Caso Napoli-Legadue: tutte le novità sul ricorso, ipotesi comprese

Caso Napoli-Legadue: tutte le novità sul ricorso, ipotesi comprese

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Attesa…attesa…attesa… chiesta, subita, invocata. E in tutte le salse, è questa la parola che troviamo sulla stampa di Napoli. Sui, siti, sui social. E meglio del resto non si potrebbe trovare, per spiegare i paradossi che il Nuovo Napoli Basket, e con esso l’intera Napoli dei canestri, stanno vivendo in queste ore, verso l’obiettivo riammissione in Legadue: peggio di un’Odissea. Ora drammatiche? Di fiducia? Di false illusioni o assurdi scetticismi? E’ tutto sospeso, terribilmente.

Anche noi del resto lo siamo, ci sentiamo così. In una specie di limbo, sofferto, orribile. E proprio perchè il verdetto dell’Arbitrato del CONI, nel bene e nel male, sarebbe dovuto essere dietro l’angolo da martedì scorso: ma vicenda, relativa alla puntualità del pagamento per la prima rata professionista, era stata in fondo snocciolata per bene dopo due gradi di giudizio, e non poteva essere rivoltata come un calzino, almeno per quelli che sono i fatti. E se è vero quindi che la sola interpretazione di questi fatti sarebbe stata al centro del discorso, occorreva e occorrerà così tanto per decidere?

Tecnicamente il NNB chiedeva al Tnas un provvedimento d’urgenza: una sospensiva immediata alle decisioni della Giudicante, e che di solito, nella prassi viene emessa con una certa rapidità, nell’attesa di una sentenza defintiva comunque a stretto giro (entro 20 giorni), e consentendo così a Napoli di tornare materialmente in campo, ed evitando una catena interminabile di recuperi (già arrivata a quattro impegni sul groppone)

Eppure è rimasto tutto al vaglio dell Arbitrato, fino a questo momento, e nonostante il sito CONI mostri la piena attività dell’ente e dei suoi organi.

Di ieri poi un ultimo sviluppo: le memorie difensive con controdeduzioni presentate dalla Fip, che ieri nel pomeriggio si è costituita come parte civile in giudizio, dando finalmente spazio alle benedette motivazioni. Nulla di pubblico, nulla di ufficiale, lo sottolineiamo, anzi. Ma da quanto trapelato ufficiosamente , ci sarebbero persino una serie di incongruenze procedurali che avrebbero portato la Federazione ad un’ esclusione troppo affrettata del club.

Pare infatti che il rigetto sarebbe partito dalla mancata impugnazione da parte di Napoli dell’ingiunzione pervenuta il 9 ottobre, e che avrebbe spostato il termine per il pagamento dei 33mila euro di tasse al 24 (e non il 20, come invece parrebbe scritto sulla lettera). Un versamento quindi nel pieno rispetto dell’art.18 del Regolamento Esecutivo FIP, che fissa un termine di tempo pari a 15 giorni.

Allora tutto rinviato alla prossima settimana, quando a questo punto si potrebbe anche arrivare ad una definizione definitiva della vicenda? Non proprio.

Come al solito nulla è semplice. E allora, schiarirci le idee, ci armiamo di mouse, e cerchiamo in Rete il “Regolamento di Giudizio” del TNAS, per capire meglio i possibili termini di misure cautelari atipiche e particolarmente delicate come queste.

Il procedimento al TNAS, da una prima impressione che abbiamo leggendo qualche articolo, pare un giudizio diverso rispetto ai percorsi fatti in secondo grado.

E’ tecnicamente un’istanza di arbitrato (causa con giudice il tribunale sportivo) in cui si chiama in causa la Federazione per un provvedimento che lei stessa ha assunto: quindi ha tutto l’interesse a resistere.

E questa costituzione di parte civile, non proprio rapida ma neanche da lumaca, può lasciar pensare che il Presidente De Roberto, con una certa saggezza, abbia atteso tutte le carte per poter decidere. E quindi che, a prescindere o meno dalla sospensiva, la cosa si possa risolvere in pochi giorni, tre, massimo quattro, a partire da oggi.

