Legadue, Quarti di Finale PlayOff – Pistoia e Scafati, una serie attesa da 12 mesi

Legadue, Quarti di Finale PlayOff – Pistoia e Scafati, una serie attesa da 12 mesi

QUI PISTOIA (a cura di Gianmarco Capecchi)

La GTG approda ai playoff dopo una stagione ad altissimo livello. La gioia di aver guidato la classifica per gran parte dell’anno può dirsi però parziale. Pistoia seppur migliorando, contro ogni pronostico, la grande stagione dello scorso anno è mancata nei momenti topici della stagione. La finale di Coppa persa con Trento e lo scontro diretto per il primo posto (unica sconfitta casalinga della regular season) contro Barcellona, hanno privato di un meritato riconoscimento il progetto della società e di coach Moretti. Nulla vieta però di continuare a sognare. In palio rimane il traguardo più ambito: la promozione nella massima serie.

Gli ultimi intoppi di campionato (3V 2P), dopo la striscia positiva di sette vittorie nel girone di ritorno, posso essere lette come un comprensibile calo fisico dovuto ai ritmi stagionali. I senatori biancorossi hanno viaggiato sotto i loro standard, Moretti ha aumentato le rotazioni per permettergli di tirare il fiato. Le uniche note positive sono arrivate da Cortese e dall’ultimo arrivato Fajardo. Una flessione di rendimento era preventivabile, i toscani ora sperano di poter ritrovare i loro realizzatori (Hicks e Galanda su tutti) al meglio della condizione per l’inizio dei playoff. La beffa dell’occasione persa nell’ultima giornata, con la sconfitta a Veroli ed il primo posto che restava in mano alla Sigma, ha portato però con se una “rogna” di nome Givova. I campani acciuffando i playoff all’ultimo, turno avevano addirittura fatto un piacere (non sfruttato) a Pistoia. Ora la GTG si ritrova ad affrontare la grande delusa del campionato, che dovrà riscattare la stagione proprio in questi playoff.
La mancanza di continuità di risultati (14V 14P) ed i molti avvicendamenti in panchina, hanno penalizzato la regular di Scafati. I precedenti contro Pistoia sono tutti a favore dei toscani sia in campionato che in Coppa. Proprio dopo la sconfitta al PalaMangano contro la GTG, coach Cavina è stato assunto alla guida della Givova. Guardando le ultime giornate possiamo dire che il cambio di allenatore non abbia creato l’inversione di tendenza sperata (4P, 3V). La squadra è comunque riuscita a dare quel colpo di reni che le ha permesso di approdare alle fasi finali.

La GTG affronta quindi un team pericoloso ma che conosce bene. A differenza dello scorso anno, Moretti arriva ai playoff con una squadra leggermente più lunga. Se i senatori riusciranno a tenere il ritmo serrato delle partite il potenziale di Pistoia cresce notevolmente. Riuscire a dare continuità senza accusare troppo le fatiche della serie, sarebbe un vantaggio decisivo rispetto ad un team che viaggia a fasi alterne. L’arrivo di Fajardo e la crescita di Borra possono dare respiro ai lunghi titolari. Sopratutto contro Scafati, quello che succederà nell’area pitturata sarà importante. I biancorossi hanno costruito i loro successi contro Scafati proprio in quella parte del campo. L’altro pensiero di Moretti sarà arginare Mays.

Il coach ha ben tre opzioni: Meini, tenuto a minutaggio ridotto in queste ultime gare, garantisce esperienza. Saccaggi offre una maggior copertura in difesa. Rullo riadattato al ruolo di play ma con un potenziale offensivo da guardia. Bei duelli anche sugli esterni, Ghiacci e Baldassarre dovranno vedersela con Hicks e Graves sicuramente più incisivi in attacco. In un bilancio generale la truppa biancorossa sembra più compatta e meglio assortita, ma come già detto i ragazzi di Cavina hanno le potenzialità e la giusta pressione per tentare il colpaccio.

Fondamentali le prime due gare al Pala Carrara. Sfruttando il calore del suo pubblico Pistoia deve cercare di chiarire subito le cose. Un eventuale passo falso darebbe morale e la possibilità a Scafati di spostare i giochi sul sempre difficile parquet del PalaMangano.

QUI SCAFATI (a cura di Giuseppe Giordano)

La Givova Scafati arriva ai playoff al fotofinish, all’overtime dell’ultima giornata di regular season imponendosi sulla capolista Barcellona con il punteggio di 100-92 e si posiziona settima, in virtù della migliore classifica dopo l’arrivo a pari punti (28) assieme a Trento, ottava, e Bologna, fuori dai playoff a causa della sconfitta interna con Ferentino.

