Inside A2 Play-off. Quarti…il gioco si fa duro! : Brescia – Trieste

Inside A2 Play-off. Quarti…il gioco si fa duro! : Brescia – Trieste

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QUI BRESCIA (A cura di Andrea Cherubini) Grazie a un inizio di stagione da capo giro la Centrale è riuscita a raggiungere l’obbiettivo che si era prefissato a inizio anno, partecipare ai play-off, ma i ragazzi di coach Diana hanno puntato se non al primo al secondo posto. Trieste, vincitrice della serie contro Ferrara, sarà la diretta sfidante della Centrale del Latte che ospiterà la squadra Friulana. Brescia e Trieste non si sono mai affrontate ai play-off quindi la sfida tra le due formazioni sarà un inedito. Brescia arriva da una fine di regular-season non brillante( nelle ultime 4 partite 3 perse), ma dovrà presto dimenticare il finale incerto e concentrarsi sui play-off che potranno segnare la svolta della centrale che ormai da 4 anni milita nella seconda serie nazionale. Coach Diana, pur avendo passato 4 anni nella città lombarda, questa è la sua prima esperienza da primo allenatore, affiancato dai due vice come Max Giannoni e Matteo Cotelli, la Leonessa ha tutte le motivazioni per continuare la sua cavalcata per raggiungere la ormai agognata massima serie. Il roster di coach Diana sarà composto dal più che esperto Juan Fernandez, vecchia conoscenza della Leonessa, protagonista molte volte della riuscita della squadra, mantenendo delle medie importanti, 12.7 punti, 5 assist e un ottimo 40% dall’arco dei 3 punti. Nel ruolo di Guardia si spera di trovare l’ammaccato Nelson, reduce da una frattura alla base della falange, che hanno costretto la guardia statunitense ad almeno 3 settimane di stop. Nelson non ha trovato una continuità in questa stagione passando da prestazione eccellenti ad altre non sensazionale, contribuendo comunque con 11.3 punti, 3.5 assist e 3.8 rimbalzi. Nel ruolo di “3” troviamo l’ormai concittadino Federico Loschi, da 3 anni nella Centrale. Loschi in questi anni Brescia è migliorato notevolmente raggiungendo ottime percentuali nel tiro de 3, la sua specialità che spesso si è rivelata un’arma importante per la Centrale del Latte. Loschi ha collezionato una media di 10.2 punti e 2.5 rimbalzi. Nel ruolo di ala grande troviamo Justin Brownlee, molte volte il trascinatore della Leonessa che ha quasi sempre potuto usufruire del suo talento. Brownlee, anche a causa di numerosi fastidi che ne hanno limitato il lavoro nelle settimane di allenamenti, nelle ultime uscite ha fatto registrare un calo a livello statistico, mettendo in risalto il fatto che la Centrale, priva dei suoi effettivi al meglio della condizione, non riesce a esprimere la fluidità di gioco fatta intravedere durante l’arco del campionato. Brownlee ha comunque mantenuto della ottime medie pur essendo il suo primo anno in Italia, contribuendo con 16.7 punti 8.4 rimbalzi e 2 assist che per un “4” non sono affatto male. Nel ruolo di centro troviamo l’imponente Alessandro Cittadini, che pur essendo il più “anziano” del roster sostiene e a volte è proprio da lui che la Leonessa prende le forze per rimettersi in moto. Cittadini, l’idolo delle folle bresciana contribuisce con 12.1 punti e 6.7 punti. Dalla panchina si alzano Marco Passera, play fondamentale come sostituzione dell’argentino “Lobito” Fernandez, purtroppo Passra è ancora alle prese con una borsite che gli sta dando molti problemi, ma durante il corso della stagione ha messo a referto 6.5 punti e 2.4 punti. Con il numero 7 troviamo Mirza Alibegovic, pur essendo molto giovane ha avuto un ruolo fondamentale nelle rotazioni bresciane, che ha messo a referto 9.2 punti e 2.8 rimbalzi. Nel ruolo di ala grande troviamo Andrea Benevelli, protagonista assoluto della panchina bresciana, Benevelli ha costruito una stagione fantastica 8.9 punti e 4.6 rimbalzi e un fantastico 45% nel tiro da3. I due Under Daniele Tomasello e Joshua Giammò pur non calcato la scena se chiamati in causa hanno sempre messo anima e corpo dimostrando la loro attiva partecipazione. Brescia nel corso della stagione ha mantenuto delle buone medie che hanno valso il secondo posto in classifica generale. Brescia ha costruito ottime medie offensive valgono come vero e proprio punti di forza: 37% dall’arco dei 3 punti e 52% nell’area Brescia è caratterizzata da una versatilità in campo offensivo. QUI TRIESTE (A cura di Daniele Dussi) “Sognare non costa nulla e non fa male a nessuno”: queste parole di Roberto “Bobo” Prandin, uno degli mvp di Trieste nel primo turno di playoff, sono emblematiche per capire con che spirito la Pallacanestro Trieste affronterà la serie con Brescia; mente libera per aver raggiunto e di molto superato gli obbiettivi stagionali e convinzione nei propri mezzi dopo queste tre “battaglie” contro Ferrara. Sulla carta è evidente la differenza tra le due squadre; la Leonessa Brescia arrivata seconda nella stagione regolare, è una squadra attrezzata per il salto di categoria, mentre la Pallacanestro Trieste 2004 è stato costruita per salvarsi con un budget ridotto all’osso. Come se non bastasse Trieste viene da tre partite in dieci giorni con intensità pazzesca, mentre Brescia ha avuto tutto il tempo di prepararsi al meglio per questa seconda fase. Ma la squadra del Presidente Ghiacci e tutto il suo pubblico vogliono provare ad arrivare più avanti possibile; interessanti segnali sono arrivati da gara 3 con la squadra che è riuscita a sopperire all’assenza dell’apporto di Stefano Tonut trovando altri protagonisti, tra i quali appunto Bobo Prandin (13 punti per lui nella gara 3 contro Ferrara) e Issiah Grayson (18 punti per lui); l’anomalia biancorossa che può spiazzare chiunque, è data dalla maturazione e dal miglioramento del gruppo attorno ai due fari, Stefano Tonut e Murphy Holloway (15 punti e 21 rimbalzi per lui giovedì sera). Se fino a prima dell’inizio dei playoff sembrava sufficiente fermare i due principali terminali offensivi biancorossi, per portare a casa l’incontro, gara 2 e gara 3 contro Ferrara hanno dimostrato che molti giocatori sono cresciuti e sono diventati fondamentali per questa formazione: Candussi (10,7 punti di media nella serie), Prandin (9,7 punti di media nella serie), Coronica (energia allo stato puro), lo stesso Grayson e capitan Carra già decisivo in più occasioni anche durante il campionato. Attenzione poi a Mastrangelo sempre pronto quando viene chiamato in causa e a Marini che a mente sgombra ha dimostrato di essere micidiale anche dalla distanza. Chiaro che Tonut (14 punti di media nella serie, ma 4 in gara 3) e Holloway (16,3 punti di media nella serie e 13,7 rimbalzi) devono essere al top (e immaginiamo che dopo giovedì Tonut sia pronto a riscattarsi il prima possibile), ma l’enorme gap tecnico tra le due formazioni va colmato con l’energia, l’entusiasmo, la forza del gruppo e la consapevolezza che giocando con il cuore si può superare qualsiasi ostacolo; “sognare non costa nulla” e a Trieste si continua a sognare.

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