Del resto riflettiamo: se anche ci fosse una sospensiva, ma poi la causa (corna facendo) venisse persa, sarebbe tutto inutile. Allora meglio non dare la sospensiva, e chiudere tutto in dieci giorni. A partire da un segnale a questo punto forte, importante, che in parte sbroglia la matassa.

Il Presidente poi, e anche questo va aggiunto, non ha un termine entro cui emettere sospensive: infatti l’art.22 dello stesso Codice, parla soltanto di una scadenza per chiudere la procedura completa, pari a 90 giorni, salvo la procedura abbreviata (che è stata richiesta). E sul punto si prevede che l’unico che a norma di regolamento sportivo possa approvare una delibera in questo senso è il Presidente (con buon senso di responsabilità, aggiungiamo).

Ora quindi si può agire in tre modi: la sospensiva con ammissione immediata, ma con riserva, e col rischio di una causa più al buio ,pericolosa, senza tutte le carte a disposizione; una procedura completa, tempo 90 giorni (scartabile vista la rapidità con cui NNB e FIP si sono mosse); niente sospensiva, ma ci sia una procedura con termine abbreviato, fissato verosimilmente come detto in tre-quattro giorni.

Ma sono soltanto supposizioni, ipotesi. E l’avv. Giovanni Allegro, che come è risaputo cura in uno con l’avv. Tobia la difesa degli azzurri in questa brutta storia, tiene il punto su un solo aspetto, e mostra grande equilibrio: ” I termini per la Federazione sono da collocarsi per il 20, e con la decisione di ieri intende resistere, ma anche offrire al Presidente tutti i dati per poter valutare le diverse istanze. Noi facciamo leva sull’art. 18,2 del Regolamento Esecutivo Federale, per cui il pagamento deve avvenire a 15 giorni dalla notifica dell’ingiunzione. La partita è tutta lì”.

Questi quindi i fatti, con qualche opinione più tecnica. Ma si tratta anche di strade tortuose, forse volute. E al di là di tutto, delle parole, dei ragionamenti, pare sempre più evidente che si faccia di tutto per rendere la vita difficile alla società, facendo tutto il più tardi possibile per attivare il motore giudiziario del TNAS, logorando la resistenza del sodalizio partenopeo.
Che pur pagando le irresponsabilità e gli inciampi di questi mesi, sembra non meriti nulla, secondo quest’ottica fin troppo curiosa e anomala della giustizia sportiva. E non meriti nulla, per sè e per la città, neanche il diritto ad avere idee più chiare sul suo futuro sportivo, e imprenditoriale in tempi brevi, certi.

Quello che innanzitutto aspettano i giocatori, prime vittime di questo disastro, e veroi eroi nel cedere alle lusinghe di tante pretendenti, piano si sopra incluso.

Ci sono poi i dirigenti, che nell’ombra stano affrontando il danno subito per i giocatori liberati, e difficoltà a questo punto della stagione per allestire una squadra con un nuova guida tecnica, per non parlare del tempo tecnico per far arrivare i nuovi americani del roster stesso.

E infine i tifosi, ancora una volta sulle spine, sulla graticola, e che con post su facebook, tweet, messaggi a più non posso, cercano di capire cosa stia succedendo.

Non facciamo crociate, non invochiamo complotti, dietrologi non siamo. E non neghiamo che Napoli in passato abbia ricevuto sin troppo sostegno e sin troppi favori da una Federazione ceca e poco previdente nel dare testimoni a figure poco degne della tradizione Napoli.

Ma restiamo quanto più possibile fedeli alla cronaca di questo caso, e restiamo nel merito di questa esperienza, quella del NNB, con la massima obiettività possibile: pensiamo ci sia qualcosa che non va.

Un trattamento speciale, quasi punitivo, sembra esserci stato all’ordine del giorno. A partire dalla segretezza motivazioni con cui la Giudicante FIP aveva respinto il ricorso, ormai due settimane fa, non sono mai state rese pubbliche, con dichiarazioni, o comunicati ufficiali, fino a ieri sera, ma in sede privata.

Abbattuti quindi? No, quello mai. Restiamo fiduciosi, comunque. Vogliamo continuare ad esserlo. E speriamo di essere smentiti, ma è sempre più difficile.

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