Inside A2 Play-off. Quarti…il gioco si fa duro! : Verona – Agrigento

Inside A2 Play-off. Quarti…il gioco si fa duro! : Verona – Agrigento

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QUI VERONA (A cura di Jacopo Burati) Verona prepara il percorso verso l’obiettivo stagionale, il tanto voluto e sognato ritorno in serie A. La formula dei Playoff della Gold non ammette alcun passo falso. Sarà solo una, infatti, la squadra che sopravviverà al termine di una battaglia sul parquet lunga tre round. La Tezenis è la favorita d’obbligo: lo dicono le cifre, il gioco espresso, il talento tecnico e l’efficacia dei suoi uomini simbolo, le sette vittorie consecutive a chiudere la stagione regolare (11 nelle ultime 12). Le due settimane di pausa, tra la vittoria a Torino e l’inizio della fase calda della stagione, hanno permesso agli uomini di Ramagli di definire la condizione fisica e recuperare gli acciacchi (unico problema, De Nicolao febbricitante in settimana). Nonostante tutto, è stato effettivamente un problema mantenere alte la concentrazione e la tensione. Ad inaugurare i Playoff veronesi c’è Agrigento. Fragile in trasferta, ma solida e rognosa al PalaEmpedocle (11-4 il record contando il primo turno Playoff), la Moncada rappresenta un primo scalino di media difficoltà. Tutti a Verona speravano scontrarsi con Treviso: sfidante storica, derby sentito, aria vintage da respirare a pieni polmoni. Ma Agrigento ha meritato di sfidare la numero uno della Lega, infliggendo ai trevigiani uno scarto totale di 33 punti nelle due vittorie. Tra Verona e Agrigento in regular season, due gare abbastanza a senso unico a favore dei gialloblu (86-75 all’andata in Sicilia, 83-74 al ritorno), ma con la Moncada sempre pronta a mettere tutto sul campo e cercare di “sabotare” gli ingranaggi veronesi. Sarà questo probabilmente il trend di un primo turno a senso unico nella sostanza, ma che potrebbe riservare qualche periodo di esaltazione per la squadra più debole, che gioca senza assilli e senza nulla da perdere. Nei due precedenti stagionali, Agrigento non ha saputo mettere una pezza al rendimento altisonante dei due americani. Darryl Monroe (nominato Mvp della Gold a 17.7 punti, 9.4 rimbalzi, 3.3 assist di media col 63% da due) in Sicilia ebbe una serata da 21 punti e 13 rimbalzi, replicando al PalaOlimpia con 20 punti, 6 rimbalzi e 4 assist. Michael Umeh (16,7 punti, 3.4 rimbalzi, 46% da tre in stagione) ha mantenuto un rendimento identico: 22 punti in entrambe le occasioni, con un totale di 11/15 da due e 7/12 da tre. Sono loro le chiavi del successo finale di Verona: americani dal rendimento sicuro, esperti, talentuosi e fisicamente esplosivi. Con il succoso contorno di un cast di supporto di livello assoluto, in cui il più in forma appare al momento la guardia di riserva Marco Giuri (13 punti di media nelle ultime tre). Difficile individuarne, perché la macchina messa a punto da Ramagli è di grande qualità tecnica e atletica. Se vogliamo proprio andare ad avanzare qualche dubbio, la poca profondità di un settore lunghi che spesso “prende in prestito” capitan Bocagin da 4 tattico; il momento no di Klaudio Ndoja (1/16 al tiro nelle ultime due gare contro Ferentino e Torino); il calo di forma di Davide Reati (0/5 da tre nelle ultime due partite). Nonostante tutto, le vittorie sono state tante e convincenti: scommettere contro questi giocatori è impossibile. QUI AGRIGENTO (A cura di Daniele Settembrino) Superati gli ottavi di finale, per la Fortitudo Agrigento il cammino inizia a farsi duro, anzi durissimo. Si sapeva. Con questa formula dei playoff l’ottavo posto in classifica significa incontrare prima la vincitrice del campionato di Silver (quella Treviso che ha venduto cara la pelle, portando a gara3 i siciliani) e subito dopo la vincitrice della Gold: la Scaligera Verona, che quest’anno ha dettato legge durante la regular-season. Inizialmente l’obiettivo stagionale degli uomini del presidente Salvatore Moncada era ben altro, ossia una salvezza tranquilla; ora che si giocano i quarti di finale, i siciliani possono accarezzare il sogno di eliminare la favorita, e non sarebbe la prima volta. Il compito è arduo, ma non impossibile. I bianco-azzurri probabilmente pagheranno la stanchezza fisica e mentale del primo turno; mentre gli scaligeri, fermi da due settimane, possono non avere il ritmo partita. La franchigia agrigentina di certo non parte con i favori del pronostico, ma non vuole nemmeno essere la vittima sacrificale da immolare all’altare della promozione degli scaligeri. I precedenti sono di questo campionato: all’andata ad Agrigento i giallo-blu espugnarono il palaMoncada (75-86) in un particolare scontro al vertice, con uno strepitoso Monroe (21+13). Nelle sfide contro Treviso i siciliani hanno evidenziato ancora una volta l’importanza del gruppo; una grande capacità nella circolazione palla e un ottimo livello difensivo. Tutto parte dal fosforo del play Alessandro Piazza (14 pts + 6.3 ass), elemento fondamentale del gioco bianco-azzurro. Un altro giocatore d’esperienza, molto pericoloso dall’arco, è l’ala Marco Evangelisti (13.3 punti, 60% t3). È servita la continuità della guardia Penny Williams (15.7 pts, 57% t2, 36% t3 + 5 rb), che va quasi sempre in doppia cifra, e quella del centro Dave Dudzinski (16.7 pts + 8.3 rb). Determinante il livello difensivo offerto dal capitano Albano Chiarastella. Dalla panchina fondamentali sono i minuti e i punti di Andrea Saccaggi (9.7 pts, 43% t2, 40% t3), di Mattia Udom (7.3 pts + 3 rb) e di Rino De Laurentiis. Come spiega coach Franco Ciani «Verona è una squadra solidissima, di grande mentalità difensiva, di grande talento offensivo, che riesce sempre a trovare la chiave di lettura e le giuste contromisure tattiche per affrontare qualsiasi avversario. I primi otto giocatori, al di là che c’è un quintetto consolidato, sono assolutamente dello stesso livello, tutti con un’intensità altissima. E’ ovvio che un realizzatore come Umeh è un giocatore a 360 gradi, come  anche Monroe, questi sono magari i due che catalizzano più gli interessi, però la solidità di De Nicolao, Boscagin, Ndoja è assoluta, quindi se uno dovesse fare il classico gioco della torre e dire chi buttare giù sarebbe davvero difficile. Hanno tutti grande capacità di leggere le partite e di attaccare i punti deboli degli avversari, questa è una cosa che solo le grandi squadre riescono ad avere costantemente, quindi direi che in chiave tattica sarà una sfida molto stimolante e complicata. Per quanto riguarda noi, direi che il nostro obiettivo di minima, ovvero la salvezza, è stato raggiunto molto presto e molto facilmente. Quello che rappresentava forse il nostro massimo traguardo lo abbiamo raggiunto e anche superato andando a vincere il primo turno dei play off. Quindi già oggi è un bilancio positivo, aspettiamo a dirlo perché stiamo ancora in competizione ed è giusto che i bilanci si facciamo alla fine, però abbiamo anche l’intima convinzione soddisfazione di aver fatto molto bene.»

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