Intervista al nuovo coach della Viola Marco Calvani

Intervista al nuovo coach della Viola Marco Calvani

L’ex Virtus Roma non ha dubbi:”Voglio portare positività alla Viola Reggio Calabria”.

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Marco Calvani è il tecnico che guiderà la Viola Reggio Calabria nella nuova stagione. Una stagione del riscatto dopo due annate ampiamente sottotono con tantissimi cambi in corsa, esoneri e problematiche. Abbiamo ascoltato l’allenatore che, tanti e tanti anni fa allenò in Calabria, in Serie B nella storica Pallacanestro Palmi. Partiamo da questa nuova avventura.

Partendo dal basket calabrese di tanti anni fa, nel 1989 a Palmi, passando per una carriera ricca, le finali scudetto e questa nuova avventura a Reggio Calabria.

Un percorso da professionista è iniziato qualche anno prima di Palmi. Già nel 1985-86 andai a Termoli: questa fu la mia prima esperienza fuori di casa anche perché avevo solo ventidue anni. Nel 1989 a Palmi mi riproietta in Calabria dopo quasi trent’anni con grande orgoglio e soddisfazione di poter restare negli annali della società in coda a tanti colleghi che hanno scritto la storia della società: mi viene da citare Vittorio Tracuzzi,Tonino Zorzi, Carlo Recalcati, Gianfranco Benvenuti che hanno fatto la storia anche della Pallacanestro italiana.

Che annata si aspetta da questa Viola?

C’è la consapevolezza da parte del Club, dal Presidente Monastero al Management, in seguito ai continui contatti telefonici (anche se con il Gm ci siamo anche visti di persona) c’è la consapevolezza che si arriva da due stagioni dove ci sono state grandi difficoltà. La salvezza all’ultima giornata due anni fa e la salvezza al primo turno di PlayOut nella passata stagione, ovviamente, ti danno delle indicazioni dove sei costretto ad aggiustare il tiro e cambiare il tuo percorso che è stato fino a quel momento. Di questo, c’è una grande maturità sia per quanto riguarda il Presidente, sia per quanto riguarda il General Manager che ci sono state delle responsabilità da parte loro per quello che è stato fatto in questi due anni: non è una maturità dettata dalla carta d’identità ma è una maturità di persone consapevoli di aver sbagliato qualcosa. Penso che questo sia un buon viatico per iniziare una nuova stagione: è ovvio che tutti quanti all’inizio partiamo con grandi aspettative di far bene come è giusto che sia in qualsiasi realtà lavorativa e sportiva. Io sarò uno strumento nelle loro mani ma è ovvio che ci sono tanti aspetti che contribuiscono al buon risultato della stagione: c’è il Club, il management,lo staff tecnico, i giocatori, la piazza, i giornalisti. Tante componenti che influiscono: ognuno dovrà avere il buon senso per dare il proprio contributo preposto alla sua funzione.

Coach, il suo matrimonio alla Viola è giunto attraverso una trattativa travagliata o è filato tutto liscio?

Ci sono state le classiche schermaglie di quella che può essere una trattativa ma c’era la volontà di venirsi incontro. Il Presidente Monastero ed il Gm Condello hanno sempre detto con grande trasparenza che hanno parlato con tanti allenatori: quello è quello che hanno detto alla mia procura ma allo stesso tempo hanno sempre detto di voler prendere me. In questo percorso  siamo giunti ad un punto d’incontro ma per quanto riguarda la complessità dell’accordo dovreste chiedere al management.

Se dico Viola Reggio Calabria cosa le viene in mente?

