Il salvataggio di Alessandro Pagani, parla il medico Assigeco: “Bene il defibrillatore, ma la legge deve imporre anche il medico”

Il salvataggio di Alessandro Pagani, parla il medico Assigeco: “Bene il defibrillatore, ma la legge deve imporre anche il medico”

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Stefano Costa – Foto Sport Lodigiano

Dramma, spavento, sollievo: in queste tre parole si riassume la vicenda commovente e burrascosa di Alessandro Pagani. Il giocatore dell’Assigeco, a terra nel match contro Brescia sul parquet di Manerbio, ha rischiato, e tanto, ma grazie a un intervento stavolta pronto, efficace e mirato, è stato salvato. Merito di persone e strumenti al posto giusto, o di un sistema che questa volta era presente, a norma di legge?

I colleghi del Giorno ne hanno parlato con Gianluca Concardi, medico della società lodigiana, che ha sottolineato i progressi ottenuti nel campo della prevenzione, senza dimenticarne i difetti, i margini di miglioramento: “Il defibrillatore è senz’altro un importante passo avanti in tema di prevenzione, quello semiautomatico può essere utilizzato da chiunque perché ha il percorso guidato che indica cosa si deve fare e non permette errori. Ma oltre al defibrillatore sarebbe forse sensato prevedere sempre la presenza a bordo campo anche di un medico, sia in caso di gara ufficiale che di amichevole. Ciò perché è molto importante che sul posto ci sia una persona che sia in grado di riconoscere in pochi momenti la gravità di ciò che sta accadendo. Questa cosa la può stabilire solamente un medico. Per regolamento è la società ospitante che deve assicurare la copertura sanitaria. Certo, poi è chiaro che se la società ospite opta per portare il suo medico va anche meglio”.

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