Esclusiva Basketinside.com da Biella: Fabio Corbani a cuore aperto, tra i giovani e il passato

Esclusiva Basketinside.com da Biella: Fabio Corbani a cuore aperto, tra i giovani e il passato

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Le vacanze sono finite, la gloria dell’Europeo under 20 è già un ricordo, anche se molto molto piacevole, Biella incombe, entro una settimana si riunirà al Palazzetto il nuovo corso voluto da patron Angelico. Alle sette di sera disquisendo con il barista del Palascatola (l’ex palazzetto) sui preliminari di Champions in attesa dell’arrivo dalla Valtellina del coetaneo Fabio Corbani, tra il cronista e l’head coach sono solo quindici i giorni di differenza. La classe, quella d’oro, è del 1966 anno di boom economico. E poi arriva a bordo della sua auto, look ancora da vacanziero ma solo per oggi e si concede due chiacchiere tra un Gabriele Fioretti indaffarato a curare i dettagli della nuova avventura e un Nick Air Minessi, perfettamente calato nel suo ruolo Seduti nella prima fila delle tribune del Palazzetto ci accingiamo a conoscere meglio Corbani che si concede in esclusiva ai lettori di Basketinside. Sei stato giocatore, arbitro e allenatore di basket una vita per la palla a spicchi ma quale il ruolo preferito ? Giocatore assolutamente perché è il ruolo più divertente, quello in cui riesci a scaricare tutta l’adrenalina; lo sogno anche di notte di giocare, poi però bisogna fare delle scelte, capire i propri limiti. Allenare mi ha entusiasmato fin da subito e ho deciso di percorrere questa strada sono stato fortunato, non so se bravo questo solo il tempo lo potrà confermare, ho conosciuto molti allenatori validi. Sono stato guardia e playmaker anche se preferivo tirare possibilmente da tre.Ho smesso di giocare a 18/19 anni ho avuto dei problemi alla schiena e nel momento in cui aumentavano i carichi di lavoro ho dovuto purtroppo scegliere di abbandonare il basket attivo. La meta era il negozio di All basket naturalmente zona piazza cinque giornate, poi frequentavo il Verziere, il campetto di Marinai d’Italia e quello di Milano II zona est di Milano. Prima maglia comprata ? Son sempre stato tifoso di Varese pur abitando a Milano, ho sempre avuto passione per questi colori – Ignis Ciaocrem le mie maglie, ma poi dopo aver allenato una squadra di fatto diventi tifoso delle società per cui alleni, sette anni a Milano non si dimenticano di certo, quindi il tifo è rivolto alla società per cui tu ti metti in gioco e per cui vivi per tutta la giornata Da osservatore esterno cosa manca a Milano per tornare sul trono d’Italia ? Sono su un bellissimo gradino hanno riportato entusiasmo in città, vincere non è facile, bisogna passare attraverso momenti difficili, anche delle sconfitte che sono in grado di farti maturare. Poi con il tempo si impara a vincere e quindi ci si diverte, mi auguro possano assaggiare la vittoria e possano tenersela e godersela. Io penso arriveranno a questo e poi potrebbero aprire un ciclo. Le metropoli sono importanti come volano del grande basket italiano, esemplare il caso di Roma quest’anno. Da avversario cosa ti piaceva e temevi di Biella ? Pubblico fantastico quello di Biella: si temeva quando venivi a giocare in questo impianto e vedere e sentire la gente era piacevole perché ti gasi tantissimo, ogni canestro lo senti di più. Biella ha fatto grande pallacanestro per oltre dieci anni e qui si è respirata grande professionalità e qualità. Ritrovi giocatori che conosci molto bene come hai costruito questa squadra e cosa ti aspetti da questa stagione ? Viaggiando mentre venivo qui avevo molti pensieri e particolari li ho allenati quasi tutti e in contesti completamente diversi, ogni giocatore è diverso a seconda dell’ambiente in cui cresce e gioca. La