Caso Napoli-Legadue: l’attesa divora la città, la società incalza: “Siamo pronti!”

Caso Napoli-Legadue: l’attesa divora la città, la società incalza: “Siamo pronti!”

Commenta per primo!

E’ iniziata con la prima mossa del TNAS, non più tardi di 48 ore fa, la settimana degli ultimi preparativi in casa Nuovo Napoli Basket. Già, preparativi. A puntino, e come sempre su due fronti: quelli della battaglia giudiziaria per la riammissione in Legadue, che all’Arbitrato del CONI conoscerà sbocchi importanti, forse prima di quanto si immagina (dal 19 novembre al meno realistico 15 dicembre); quindi quello della squadra, che in caso di verdetti positivi, andrà costruita in tempi record, per affrontare un tour de force fatto di recuperi e una sfida salvezza che pare ancora possibile, anzi.
Insomma la posta in palio è alta. Ed energie, anche per questo, non se ne sprecano in città. Tutta la stampa, gli addetti ai lavori, i dirigenti dimissionari della NNB, nessuno escluso, fanno corpo unico con questa realtà nata zoppa, per farla finalmente camminare, correre. E chi con dichiarazioni quotidiane dei protagonisti, servizi su network nazionali, o sottoscrizioni economiche, cerca di portare le chiacchiere a zero. Soprattutto quelle superflue, retoriche, e scontate.
Continuiamo quindi ad apprezzare, ed ammirare, quella situazione che già poche settimane fa, su questi stessi schermi, sottolineavamo. E cioè come quanto questa volta, diversamente dal passato, ci sia stata un’attenzione inedita della città (non solo dello zoccolo duro) verso le difficoltà e l’agonia del basket. Una mobilitazione che ha colpito, ed è andata oltre i confini di quella nicchia che sono i tifosi della prima e dell’ultima ora, gli irriducibili. Forse l’impressione dell’ultima chance, l’idea per cui questa volta possa davvero finire tutto, che altri treni, pescati qui è là nella provincia oggi vuota a certi livelli, non ce ne saranno.
Sta di fatto che queste idee non restano nelle teste di qualche Masaniello. Ma prendono forma, con trasmissioni, articoli, interviste. Una vera e propria pressione mediatica sta nascendo verso la FIP.
Nei confronti della quale abbiamo scritto: ” Non facciamo crociate, non invochiamo complotti, e restiamo ai fatti”. I fatti però stavolta premono, e sembrano chiari. Dall’immediatezza della prima esclusione, ad opera del Giudice Sportivo, a tutti i ritardi di procedura che la Federazione sta sfruttando per tardare il più possibile ogni decisione, ultimo grado TNAS compreso.
Tanto chiari che, documenti alla mano, il rigetto sarebbe partito dalla mancata impugnazione da parte di Napoli dell’ingiunzione pervenuta il 9 ottobre, e che avrebbe spostato il termine per il pagamento dei 33mila euro di tasse al 24 (e non il 20, come invece parrebbe scritto sulla lettera). Un versamento quindi nel pieno rispetto dell’art.18 del Regolamento Esecutivo FIP, che fissa un termine di tempo pari a 15 giorni.
Tanto chiari che le stesse potenziali rivali di Napoli nella corsa salvezza, hanno ammesso la necessità del pubblico partenopeo e di una squadra come Napoli in una Legadue dalla competitività oggi monca, sminuita, impoverita. Da Ferentino, con il Presidentissimo Vittorio Ficchi (fonte basketferentino.com), a Capo d’Orlando con il DS Sindoni Jr. (fonte IamNaples.it) , e lungo tutto lo stivale, il coro sembra unanime: Napoli serve, con tutto il suo indotto, e serve per dare valore aggiunto ad un campionato dove il numero dispari, e l’assenza di retrocessioni, rovinerebbe tutto.
E in questo tutto aggiungiamo il progetto, soprattutto. Su cui sia Il n.1 di fatto sia il suo grande mediatore stanno ponendo l’accento su tutti i vantaggi di un ritorno al basket fatto con certi crismi e non altri. Da una proposta di fondo per una società a più anime credibili, davvero partecipata, al recupero del PalaArgento come condizione necessaria e sufficiente per ripartire, senza se e senza ma.
Cifre, costi, date, scadenze: Balbi e Boldoni li snocciolano con la foga e la carica di chi si sente già dentro, pronto a partire, con tutta la loro passione e il loro saper fare impresa. E cercano di farlo capire ovunque: su tutti i canali possibili, con tutti i microfoni. Non resta che ammttere un grande coraggio, uno slancio ammirevole, quello dei due ammiragli di questa nave per nulla in rotta: del resto, versare sull’unghia 33mila euro, specie di questi tempi, non poteva essere da tutti…
E accanto a loro tutto il contorno, un equipaggio che capitanato da Antonio Ambrosino e Antonio Mirenghi, permette a Napoli di guardare avanti proteggendosi sempre alle spalle, coprendo un mercato che dai primi nomi non promette bene, ma di più. Cavina, Crispin, Piazza: nulla di ufficiale, ma la stampa, specie in questo momento, non può che evidenziare tutti i segnali forti, e decisi che questa nuova gestione sta lanciando, anche sul mercato, da cui si spera di ripartire al più presto.
Tanti, mille sforzi in poche righe. Troppo poco, lo sappiamo, ma rendendo onore al merito di chi sta facendo tanto, non posso che unirmi al grido di tutti questi good-willing man: “Siamo pronti!”

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy