La mission di Andrea ‘Pedro’ Pedroni in dodici risposte

La mission di Andrea ‘Pedro’ Pedroni in dodici risposte

Andrea ‘Pedro’ Pedroni parla con entusiasmo del progetto Assigeco che promuove il mondo giovanile e del MiniBasket del bacino lodigiano-piacentino

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Figura di prima grandezza del panorama cestistico lombardo e non solo, coach Andrea Pedroni, per tutti Pedro, è il nuovo responsabile e fermo punto di riferimento per il mondo del minibasket e delle giovanili della neonata Società U.C.C. Assigeco Piacenza. Conosciuto, apprezzato e ricordato da generazioni di ragazzi cresciuti con la palla a spicchi tra le mani, vive esperienze di primo piano anche su panche di Serie Nazionali. Proviamo a stilare una veloce genesi delle tappe più significative.

  • Ho iniziato ad allenare giovanissimo a Bresso (vicino a Milano dove sono cresciuto) nel 1982 fino al 1989. Poi, per tre anni sono stato alla Polisportiva Tumminelli Romana Milano, ai tempi una delle migliori società della Lombardia per il settore giovanile. Nel 1992 ho fatto il grande salto passando ad Arese, che aveva la prima squadra in serie A2 e negli otto anni in cui sono stato lì ho fatto di tutto (responsabile scuole, Minibasket e settore giovanile/istruttore MB ed allenatore settore giovanile/due finali nazionali giovanili/assistente in A2/allenatore C2). Quindi nel 2000 sono arrivato all’Assigeco Casalp.go ed anche qui negli 8 anni in cui sono rimasto, ho svolto gli stessi ruoli con 3 finali nazionali giovanili, l’assistentato in B2 ed in B1 ed ho avuto la fortuna di allenare giocatori che da lì a poco avrebbero calcato parquet prestigiosi. Dal 2005 al 2007 ho anche allenato a Piadena in C1 con tanti giovani dell’Assigeco. Dal 2008 al 2010 ho allenato in C1 a Crema, a Monza e nelle giovanili di Bernareggio. Dal 2010 al 2013 ho allenato in C1 a Piadena, dove ho anche svolto la funzione di Responsabile Settore Giovanile. Dal 2012 al 2016 responsabile settore scolastico e Minibasket al Piacenza Basket Club, nella stagione 2013/14 ho allenato in C1 a Domodossola ed infine dal 2014 al 2016 responsabile settore giovanile alla Pallacanestro Crema.

Arrivato a Piacenza, trovi terreno fertile e accetti di lavorare anche per il nuovo progetto. Minibasket e giovanili. Bambini, ragazzi, tecnici; sono numeri grossi. Puoi darci un’idea del movimento?

  • Si tratta di un grandissimo movimento. Si parla di circa 600 tesserati dal Minibasket fino agli Under 20. Ci saranno una dozzina di istruttori che seguiranno i diversi e numerosi gruppi Minibasket. Per quanto riguarda il settore giovanile avremo più di 20 fra allenatori ed assistenti impegnati insieme ad un preparatore atletico a seguire tutti i gruppi.

Di rilievo è anche il lavoro nelle scuole. Continueremo ad essere anche lì?

  • Certamente, dato che ritengo i progetti scolastici così come l’apertura di nuovi centri Minibasket, sia nel territorio lodigiano che piacentino, situazioni prioritarie per la nostra società. I progetti scuola gioco-sport Minibasket a Casalp.go, Codogno, Piacenza e provincia, coinvolgeranno circa 3000 alunni ed alunne della scuola primaria e saranno svolti da una decina di istruttori ed istruttrici.

Ricopri un ruolo importante. La Società ti conosce e ti approva; i ragazzi avranno per te la rispettosa stima che meriti. Tu, dall’alto della tua esperienza, come interpreti il tuo ruolo?

  • Sono molto gratificato e stimolato da questo mio ruolo e ringrazio la Società per aver pensato alla mia persona, per una figura così importante. Credo che la stagione che andremo ad affrontare sarà importante e fondamentale dato che sarà la prima in cui vengono unite le forze tra due grandi realtà del nostro territorio. Dal mio punto di vista cercherò di affrontare il mio ruolo con l’equilibrio e la serenità che l’avvicinarsi agli anni 50 mi porta e mi dà.

C’è un valore aggiunto, che Andrea Pedroni ritiene di poter gestire e seminare?

  • Credo di poter portare la mia esperienza accumulata negli anni di settore giovanile e la conoscenza delle due realtà piacentina e lodigiana per le quali ho già avuto la fortuna di poter lavorare. A tutto ciò aggiungerei certamente la voglia di fare qualcosa di importante a livello giovanile e di “costruire” giocatori pronti per giocare in serie A2 e, perché no, anche più in alto; di crescere delle persone che possano poi affrontare con forza la vita.