squadra è stata costruita con criterio rispettando budget e obiettivi e spero tutti possano letteralmente incastrarsi nella maniera migliore per una stagione proficua. L’esperienza con i giovani e la conquista dell’alloro europeo quali le sensazioni e quando hai capito che poteva arrivare l’oro ? Ci siamo radunati con l’idea che volevamo andare a medaglie, non avevamo pressione, non eravamo i favoriti, anche la Federazione non ha messo pressione, un trofeo costruito giorno dopo giorno, siamo sempre stati sereni e abbiamo voluto provarci in assoluta serenità. Mai un episodio spiacevole o di tensione tutto molto tranquillo e sereno e così è stato anche più facile smaltire tensione e gare. Obiettivo Lega Gold ? A priori non si può dire, nelle mie esperienze in questo campionato con piacenza puntavamo a salvarci abbiamo invece fatto i playoff, è tutto molto relativo Torino e altre squadre hanno costruito bene, ma lo stiamo facendo anche noi e poi il giudice supremo sarà il campo. Presenta la tua squadra. Murta – gli ho detto che stavamo cercando un sesto esterno che giocherà poco e farà più il tifoso ma ti permetterà di crescere ma a casa. Ha accettato e con molto serenità si ritaglierà qualche soddisfazione; a Chillo non gli ho promesso minuti ma un progetto ha scelto di venire con noi e glie ne sono grato; Raspino è un grande atleta pongo molta fiducia in lui questo è il suo campionato il suo palcoscenico ideale, lui deve stare sereno, ma può dare tantissimo alla causa; Laganà è un talento acerbissimo, non ha un ruolo definito, ma settimana dopo settimana scopriremo per lui le caratteristiche migliori e sarà un giocatore su cui puntare tantissimo; Infante è un giocatore di gruppo, di generosità, di combattimento sempre positivo ; Lombardi è un giocatore che può fare tutti i ruoli che può fare qualsiasi cosa ha un potenziale atletico immenso, trasmette energia. Mathis ho avuto la fortuna di averlo anni fa; fa giocare bene i suoi compagni di squadra un leader, mentre Voskuil è un giocatore pazzesco, un gran realizzatore un tiratore un cecchino non sarà forse un atleta ma il range di tiro è qualcosa di impressionante. Infine Hollis, un giocatore molto tecnico particolare nel ruolo del 4, giocatore con grande tiro, molto elegante ci dovrà dare consistenza, a rimbalzo sarà la nostra chiave. Poi naturalmente i nostri giovani: De Vico è stato bravo, Federico Danna ha fatto benissimo le giovanili, si deve completare, ma con lui dovremmo avere pazienza non dobbiamo bruciarlo. Se dico 20 ottobre cosa ti viene in mente ? Derby; partita importante Torino ha fatto una grande squadra quella partita sarà una grande sfida perciò sicuramente sarà intrigante. Cosa ti aspetti da Biella ? Un nuovo ciclo ma nessun paragone con il passato noi siamo in grado di riportare questo club a buoni livelli ma dobbiamo prima di tutto ricreare entusiasmo squadra diversa rispetto a quelle viste negli ultimi anni – la cosa fondamentale sarà avere entusiasmo, partecipazione e condivisione di quello che si sta facendo tra giocatori, staff, società e tifosi. Quello che chiedo ai tifosi e alla gente è di venire al palazzetto se non ci sono le emozioni diventa tutto molto triste. Sicuramente ci dobbiamo provare insieme e il pubblico ci deve dare emozioni un tiro di Voskuill da dieci metri con i tifosi che ti sostengono sarà una gioia impagabile e da raccontare agli amici così come una schiacciata di Raspino con il Palazzetto pieno. Un emozione da costruire insieme. Corbani sorride, ci saluta con un abbraccio caloroso, e via a parlare con Fioretti e Minessi: si deve costruire la Biella che tornerà a sorridere e masticare il buon basket perché la spalla a spicchi è un emozione che ti trascini dentro.

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