Intervista esclusiva a Matteo Palermo: “Puntiamo a una salvezza tranquilla; a Legnano sono felice”

Intervista esclusiva a Matteo Palermo: “Puntiamo a una salvezza tranquilla; a Legnano sono felice”

Matteo Palermo,playmaker dei Legnano Knights,parla dell’inizio della stagione,del suo essere rimasto a Legnano e dei suoi giocatori preferiti

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Matteo Palermo,playmaker titolare dei Legnano Knights,25 anni da compiere il 22 ottobre,parla in esclusiva a Basketinside dell’inizio di stagione,del suo essere rimasto a Legnano,del suo rapporto con la città e dei suoi giocatori preferiti

Matteo,partiamo dall’ultima gara giocata dai Knights,in casa contro Ferentino. L’hai decisa tu,con la tripla del sorpasso a undici secondi dalla fine,e ai tifosi è tornata in mente la tua tripla all’ultimo respiro a Jesi,nel fondamentale scontro salvezza del finale della scorsa stagione. Quando hai l’ultimo tiro tra le mani Legnano tende a vincere le partite equilibrate…

“Sicuramente mi piace prendermi delle responsabilità. Contro Ferentino obiettivamente non ero mai riuscito a entrare in partita,sia a livello tecnico che emotivo,quindi appena c’è stata la possibilità di indirizzare la partita dalla nostra parte ne ho approfittato,e sono riuscito a sistemare anche la mia prestazione personale,che non era stata delle migliori. Avevo giocato tanti minuti e non avevo inciso,sentivo la necessità di essere più partecipe e attivo. In generale quando giochi gli ultimi minuti di una partita e sei parte attiva del gioco,ti prendi le tue responsabilità. Una volta puoi fare canestro,un’altra volta puoi sbagliare,il basket è così,ma tu comunque ci provi. Anche a Tortona avevo avuto due possessi nel finale e avevo provato con due tiri a pareggiare la partita.”

Anche la partita di Tortona si è decisa praticamente al fotofinish… Per Legnano sarà un campionato pieno di partite emozionanti decise all’ultimo possesso?

“Be, per il fegato e le coronarie di tutti non sarebbe una grande cosa! (ride). Ma se arrivassimo a giocarci tutte le gare nei finali significa che ce la vedremmo alla pari con tutte le avversarie e potremmo vincere tante partite,quindi non sarebbe una cosa negativa.”

Rispetto alla scorsa stagione il roster dei Knights è rimasto quasi invariato,con soli due nuovi arrivi,Mosley e Ihedioha. Sono comunque cambi molto importanti,perchè riguardano entrambi il quintetto titolare. Cos’è cambiato concretamente?

“La società ha voluto confermare quasi tutto il roster della scorsa stagione per dimostrare che le scelte tecniche erano corrette e che al netto di tutti gli infortuni del campionato scorso possiamo davvero disputare una bella stagione,come la stavamo già disputando un anno fa prima che la sfortuna entrasse in gioco. L’obiettivo di Legnano è di raggiungere una salvezza tranquilla,e avendo un blocco di giocatori che si conoscono già molto bene può essere più facile. Se poi riuscissimo a raggiungere la salvezza in anticipo potremmo toglierci qualche soddisfazione in più,ma prima di tutto pensiamo alla salvezza. Le aggiunte di Mosley e Ihedioha sono servite a puntellare quelli che erano i nostri punti un pò più deboli,come la fisicità sotto canestro. Non ci mancava l’atletismo,il saltare in sè,quello l’avevamo già. Ci mancava proprio la fisicità in fase difensiva. Mosley fa un grandissimo lavoro,non solo a livello di protezione del canestro,ma anche sui pick and roll,e lo stesso discorso vale per Ihedioha. Sono due giocatori davvero perfetti per questa squadra.”

E’ il tuo secondo anno a Legnano. Ti era già capitato di giocare per due stagioni consecutive nella stessa squadra?

“No,è la prima volta che mi capita di ricominciare una stagione nella stessa squadra dell’anno precedente. Sto vedendo davvero molti aspetti positivi nel non aver cambiato squadra ed essere rimasto nella stessa città. Personalmente sto trovando tantissime cose più semplici. Conoscere già fin dall’inizio della stagione la società,lo staff tecnico e il pubblico mi ha agevolato moltissimo. Mi è stato molto utile conoscere già anche altre cose apparentemente banali ma significative,come per esempio la strada per andare al palazzetto. Ti senti già a casa,sei più tranquillo,non devi vivere quel periodo di ambientamento tipico di quando cambi squadra e città. Quel periodo inevitabilmente influenza l’inizio della stagione,devi prendere confidenza con tutto e ambientarti,e se puoi evitare questa fase parti avvantaggiato.”

Quindi sei contento di essere rimasto?

“Assolutamente si! E per tanti motivi. I tifosi per esempio sono straordinari. In una stagione non esaltante come quella passata,in cui soprattutto in casa abbiamo vinto molto raramente,non ci sono mai state pressioni e tensioni,potevamo giocare sempre tranquillamente senza problemi. E sono contento di essere rimasto anche perchè in città mi trovo molto bene. Legnano è molto vivibile,ha tutto quello che serve e si trova in una bella zona. Inoltre è vicina a Milano,anche se comunque Milano per molti aspetti non mi interessa. Per esempio non sono affascinato dalla vita dei locali notturni. Convivo con la mia ragazza,conduco una vita serena e Legnano mi permette di farlo al meglio. E infine la società è veramente seria. E’ riuscita a creare una realtà bellissima in un contesto come quello di Legnano,che non è semplicissimo per il basket. I Knights devono fronteggiare la concorrenza di tante altre realtà sportive,dal calcio che è storico e consolidato in città,alla pallavolo. E ovviamente va considerato il fatto che la città si trova tra Milano,Varese e Cantù,tre realtà cestistiche immense,e quindi è difficile ritagliarsi un proprio spazio. Eppure la società c’è riuscita,portando 2000 persone al palazzetto per ogni partita e creando una squadra in cui tantissimi vorrebbero venire a giocare. Per tutte queste ragioni sono stato felice quando la società mi ha chiesto di rimanere.”

Cambiamo argomento: qual’è il giocatore che ti ha ispirato maggiormente quando hai iniziato a giocare a basket? E da playmaker quale sei,ti senti di più un Nash o un Westbrook?

“Sono sempre stato un grandissimo fan di Kobe Bryant,ma anche di Spanoulis o Diamantidis. In generale di giocatori che ho “vissuto”,che ho potuto vedere giocare “in diretta”. Per quanto riguarda Nash e Westbrook… bè,sono due alieni! Se devo scegliere dico Nash perchè le mie caratteristiche fisiche sono più simili a quelle del canadese. Westbrook è un mostro,schiaccia,si mangia il ferro! Io sono più ragionatore,le schiacciate al massimo le faccio nel riscaldamento…salto un pochino ma niente di che!”

Matteo ride e l’intervista si chiude,con il proposito di incontrarci di nuovo molto presto per parlare ancora di basket in un’atmosfera rilassata e piacevole.

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