E alla fine si raccoglie…

  • La mia esperienza dice che alla fine si raccolgono risultati e per risultati non intendo prettamente le vittorie di campionati, ma in particolar modo, come già detto sopra, intendo soprattutto il fatto di vedere giocatori che hai allenato diventare uomini oltre che spesso anche giocatori professionisti. L’obiettivo è cercare di portare ogni ragazzo al proprio massimo livello senza dimenticare chi diventa un semi-professionista, ma nemmeno tanti ragazzi che pur non riuscendo a raggiungere certi livelli, diventano delle “belle” persone, magari affermati in altri campi lavorativi, ma non si dimenticano di te e di tutto quello che sei riuscito ad insegnargli dentro e fuori dal campo.

Ad un genitore, cosa diresti per introdurlo alla bontà del programma che proponi?

  • Direi che siamo una società seria con istruttori ed allenatori preparati non solo dal punto di vista tecnico, ma anche umano. Direi che vengono in un ambiente sano ed in una società che ha sempre fermamente creduto nel settore giovanile ed che ha investito nella crescita umana e sportiva dei ragazzi. Infine direi che se pensano di avere un figlio “campione” di non portarlo da noi.

Il progetto, le previsioni e le aspettative del nuovo corso, dove portano?

  • Il progetto è a lunga durata e non immediato dato che la fusione di due realtà così importanti anche a livello di numeri non sarà semplice. Le previsioni sono quelle di unire le forze per alzare il livello delle nostre squadre giovanili e di alzare l’intensità dei nostri allenamenti. Le aspettative sono quelle di allargare anche la base delle nostre attività, comunque permettendo e garantendo a tutti i nostri tesserati di poter giocare e competere al livello più adeguato a loro.

Il Campus di Codogno, le giovanili di Piacenza. Si uniscono forze e risorse, a formare un grande bacino, a creare grandi possibilità. Seguiremo squadre in campionati di più categorie, fino all’Eccellenza?

  • Stiamo lavorando duramente ogni giorno, tutto il giorno, per allestire nel più breve tempo possibile tutte le squadre che faranno parte del nostro progetto. L’idea è quella di formare dei gruppi insieme:Under 20 eccellenza/Under 18 elite/Under 16 eccellenza/Under 15 eccellenza. Poi ci saranno i gruppi regionali/provinciali che proseguiranno le proprie attività nei territori di riferimento come Under 14, Under 13 e tutto il Minibasket. Inoltre, come specificato sopra, si formeranno anche dei gruppi regionali U20, U18, U16 e U15 per dare la possibilità a tutti i nostri tesserati di svolgere attività sportiva.

A livello di risultati sportivi, cosa ti aspetti?

  • Come già detto a livello di risultati sportivi non ci sono particolari richieste da parte della società in questo primo anno di esperienza insieme. Sicuramente vogliamo allestire gruppi nelle fasce grandi competitivi ed iniziare a svolgere un lavoro comune dal punto di vista tecnico anche nelle fasce piccole. L’obiettivo è sicuramente di ben figurare in ogni competizione senza mai tralasciare l’importanza primaria che abbiamo di allargare la nostra base e di “costruire” giocatori.

E a livello personale, quanto e cosa credi potrà aggiungere al tuo bagaglio di vasta esperienza, questo nuovo segmento di vita sportiva?

  • Sono molto carico per questa nuova avventura in cui mi sono lanciato completamente da qualche giorno, con la testa e con l’anima. Sono certo che questa nuova esperienza, non solo sportiva, ma anche manageriale non potrà fare altro che arricchirmi dal punto di vista lavorativo e personale.  

Infine un accenno alla prima squadra. Tutte le novità, i cambiamenti, il PalaBanca, i nuovi tifosi. Come vedi l’approccio della nuova realtà al prossimo campionato?

  • Questo è un altro dei punti fondamentali della prossima stagione che andremo ad affrontare. Riportare la serie A2 a Piacenza, credo che sia un aspetto molto importante. Sicuramente avremo bisogno di tutti i tifosi e simpatizzanti di Casalp.go e Codogno, così come di tutti gli appassionati di basket piacentini. Il PalaBanca dovrà essere riempito da tutti i bambini del Minibasket, da tutte le giovanili e dai propri genitori. L’invito a fare il tifo per noi, chiaramente è rivolto anche a tutte le altre realtà piacentine, che negli anni ho avuto la fortuna ed il piacere di conoscere. Si prospetta una squadra giovane ed interessate, che vorrà ben figurare, facendo divertire in un campionato di alto livello come la serie A2. Potrebbe essere davvero una bella occasione per tutti per sostenere e veder crescere una nuova realtà cestistica come quella di Piacenza, cercando negli anni di raggiungere il sogno della massima serie cestistica, cosa mai accaduta nella realtà piacentina del basket. 

 

Grazie Andrea e un grosso in bocca al lupo per il tuo importante ed impegnativo incarico.

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