Esclusiva Basketinside.com: Marco Bonamico e il futuro della “sua” Legadue

Esclusiva Basketinside.com: Marco Bonamico e il futuro della “sua” Legadue

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BACOLI (NA) – Bacoli, Hotel Cala Moresca. Scenario mozzafiato, suggestivo, quello che ammiriamo dalla terrazza, raggiunta dopo esserci inerpicati sulla collinetta più panoramica del Golfo di Pozzuoli. Uno scenario naturale come pochi, e talmente bello che neanche il cielo plumbeo, alterno di questo pomeriggio di fine settembre può comprometterne il fascino.

Ed è in questo scenario, tra qualche nuvola non proprio passeggera, accenni di pioggia in libertà e un caldo umido che resiste, ci accoglie Marco Bonamico. Un totem della nostra pallacanestro, un fisico ancora possente, quello di questo “gigante buono” che ci viene incontro tornando da una tanto sospirata passeggiata in spiaggia. Infatti ci dice subito: “Volevo il contatto col mare, appena arrivato non ho resistito alla tentazione: questo mare poi mi è sempre piaciuto”, ricorda da vero “Marine” l’ex faro della Virtus Bologna, protagonista della storica Nazionale di Mosca e Nantes, e che ha vestito con entusiasmo la canottina del Napoli Basket tra l’86 e l’88.

Insomma un bel pedigree da giocatore, che del resto non si è smentito una volta appesa le scarpette al chiodo: grande commentatore nella Rai dei primi anni duemila, poi, dal 2009, la successione a Valentino Renzi per guidare la nave Legadue, con l’affidamento di un gravoso mandato triennale, con la nota Assemblea di Rimini del giugno 2010. Un nave sempre in tempesta,quella di una cadetteria alla ricerca di identità, e con l’attualità che la vede sempre protagonista, i cambiamenti soffiano sempre all’uscio di questo universo particolare e precario.

Bonamico però non è uno che i cambiamenti li respinge, ma anzi ne ha chiesti e li ha imposti, in questi anni. Ce ne parlerà, come di tanto altro in questa esclusiva ricca di spunti interessanti, a poche ore dalla presentazione di Castel dell’Ovo: per una Legadue che “vuole ancora la sua autonomia”

Presidente, in questa intervista partiremo ovviamente dalle responsabilità del suo ruolo, e se mi consente Le rivolgerei una domanda semplice ed importante. Siamo ormai a tre anni dal suo insediamento: di cosa è orgoglioso e su cosa è necessario intervenire?

Credo che dal punto di vista dei bilanci, purtroppo alla fine di quest’anno dovremo farli, perchè saranno quattro di mandato per me alla guida di Legadue, ma sarà anche l’anno in cui Legadue dovrà cambiare pelle con la riforma dei campionati, e andremo a vedere come si comporrà il futuro. Sicuramente in questo futuro ci dovrà essere spazio per l’esperienza di questa lega, che ha visto una crescita della nostra capacità di comunicare i valori delle sue squadre, un aumento dell’audience televisiva , della presenza sui media e della presenza di pubblico nei nostri palazzetti. Forse qualcosa di cui sono più contento è stato lo spirito con cui i proprietari e dirigenti hanno accettato la nuova sfida delle tecnologie, non chiudendosi ma cercando di capire la loro importanza. Infatti proprio quest’anno, con le nostre partite su internet, abbiamo quasi raggiunto gli ascolti televisivi, e questo vuol dire che i nuovi media sono riconosciuti dal popolo del basket e saranno qualche cosa con cui tutti noi dovremo fare i conti . Quest’anno poi lanceremo anche nuove iniziative, con interviste video proposte subito alla fine delle partite, e questo perchè crediamo che l’immediatezza della comunicazione sia fondamentale, e noi ci muoviamo in questa direzione. Poi saranno gli altri a riconoscere se il lavoro che è stato fatto è quello che ci si aspettava. Io, per quanto mi riguarda, devo dire che in questi anni ho avuto collaboratori straordinari, e senza di loro quel poco o tanto che abbiamo fatto non sarebbe stato possibile. Ringraziamento prioritario a loro, perchè chi lavora per Legadue non bada ad orari.

Passiamo invece all’assetto futuro dei campionati, e la Legadue di quest’anno non potrà non tenerne conto. La Federazione ha formulato come sa una nuova proposta, e questa interesserà soprattutto la Legadue e la DNA. Il vostro orientamento è cambiato, e cosa proponete in alternativa? E’ davvero necessario che la Legadue cambi pelle, passando al dilettantismo?