Mi vengono in mente, ovviamente, la mia annata di Palmi nel 1989-90: cercavo ogni volta che ne avevo la possibilità di montare in macchina per raggiungere Reggio Calabria al Botteghelle o allo Scatolone per assistere agli allenamenti della Viola di Tonino Zorzi. E’ stato sempre una chimera, un’icona per un giovane allenatore come me: assistere alle partite o a qualche allenamento è stato per me un avventura indimenticabile. La Viola è un’istituzione a Reggio Calabria : non devo essere io a spiegare cos’è la Viola ma sono sicuro che per il reggino esiste la famiglia, le amicizie e la Viola. La Viola è passione e lo hanno confermato i tifosi per quello che io ho avuto modo di leggere:i tifosi non hanno mai abbandonato la piazza e sono stati determinanti nelle partite finali nonostante il momento non roseo dal punto di vista dei risultati. In una stagione travagliata come quella appena trascorsa e soprattutto venendo dall’annata ancora prima, per certi versi ancora più travagliata  considerando che ha creato dei disavanzi finanziari notevoli che la società con grande saggezza ha sanato in questa stagione, in questa situazione qualsiasi tifosi si sarebbe sentito quasi con un senso di distacco. Invece, voi mi siete testimoni che alla partita di PlayOut contro Chieti c’erano quattromila persone a sostenere la squadra. Il tifoso reggino ha dimostrato di avere cuore e passione cosa che pochissime piazze possono vantarsi di avere.

Io aggiungerei che la salvezza è stata costruita proprio a Chieti grazie anche ai tifosi in trasferta sempre presente in ogni campo d’Italia. Ritornando al discorso Amarcord, colgo l’occasione per fare i complimenti a Tonino Zorzi che si è classificato al quarto posto con l’Italia Over 70 con quattro settantacinquenni in campo. Dunque, quella che lei seguiva al Botteghelle era la Viola di Dan Caldwell?

Si, proprio quella ma anche quelle successive quando io ero assistente a Roma negli anni del Messaggero (in quegli anni passarono dal club fior di miti come Michael Cooper, Danny Ferry, Brian Shaw, Dino Radja e Ricky Mahorn ndr). Sono state annate assolutamente indimenticabili com’è è indimenticabile quel canestro annullato alla Viola contro Treviso, un canestro buono ed assolutamente non da annullare. Fa parte dello sport, un po’ come accadde nella finale scudetto tra Livorno e Milano.

Gli obiettivi personali di Coach Calvani all’interno del progetto Viola?

Di essere una parte percentuale di quelle che sono le aspettative, i risultati di una stagione che ci permetta di avere stabilità. Il club mi ha manifestato la voglia di dare delle basi solide dal punto di vista societario e questo va di pari passo su quelle che saranno le aspettative per questa squadra. Sarà mia cura provare a trarre il meglio da quelli che saranno i componenti di questa squadra. Non parlo solo dei giocatori ma parlo di staff e di tutte le persone che gireranno attorno alla squadra. Il mio ruolo è un ruolo importante: non è il primo giorno che lo faccio. Credo che inizio il ventottesimo anno come professionista. E’ estremamente chiaro davanti a me quelle che saranno le mie responsabilità: voglio trasmettere positività. Allo stesso tempo voglio svolgere le mie funzioni per quello che mi è stato conferito dal Club.

Cosa ne pensa dei cinque atleti attualmente in forza alla Viola. Il nuovo acquisto Benvenuti ed i quattro confermati, Caroti, Taflaj,Baldassarre e Fabi?

Bisogna dare un plauso alla società che è riuscita a confermare quattro pedine della passata stagione e questo scheletro di quintetto con Caroti in regia, Fabi in ala e Baldassarre in ala forte. Caroti deve essere grato al Club per questa conferma: lui lo scorso anno è stato chiamato in un momento delicato ad assumere un ruolo che non era il suo ed ha risposto in maniera eccellente. Il Club ha riconosciuto il suo valore e sarà così il nuovo playmaker titolare della Viola per il prossimo anno. Questa ossatura dei tre, con Fabi da Capitano e Baldassarre è fondamentale come è fondamentale l’apporto in chiave “spogliatoio” dei due confermati in oggetto: i campionati si vincono nello spogliatoio. Le annate vanno bene o male in base allo spogliatoio: parlerò con Fabi e Baldassarre. Sono i più anziani e possono essere un elemento che da una linea guida importante all’interno dello spogliatoio. Taflaj arriva da una buona stagione: quando è stato chiamato ha risposto con l’atteggiamento giusto per essere confermato come un giocatore della Viola. Il Gm Condello è al lavoro per completare il pacchetto italiani. Una volta concluso il lavoro sugli italiani ci concentreremo sugli stranieri: abbiamo gi visionato vari identikit. Ho fatto diversi report al riguardo: è palese che saranno una guardia ed un ala forte. Se saranno una point o una combo-guard o un 2-3 o se saranno un ala forte o un centro vero dipenderà dalla scelta degli italiani.

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