Caso Napoli-Legadue: sta per partire il capitolo TNAS

Caso Napoli-Legadue: sta per partire il capitolo TNAS

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Il tempo che scorre, i tempi che si allungano, le code per farsi sentire. Ancora? Ancora sì: se ne parla e se ne parlerà. Ma perchè, questo stillicidio? Ma neanche tanto, potrebbe urlarci una vocina della nostra coscienza: in fondo è il prezzo da pagare per qualche errore evitabile, e una stabilità che oltre la patina dei proclami non c’era. Purtroppo. Eppure di rimbalzo ci domandiamo: ma anche se c’era da pagare, e ci sarà da pagare, perchè in questo modo? Era davvero così salato da pagare, questo conto? Non sono bastati trenta e passa giorni fatti di carte, procedimenti? Un triste, avvilente passare da un grado di giudizio all’altro, senza nessuna urgenza di chiudere con il giusto equilibrio tra rapidità e responsabilità? Principi giusti, anzi sacrosanti, questi: per chi in tutta questa storia ci sta rimettendo soldi, progetti, contratti, lavoro. E prospettive, quelle in cui credono i tifosi gridando “ridateci il basket”, e credono ancora. Specie se qualcuno, sull’unghia, e in amen, ti tira fuori 33mila euro dal nulla. Ma questo non basta ancora, se hai messo la goccia che fa traboccare il vaso. Pare proprio non bastare. E nel frattempo, in questo tira e molla, siamo a 35 giorni dal “fatidico” 22 ottobre dell’esclusione, e il Nuovo Napoli Basket è ancora alla soglia di quella casa in cui vorrebbe (e si sente) di poter rientrare: quella della famiglia Legadue.
Ma…. il campanello? E’ stato suonato, eccome. A forza di comunicati, dichiarazioni anche a titolo personale, l’ultima in ordine sparso quella di sabato scorso del patron Lakers Maurizio Balbi. E poi con la pressione mediatica, per far capire in mille e più modi che i “Brancaleone” sono alle spalle: dalla visibilità su stampa e tv, qualche parere qua e là di dirigenti, volti noti, vecchie glorie, fino alle mobilitazioni spontanee. E nel frattempo siamo certi che l’impressione sarà: “Ma si, si …. tutto bellissimo… ma anche parole trite e ritrite, banali”.
Eppure se sono parole giuste, come crediamo, ripetere non ci pare affatto lagnoso, piagnucolante, ruffiano. Anzi, un dovere che va tanto più seguito se i fatti, da un punto di vista analitico e il più possibile obiettivo, distaccato, sono stavolta dalla parte di Napoli. E ribadendo con questo nessuna lotta alla FIP, ma semmai il massimo rispetto per ogni verdetto e massima fiducia nella competenza di chi giudicherà. Sappiamo anche però che queste parole, queste sensazioni, a volte anche un pò forti, esagerate, forse irriverenti, sono la conseguenza di un mese dove è sembrato – e im maniera piuttosto evidente – che si facesse di tutto per tardare il più possibile, rinviare. Riflessione? Meditazione? Ma proprio agli ultimi gradi, dove almeno i fatti dovrebbero essere chiari? Come già detto, non è giusto, per tanti, e per tutti, avversarie comprese di questo campionato che vive nell’incertezza. E nella speranza che il giusto arrivi davvero, stavolta, proviamo a ricostruire la vicenda per sommi capi. Facciamo chiarezza, in questo romanzo tragi-comico, e stendiamo il diario minuzioso di questi giorni, per poi arrivare alle conclusioni e alle prospettive grazie al parere in esclusiva dell’Avv. Giovanni Allegro, difensore della Società in questo “rientro ad Itaca ancora tutto da perfezionare”.
22 Ottobre: Il Giudice Sportivo Nazionale, nella seduta odierna, dispone l’esclusione dal campionato di Legadue della Società per inadempimenti di natura amministrativo-contabile:nello specifico il mancato pagamento della prima rata per le Società Professionistiche (pari a 33mila euro). Il Giudice dispone anche l’immediato svincolo dei tesserati della società e l’annullamento delle gare di campionato fin qui disputate. Il Giudice infine si riserva ulteriori provvedimenti alla conclusione delle indagini avviate dalla Procura federale in ordine ai comportamenti posti in essere dalla dirigenza della società.
La decisione, va detto, arriva con largo anticipo rispetto ai tempi previsti: tutti immaginavano che un provvedimento venisse emesso nella giornata di mercoledì, dando così più tempo alla Società di coprire la famosa falla, come poi accadrà meno di 48 ore dopo, optando immediatamente per il ricorso alla Commissione Giudicante Nazionale, secondo grado in quota FIP.
Nel frattempo si apre anche un altro filone di indagine, presso la Procura Federale, e che riguarda il primo bonifico falso da 3,30 euro per cui sarebbero implicati Aniello Cesaro (Presidente pro-forma della Società) e Peppe Liguori, GM del sodalizio. Il tutto senza coinvolgere il vero protagonista dell’operazione, Antonio Minopoli.
23-24 Ottobre: Maurizio Bartocci lascia l’incarico di head coach accasandosi a Scafati. Intanto esce allo scoperto Maurizio Balbi, imprenditore partenopeo attivo a Bergamo, e patron dell’azienda Lakers Flytech, già sponsor del Napoli Basketball la scorsa stagione. Balbi spiazza quindi gli scettici e versa al colpo di reni la cifra richiesta dalla Federazione, precisamente alle 11 del 24 ottobre, ultima data utile: ci sono forti speranze di successo per il ricorso alla Giudicante.
