Il grande passato di Trieste ed Udine nel rinato PalaFiera: grandi piazze ferite in uno splendido amarcord

Il grande passato di Trieste ed Udine nel rinato PalaFiera: grandi piazze ferite in uno splendido amarcord

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Passano gli anni, cambiano i protagonisti, nuove sigle che provano ad emergere e rischi di sparire, ma nel basket un derby manitene sempre intatto il suo sapore. Specie si parla di Trieste ed Udine a confronto: due piazze che con Treviso, negli ultimi decenni, hanno tenuto alto, altissimo il nome del Triveneto a livello nazionale ed europeo. Piazze che odorano, trasudano di aneddoti, momenti e ricordi che sono la storia e hanno fatto la storia.

Allora non può che essere splendido, oltre che carico di nostalgia, il revival nel nuovissimo ed efficiente palaFiera di Udine: quel padiglione 6 dell’Ente che riadattato con felice soluzione dell’architetto Cargnello a palasport, e che da domani, assieme al Benedetti nei primi tre giorni di qualificazioni, a domenica 2 giugno, accoglierà il piccolo scudetto 2013, ha aperto i battenti sotto la benedizione di Gianni Petrucci (ieri visto anche a colloquio con il patron di Treviso Basket Vazzoler, nel cuore della Marca). Il tutto offrendo uno spettacolo della memoria. Così, grazie alla regia di Davide Micalich e Andrea Filaria, Snaidero e Pallacanestro Trieste, ecco una sfida all’insegna dell’ amarcord.

Guidati dal triumvirato formato da Cesare Pancotto, Mario Ghiacci e Furio Steffè, i biancorossi si sono imposti contro Boniciolli e co. per 81-75 al termine di un match che ha sorpreso per intensità e qualità del gioco.

Il giuliano Matteo si è fatto sentire dalla panchina arancione, dove ha invitato a scendere dalla tribunetta l’ingegner Edi Snaidero per l’hurrà prepartita con tutto il gruppo. Mentre il doppio ex Cesare, assieme a Ghiacci, è rimasto olimpico e seduto per tutti i 40 minuti, senza time out.

In campo buon ritmo e discreto livello, anche per il mix di forze fresce e vecchie glorie. Ineffabili i primi due quarti finiti 20-20 il primo e 42-42 al riposo, non lungo comunque, le bombe di Bortolot e Cantarello hanno scacciato l’ombra del supplementare fissando l’81-75 in una sfida nella quale sono stati la grinta di Riccardo Esposito e Roberto Casoli, la freschezza di Mastrangelo e le bombe dell’eterno Dado Bianchi a dare la svolta.

Sette i samurai triestini che hanno difeso l’onore della maglia rituffandosi in un passato neppure troppo lontano. Bianchi, Bortolot, Mastrangelo, Ansaloni, Esposito, Gasoli e Cantarello (supportati in panchina dagli acciaccati Rich Laurei e Alberto Tonut) hanno giocato per tutti i 40′ conducendo a lungo nel punteggio e imponendosi in un finale equilibrato.

Ma tutti, davvero, sono da accomunare in un unico grande applauso in attesa di rivederli a Trieste (Chiarbola o PalaRubini è ancora da decidere) venerdì 14 giugno. Sarà l’occasione per rivedere e riabbracciare tutti loro e qualche nome in più che ha già confermato la presenza.

Hlacia ha assicurato l’apporto di Larry Middleton e Gregor Fucka, attende una risposta da Marie, Cavaliero e Pecile e lavora per regalare ai tifosi triestini qualche sorpresa. Particolare lo spirito con cui i bianco-rossi han giocato e il grande clima di attesa con il quale aspettano di ritornare a Trieste.

SNAIDERO 75 – TRIESTE 81

20-20,42-42,58-59

SNAIDERO UDINE : Melilla, Mocnik D, Massimiliano Bosio 10, Marco Maran 7, Graberi 6, Ferrari 8, Lorenzon 2, Sartori 9, Mian 10, Zambon 10; non entrato: Paolo Nobile. Coach Boniciolli, vice Pressacco e Comuzzo, gm Sarti.

TRIESTE : Ansaloni, Mastrangelo 16, Bianchi 18, Riccardo Esposito 19, Bortolot 11, Casoli 9, Cantarello 8, non entrati: Alberto Tonut e LaurelI. Coach Pancotto, vice Steffè e ds Ghiacci.

Arbitri Pillinini di Tolmezzo e Innocente di Povoletto.

Note Spettatori: 300 circa.

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