Caso Napoli-Legadue: la situazione al TNAS si complica, Bonamico: “Si decida presto”

Caso Napoli-Legadue: la situazione al TNAS si complica, Bonamico: “Si decida presto”

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Ormai siamo alle tragiche. E alle comiche, nell’affaire Napoli. Perché tecnicamente, restando sul punto di casa TNAS, entro domani il Prof. De Luca Tamajo dovrebbe ratificare o meno la sua nomina a Presidente del Collegio Arbitrale che giudicherà la questione: contrapposte come sappiamo NNB e FIP. Ma tutto nelle ultime ore è piombato nella totale incertezza, e non è certo che il designato accetti l’incarico. Il che è cruciale, fondamentale. Essenziale, anzi, perchè solo da quel momento scatterebbero tutti i termini che sono più o meno previsti dalle norme, e nello specifico dal Codice di Giusitizia che disciplina il TNAS: 30 giorni per la chiusura del giudizio, sotto forma di procedura abbreviata; 10 giorni o poco più (da 5-7 a 12-13) per la prima (e speriamo unica) udienza del procedimento.
Ma intanto le voci non sembrano positive, e si parla con insistenza di rinuncia dell’incarico. Cosa accadrebbe quindi? Vediamo cosa il Codice di Giustizia del TNAS ci propone. Sappiamo infatti che in base all’art. 6,1 del documento “Le controversie sono decise da arbitri unici o da collegi composti da tre arbitri di cui uno con funzione di presidente”. Altra premessa l’art.6,3 secondo cui “Ciascuna parte designa un arbitro: i due arbitri designati individuano d’accordo il terzo arbitro con funzioni di Presidente”. Entriamo quindi nel merito: il Prof. Tamajo dovrebbe accettare l’incarico entro tre giorni lavorativi, stando all’art. 6,5: “Gli arbitri designati (quindi anche il Presidente, chiamato terzo arbitro) debbono far pervenire alla Segreteria generale del Tribunale, entro tre giorni lavorativi dal ricevimento della comunicazione della nomina, la loro accettazione”.
Ma se questa accettazione non arrivasse? Ecco allora l’alternativa, grazie all’artt. 17 commi 1 e 3. Se infatti combiniamo le due disposizioni, vediamo che se gli arbitri designati dalle parti non abbiano raggiunto l’accordo entro cinque giorni (lavorativi) decorrenti dalla comunicazione al secondo arbitro dell’incarico conferitogli (qui l’incarico è già conferito), il Presidente stesso provvede alla nomina del terzo arbitro (cioè il Presidente del Collegio).
Speriamo nel frattempo di non ricorrere mai a queste norme. Intanto ci sono tanti costi che crescono. E che preoccupano, non soltanto la società che Maurizio Balbi vorrebbe guidare, con investimenti, progetti, programmi, e contratti. Ma la stessa Legadue, che vittima di un drammatico effetto domino, si trova essa stessa in un limbo senza scampo. Difficoltà organizzative chiare, per la serie cadetta, e tutta una zavorra che, causa l’esclusione pro-tempo di Napoli, si fa sempre più pesante e insostenibile. Una zavorra fatta di partite da recuperare (con domenica sette), quindi orari da incastrare, manifestazioni da portare avanti, come la stessa Coppa Italia, dove il solo quarto che manca, da stasera, sarà proprio quello del NNB.
Su cui per altro, anche in caso di riammissione, peserebbero il pagamento immediato dei NAS, di tre mensilità “cash” per i giocatori, oltre a voci di spesa a vuoto che nel frattempo, sono rimaste in piedi: fitto del PalaBarbuto in testa. Almeno 200mila euro da mettere sul piatto, per intenderci. E come se non bastasse, con l’anno fiscale agli sgoccioli, gli investimenti degli imprenditori sono sempre più vincolati, meno flessibili, così come anche il mercato fa il suo corso, e trattenere quel che resta della truppa diventa sempre più difficile.
Come allora si può reagire a tutto questo? Decisioni rapide, si chiedono. Decisioni che, nel bene o nel male, chiariscano i fatti al più presto.