Noi siamo per un’alternativa, come tu dicevi, e i principi che la ispirano sono molto semplici. In realtà l’espressione “uscita dal professionismo”, soprattutto dal punto di vista delle parole, può essere giusto nell’accezione che ha la gente comune di questa parola, pensando quasi ad una diminuzione della professionalità. Allora: noi usciamo dalla legge 91 sul professionismo sportivo, che però ha oltre trent’anni, è obsoleta e non rispecchia la realtà della vita sportiva del nostro paese .E’ una legge che va rifatta, per stessa ammissione del calcio, poi della pallacanestro, e anche il presidente della Lega A Valentino Renzi ha parlato di una riforma in tal senso: noi ce lo aspettiamo. Forse precorriamo i tempi, uscendo da una legge con passi che sono troppo di rottura, e che non rispecchiano la necessità di far crescere con gradualità i movimenti extra calcio. Aggiungiamo anche che le nostre società sono sottoposte ad una tassazione esagerata rispetto a quella degli altri paesi a tradizione cestistica, e questo riduce la nostra competitività nei mercati internazionali: questo quindi imporrebbe la necessità di un regime fiscale diverso. Potrei continuare dando tante altre ragioni, ma ti dirò soltanto che la nostra scelta non è una scelta “in diminutio”, ma un passo in avanti senza fughe in avanti: sappiamo qual è il futuro, non siamo d’accordo sui metodi. Ricordo anche che in Serie A sono tanti i presidenti stufi di pagare contributi per giocatori stranieri, contributi che poi non vedranno mai una pensione: qui si paga e basta. Secondo me quindi non è più sostenibile questo sistema, specie all’alba di quello che succede nel mondo e nella crisi in cui siamo. Si dovrà secondo me produrre una soluzione che per il bene del basket vada anche oltre il basket, e comprenda tutti gli sport in cui competono giocatori extra-comunitari, come la pallavolo, l’hockey, il baseball, il rugby e così via. Dire dilettanti secondo me non è corretto, si dice “lavoratori sportivi che escono dalla legge 91”, perchè è riconosciuto dalla legge che si possa guadagnare facendo sport dilettantistici, non è evasione. La dicotomia insomma è vecchia, stantìa, e a qualcuno piace giocare sulle parole, ma in realtà la professionalità della nostra lega rimarrà intatta.

Concentriamoci invece su quello che ci aspetta, più a breve termine. A livello tecnico che Legadue potrebbe essere? E a proposito dei giovani, facciamo qualche nome su cui nutre una qualche aspettativa?

Io mi auguro che come negli ultimi anni la Legadue lanci tanti giovani capaci e ambiziosi. L’ultimo è Cervi che ha vinto il premio come miglior giocatore della scorsa stagione, ed è un ragazzo che farà bene anche in Serie A. Mi aspettavo in realtà che ci fosse qualche giovane in più. Un esempio è quello di Matteo Imbrò. Questa non è un critica, preciso, ma penso che abbia qualche difficoltà in più al piano di sopra, anche se ovviamente spero che sfondi, però ripeto un anno di Legadue gli avrebbe fatto bene. Abbiamo poi Amedeo Tessitori, un ragazzo che ha bisogno di giocare, e che ha fatto un’ottima scelta. Anche lui avrebbe potuto scegliere la Serie A, ma ha optato per la Legadue, a Forlì, e farà molto bene. Li aspetto al varco, li voglio vedere. E non voglio neanche dimenticare gli straordinari senior che impreziosiranno questo campionato, giocatori che hanno vinto l’argento ad Atene, come Galanda e Righetti: elementi di grande caratura che non hanno deposto le armi, ma sono ben agguerriti. Secondo me ci sarà da divertirsi, soprattutto pensando a queste prime giornate di Coppa Italia, dove i risultati infatti ci confermano quello che succede spesso in Legadue, e cioè che non ci sarà un padrone.

Infine una risposta da Marco Bonamico.Non sente la nostalgia della panchina, o del bordo campo? Cosa pensa le potrà riservare il futuro?

Adesso penso al mio lavoro, che sarà quello di cercare di traghettare la Legadue verso il futuro, con la collaborazione dei Presidenti, e in sintonia con la LNP, poi sul futuro vedremo. Per ciò che riguarda Legadue, io credo che ci sia spazio per chi vuole lavorare in un certo modo nella pallacanestro: la Legadue è sempre stata aperta alle innovazioni, specie in questi anni, e spero che la nuova lega faccia proprio questo aspetto, integrandolo bene col marketing e la comunicazione. Ci sarà tempo. Quanto a me, il lavoro di questi anni mi è piaciuto tanto, così come tanto mi sono divertito nelle vesti di commentatore, e prima ancora nei panni di giocatore e Presidente dell’associazione giocatori. Bisogna andare avanti, verso nuove esperienze, vedremo quello che il futuro mi proporrà.

Un sentito ringraziamento al Responsabile Comunicazione-Ufficio Stampa Legadue Fabrizio Pungetti per aver permesso la realizzazione di questa intervista.

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