Eurobasket Roma, presentati Easley, Deloach e Vangelov

I nuovi arrivati in casa Eurobasket hanno raccontato le prime impressioni della loro avventura romana

L’Eurobasket Roma ha presentato alla stampa Tony Easley, Michael Deloach e Nikolay Vangelov. I nuovi acquisti hanno raccontato alcune impressioni iniziali circa la loro avventura romana.

Raggiante e accogliente, Tony Easley sembra già aver passato in via dell’Arcadia molto più di una manciata di giorni: “Mi trovo molto bene. Mi piace l’ambiente e anche le persone.” Il pensiero dell’ala-centro dell’Alabama è condiviso da Michael Deloach, felice inoltre di poter ritrovare Matteo Malaventura, già suo compagno di squadra nella scorsa stagione, a Ravenna. “Mi sento già a casa, sono contento della scelta e già mi sento in famiglia”, è invece il pensiero di Vangelov.

Non mancano gli aspetti tecnici, con Easley che assicura di essere pronto a giocare sia da 4 che da 5, “l’importante è essere sempre pronti a imparare”, una bidimensionalità che si addice anche a Deloach, che conferma la possibilità di giocare sia da 1 che da 2, come ha sempre fatto da quando è arrivato in Italia. La conferenza prosegue in un’atmosfera rilassata e conviviale, con Deloach che rivela quanto la possibilità di avere un contratto biennale sia stata importante nella scelta di giocare a Roma, “una città che sognavo da bambino, e spesso mi sono chiesto se sarei riuscito ad andarci”, e anche il motivo del suo numero di maglia, il 2, richiamo alla città natìa Rocky Mount, il cui prefisso è 252. Nella sua carriera, infatti, Moe – diminuitivo di suo fratello Morris, ma anche di motivation – ha sempre utilizzato una combinazione di questi numeri. A seguire ecco le prime parole da leader di Easley che, guardando alla stagione in arrivo, indica il cammino ai suoi: “Dobbiamo lavorare per il bene della squadra, dobbiamo pensare solo a noi stessi“.

Una battuta la concede anche il Presidente Buonamici, fiero di “aver centrato tutte le prime scelte primarie. Deloach era il primo sulla lista per ricoprire quel ruolo, Easley era più un sogno. Scegliere gli italiani era un po’ più facile, mentre per quanto riguarda gli stranieri abbiamo ottenuto quel che volevamo.

 

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