Come sottolinea per noi, in esclusiva, il Presidente di Legadue Marco Bonamico: ” Sicuramente questa situazione è un problema. Come esiste più in generale nel mondo di questo sport: un esempio che ricordiamo tutti è quello del ricorso di Venezia con la riammissione in Serie A a dieci giorni dall’inizio del campionato. E questo caso, che ci interessa ancora, è la riprova che i tempi della giustizia sportiva non sono adatti a quelle che sono le esigenze concrete del mondo reale, quello sportivo. Noi ovviamente auspichiamo una decisione, e le comunicazioni tra noi e la Federazione non sono mancate i nquesto senso. Ma purtroppo, con certe scelte che non competono a Legadue, e non competono neanche alla Federazione, possiamo fare ben poco. Qui parliamo della tempistica del TNAS: ed è vero che si sono accorciati i tempi, riconoscendo che il provvedimento andava preso in tempi brevi, ma probabilmente vanno ripensati e rivisti tutti i meccanismi dl sistema, che in questo caso devono ess più tempsitivi. I danni per noi? Beh questa situazione ci riguarda eccome. C’è un campionato che deve andare avanti, c’è un secondo turno di Coppa Italia che non può essere giocato, il tutto con grave nocumento non solo per Legadue, ma anche per tante squadre, come Jesi e Scafati per esempio, che devono sapere se dovranno giocare il loro Quarto di Finale. Dobbiamo poi assegnare le Final Four di Coppa, e c’è tutta una serie di situazioni che questo procedimento va ad impattare. Perché fatti salvi i diritti di chi deve difendersi in una causa o di chi è parte lesa, qui bisogna fare più presto: ripeto, non si penalizzano soltanto i campionati, ma le leghe, le altre società. E soprattutto i tifosi: penso sia un diritto del tifoso di Napoli, come di tutte le altre squadre, sapere se e quando deve giocare. Come anche un nostro diritto, visto che dovremo pensare a riadattare il calendario, nell’eventualità per cui Napoli fosse riammessa, rispettando anche l’equità competitiva: alcune squadre dovranno giocare in infrasettimanale, forse anche due volte alla settimana, e visto che queste partite erano previste per la domenica, con altre affluenze di pubblico previste, anche il danno economico ci sarà in relazione agli incassi. Però in questo momento non abbiamo nessuna forza e nessuna arma per velocizzare. Va fatti una riflessione di buon senso.”
Parole importanti, non c’è dubbio, che spiegano molto, senza tanti orpelli.
Ci si allontani allora dalla strada dei rinvii, dei cavilli, dei tecnicismi di sorta, a cui sembra ci si richiami soltanto per aggrapparsi sugli specchi, e sfiancare esclusivamente la controparte, per portarla allo sfinimento.
E proprio perchè di giustizia si parla, non di vendette, e proprio perchè la giustizia non si fa guardando al passato, ma restando ai fatti, ancora non vogliamo credere a certi ritardi voluti, presunte manovre pilotate, quasi da tribunale dell’inquisizione. Oggi siamo nel 2012, e speriamo che questa solerzia, purtroppo mancata negli organi federali, arrivi dal CONI.
Permettendo così ad una società di fare la società, ad una squadra di scendere in campo per i suoi tifosi, e ad un campionato di avere tutti gli obiettivi che si era prefissato: rilanciare grandi piazze, promuovere il basket italia, e stimolare una competizione vera, senza trucchi o sfasamenti in corsa. Perchè il basket, almeno per come lo intendiamo noi, è fatto di gioie e di dolori, di risultati e di insuccessi. Di promozioni, e di retrocessioni, come è nella natura delle cose.
C’è insomma tutta l’impossibilità di progettare, da una parte come dall’altra. Ed è anche questo del resto un problema che intacca tutto il “Sistema Paese”: tempi burocratici e tempi sportivi che viaggiano sempre più in parallelo, anzi si allontanano. E un mondo che pare sempre meno efficiente, a due velocità. Un mondo che non fa bene a nessuno.Napoli e Legadue innanzitutto.

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