di fiducia per i nostri ragazzi, ne avevano davvero bisogno. E’ stata una partita a dir poco affascinante, usciamo noi vincitori ma abbiamo vinto tutti”.

QUI VERONA. Facce scure in casa Tezenis prima della partenza per Capo d’Orlando. La sconfitta contro Trento ha lasciato il segno, questo è sicuro, e per vedere di che tipo di segno si tratta, non resta che guardare la gara contro la squadra di Pozzecco. Contro l’Aquila i problemi sono arrivati molto presto, con i giocatori di Buscaglia che sono andati a segno nelle prime sette azioni di fila. La seguente risalita è stata prepotente, nel segno della difesa e della pressione sulla palla, ma troppo poco per non subire la contro-reazione trentina e la sconfitta in volata dopo un match equilibrato, intenso e sempre sul filo. “Quella contro Trento è stata una partita bella tosta, l’abbiamo persa perché la durezza che è necessario buttare sul parquet, non è stata messa da tutti” ha dichiarato coach Alessandro Ramagli a L’Arena. Certamente Trento è stata più aggressiva nella maggior parte delle palle vaganti, al momento giusto ha saputo riconoscere gli anelli deboli della difesa rivale, e nei possessi decisivi ha punito i gialloblu, tornati con i piedi per terra dopo che troppe voci la identificavano come “corazzata del campionato”. Ora si punta un po’ il dito contro l’impalpabilità di Marco Carraretto (5,2 punti, 1/11 da tre totale), la difesa poco efficace di Jerry Smith (comunque secondo miglior realizzatore del torneo a quota 19.2), alla discontinuità di Ronell Taylor (13.6 di media, ma inesistente nella parte centrale della gara contro Trento). Prosegue Ramagli: “Dal primo giorno della preparazione ho sempre detto che non mi importa assolutamente dei risultati delle amichevoli, ma conta solo il campionato. Che oggi dice che ne abbiamo vinte due e perse tre. Per stare in questo campionato bisogna essere battaglieri in dieci: dobbiamo restare unito e non possiamo permetterci di avere buchi che consentano agli avversari di fare un canestro che può essere decisivo”.

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