La Tezenis Verona al raduno: la squadra è fatta, manca un tassello

La Tezenis Verona al raduno: la squadra è fatta, manca un tassello

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Manca solo un tassello, in posizione di guardia. C’è chi parla di nomi altisonanti come Gianluca Basile o Marco Carraretto (il presidente Gianluigi Pedrollo ha contattato entrambi), chi come il confermato coach Alessandro Ramagli frena spiegando che “chi arriverà sarà un giocatore funzionale alla squadra, che aiuterà a completare un gruppo già composto per nove decimi. Non aspettatevi profili di giocatori “da nba””. Nba magari no, ma un giocatore “pesante” come esperienza e talento i tifosi se lo aspettano.

Americani. Il condottiero designato sarà Jerry Smith, reduce da una stagione a Cantù da poco più di 5 punti di media. Tacciato da molti come grande delusione, ha fame di rivincita. Proviene da una scuola di basket di grande reputazione come Louisville, non è un gran tiratore, ma ha forza fisica, capacità penetrativa ed esplosività. Sarà affiancato da Ronell Taylor, 31enne ala di 1.98 reduce dalla finale del campionato belga a Mons. Gran fisico, ha esperienza del basket europeo, sa segnare in molti modi diversi ed è molto efficace sui due lati del campo. Vivrà a pochi chilometri dal gemello Donell, che ha firmato a Venezia e l’anno scorso era stato protagonista a Reggio Emilia.

Lunghi. Il terzetto dei lunghi sarà per Ramagli decisivo: Luca Gandini, reduce dalla miglior stagione in carriera a Trieste, garantirà impegno, difesa e rimbalzi, contribuendo a non far rimpiangere la partenza di Shane Lawal, vero padrone dell’area lo scorso anno a quasi 14 rimbalzi di media. Lo affiancherà Matteo Da Ros, che si appresta a disputare la stagione della definitiva maturazione. Con la riconferma dopo un’annata scorsa positiva, le responsabilità del quasi 24enne aumenteranno in maniera evidente. Vedremo come le gestirà. A fare la parte dell’esperto leader di reparto, ci sarà Craig Callahan: il 32enne “passaportato” è reduce da un’ottima stagione a Barcellona Pozzo di Gotto, ha fisicità e doppia dimensione. Sarà lui il titolare fisso di una batteria di lunghi versatili, che in attacco sanno giocare lontano da canestro e in questo modo possono aprire l’area per le penetrazioni degli americani.

Panchina. Sarà Giorgio Boscagin a guidare la panchina, portando la sua versatilità e il suo carattere a servizio della squadra. Ad arricchire l’apporto della second unit ci penserà Davide Reati, specialista del tiro con esperienza di serie A a Varese, che in pratica sostituisce Massimo Chessa. Terrificante tiratore anche Alessandro Grande, piccolo ma fisico, dalla stella Azzurra, uno dei più interessanti classe 1994 d’Italia. Sarà lui per ora a dare il cambio a Smith, in attesa dell’ultimo acquisto. Da Avellino proviene invece il lungo Lucio Salafia, già nel radar della under 20: 210 centimetri, discreto fisico ma ancora tutto da maturare. Sarà il quarto lungo di una rotazione che prevederà però l’utilizzo di vari quintetti piccoli (con un largo utilizzo di Boscagin da 4). Per Salafia sarà comunque un anno importante di crescita.

Doppio ruolo. Chiave della stagione della squara di Ramagli sarà la disponibilità dei giocatori di essere impiegati in più ruoli. Un modo per responsabilizzare tutti e, perché no, accorciare le rotazioni alla bisogna. Gran parte del roster finora è infatti almeno bi-dimensionale, sia in difesa che, soprattutto, in attacco: Smith (1-2), Taylor (2-3), Boscagin (2-3-4), Reati (2-3), Callahan (3-4), Gandini (4-5), Da Ros (4-5). Un modo per non dare punti di riferimento. C’è da dire che a Ramagli la squadra piace: “Gran parte del nostro gioco dipenderà dalla capacità dei tre lunghi di combinarsi insieme, che avranno gli stessi compiti offensivi e difensivi e senza un vero centro di stazza che dia un punto di riferimento preciso alle difese”. Gli americani sono da scoprire ma il coach è sicuro: “Taylor ha grande esperienza e arrivando alla finale del campionato belga ha dimostrato che sa come si vince. Smith ha avuto una stagione sfortunata ma le sue qualità sono evidenti. Entrambi sono giocatori che amano l’uno contro uno, ma inseriti nel giusto contesto saranno in grado di garantire un ottimo apporto”.

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