26 Ottobre: Dopo sette ore di Camera di Consiglio, l’Organo rigetta il ricorso della NNB. La decisione partirebbe dalla mancata impugnazione da parte di Napoli dell’ingiunzione di pagamento arrivata in Società in data 9 ottobre, e che avrebbe spostato il termine per il pagamento dei 33mila euro di tasse al 24 dello stesso mese: eppure si indica arbitrariamente il 20, come sarebbe scritto sulla lettera. Il versamento quindi ricadrebbe nel pieno rispetto delle norme, se tutto di basa sull’art.18 del Regolamento Esecutivo FIP, che fissa un termine di tempo pari a 15 giorni.
27-28 Ottobre: In seguito alla sentenza della Commissione Giudicante Nazionale della Federazione Italiana Pallacanestro, la società Nuovo Napoli Basket annuncia che presenterà ricorso al successivo grado di giudizio, e presenta ricorso presso il TNAS (Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport). Tecnicamente il NNB chiedeva al Tnas un provvedimento d’urgenza: una sospensiva immediata alle decisioni della Giudicante, e che di solito, nella prassi viene emessa con una certa rapidità, nell’attesa di una sentenza definitiva comunque a stretto giro (entro 20 giorni), e consentendo così a Napoli di tornare materialmente in campo, ed evitando una catena interminabile di recuperi.
5 Novembre: Il TNAS riceve l’istanza di arbitrato da parte della Società nei confronti della Federazione Italiana Pallacanestro. L’oggetto di ricorso è la decisione con cui la Commissione Giudicante Nazionale, in secondo grado, confermava la sentenza di primo grado del Giudice Sportivo Nazionale.
8 Novembre: La Fip presenta le memorie difensive con controdeduzioni, e si costituisce come parte civile in giudizio. Perchè questo passaggio? Il procedimento al TNAS infatti, è un giudizio diverso rispetto ai percorsi fatti in secondo grado. E’ tecnicamente un’istanza di arbitrato (causa con giudice il tribunale sportivo) in cui si chiama in causa la Federazione per un provvedimento che lei stessa ha assunto: quindi la Federazione stessa, chiamata in causa, ha tutto l’interesse a resistere.
12 Novembre: Il TNAS rigetta la richiesta di sospensiva formulata in ordine alla riammissione con riserva al campionato di Legadue della società Nuovo Napoli Basket, accogliendo però la richiesta di abbreviazione dei tempi, riducendoli fino ad un terzo, limite massimo consentito dal codice giuridico.
Qui serve però un inciso più approfondito.
Se infatti da un lato la sede giudiziaria di casa CONI ammette l’eccezionalità della questione, e quindi servono tempi ad hoc per una questione ad hoc, dall’altro però si abbandona la prima strada a cui si puntava con il ricorso d’urgenza, e cioé quella della riammissione con riserva, in tempi che per prassi sono brevissimi, e in attesa una sentenza definitiva sul caso con maggiore serenità : infatti viene respinta l’istanza cautelare presentata dalla Società.
Arriva invece una formula di compromesso, che però già si respirava nell’aria dal venerdì precedente (9 novembre): un Collegio Arbitrale di tre membri da formarsi entro sette giorni (per consentire alla Fip di depositare repliche ai “motivi aggiunti” presentati dalla NNB) , e una procedura abbreviata, e in particolare di un terzo rispetto a quella ordinaria/comune, che in base all’art.22 del Regolamento di Giudizio è fissato in 90 giorni. Il termine però scatta soltanto a partire dalla nomina del Presidente del Collegio Arbitrale, che deve esserci entro una settimana dalla formazione ufficiale del Collegio (quindi solo a partire dal 19 novembre).
19 Novembre: Definiti gli arbitri delle due parti, Società (Avv. Buslelli) e Federazione (Prof. Avv. Zaccheo) . Ora deve essere ufficializzato il Presidente del Collegio Arbitrale che fisserà la data dell’Udienza presso il TNAS.
26 Novembre (ieri) : Designato nell’ultimo giorno utile il Presidente del Collegio. Si tratta di Marcello De Luca Tamajo.
E ora che le ossa ce le siamo fatte, con vita,morte e miracoli di questa storia assurba, facciamoci sotto con i tempi. Dai legali della società nessun commento, anche per non turbare il clima in cui il giudizio dovrà svolgersi.
Ma tutto comunque parte dal 29 novembre: infatti entro questa data il Prof. Tamajo dovrà comunicare se deciderà di accettare l’incarico di Presidente del Collegio Arbitrale. Da quel momento, e solo da quel momento, scatteranno di 30 giorni per esaurire il giudizio.
Quanto alla prima udienza utile, riprendiamo le “fonti di prima mano”, e secondo quanto disposto dall’art.20,1 del Codice di Giustizia del TNAS, dovrebbe avvenire di norma entro 10 giorni. Ma si tratta di un termine indicativo: potrebbe essere quandi tanto perentorio (dai 5 ai 7 giorni da mercoledì prossimo), ma anche posticipato, andando dai 12 ai 13 giorni. Ci sono anche altre variabili in gioco: dalle altre udienze in programma (per esempio il prossimo 6 dicembre si terrà l’ Udienza “Nicco /FIGC”), af impegni ulteriori degli arbitri e dello stesso Presidente, quindi, realisticamente, non è possibile nè corretto formulare previsioni specifiche, precise.
Ma ormai siamo ai blocchi di partenza. Un altro sprint in vista, tanto per cambiare.

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