La squadra del patron Longobardi ha vissuto una stagione tormentata, che stava per portare alla prima esclusione dalla post season da quando Scafati partecipa al campionato di LegaDue, visti anche i 3 cambi di allenatore. La stagione era iniziata con Gennaro Di Carlo come head coach e con Bulleri capitano: il play ex Treviso dopo la prima partita ufficiale in coppa con Napoli è andato via per motivi familiari e Di Carlo, che non era riuscito a creare il giusto feeling con la squadra, è stato silurato alla prima sconfitta interna. Panchina affidata a Bartocci che dopo la sconfitta all’esordio ha inanellato una serie di 7 vittorie in 8 partite che hanno portato i campani al primo posto in classifica, pur senza poter fare affidamento su Antonio Porta, infortunatosi ad un ginocchio proprio nell’ultima gara della gestione Di Carlo. L’italo-argentino, preso per sostituire Bulleri, non è poi riuscito a ritagliarsi un posto di rilievo nelle rotazioni finendo per essere tagliato. Dopo la vittoria sul campo di Veroli, Scafati sembrava essersi assicurata l’accesso nelle prime 8, ma la sconfitta in semifinale di Coppa Italia e in campionato sempre con Pistoia hanno destabilizzato l’ambiente. La società ha dunque cambiato un altro allenatore, affidando la panchina a Demis Cavina: il record dell’ultima gestione è di 3-4, ma con 2 vittorie consecutive che hanno garantito l’accesso ai playoff e soprattutto tranquillizzato un ambiente ormai avverso e concentrato soprattutto a contestare la squadra.

Scafati entra dunque tra le prime 8 della Lega in punta di piedi, ma con la consapevolezza di poter essere la vera mina vagante di questa post season e con la convinzione di potersi giocare le proprie chances per la promozione. A volte il destino ci mette del suo, infatti grazie ad una serie di rocambolesche combinazioni Scafati si è classificata settima incrociando al primo turno dei playoff la rivale degli ultimi anni, vale a dire la Giorgio Tesi Group Pistoia. Lo scorso anno queste due squadre hanno dato vita ad una fantastica serie di semifinale playoff che si è conclusa soltanto a gara 5 con il trionfo, tra le mura amiche, dei toscani. Ritornando proprio a quella magnifica serie, Scafati espugnò il PalaCarrara proprio in gara 1 con il punteggio di 84-85 grazie ad un James Thomas stratosferico da 24+24; Pistoia pareggiava la serie in gara 2 con un ottima prova difensiva che limitò i gialloblè a soli 58 punti; con la serie che si spostava a Scafati, i campani avevano 2 match-point per andare sul 3-1, ma gara 3 andò ai biancorossi con il punteggio di 87-90 (30 di Casini per Scafati, 50 punti per la coppia Hardy-Jones per Pistoia). Gara 4 fu vinta dalla squadra del patron Longobardi con il punteggio di 92-83 con un Radulovic immarcabile (22 punti in 25 minuti). Nell’epilogo finale di gara 5 al PalaCarrara (con 200 tifosi scafatesi al seguito) non ci fu partita con Pistoia che dominò dall’inizio alla fine e chiuse col punteggio di 83-74.

Quest’anno il bilancio dei precedenti è tutto a favore dei toscani (3-0), dato che si sono impostati sia all’andata che al ritorno in regular season, oltre che in semifinale di Coppa di Lega.

La squadra – Quello che dall’altro lato dell’oceano viene chiamato uomo franchigia, ovvero il giocatore con il quale si identifica la squadra è sicuramente Keddric Mays: il folletto USA ha disputato una stagione fenomenale, nonostante alcuni scettici credessero fosse lui il problema della squadra, fornendo numeri davvero impressionanti. La guardia scafatese ha chiuso la regular season con 18,6 punti di media (sesto realizzatore della Lega), settimo nel tiro da 3 punti con il 42,3% e undicesimo nel tiro da 2 con il 58%, in più alle doti balistiche ha saputo abbinare anche 3 assist e 2,4 recuperi di media. Ci sarà da leccarsi i baffi durante il duello con Anthony Graves.

Croce e delizia di questa squadra invece è Ron Slay. Giocatore altalenante, fotocopia di quella che è stata la stagione gialloblè. Tecnicamente ed offensivamente immarcabile in questa Lega come testimoniano i 16,9 punti di media (sedicesimo nella classifica generale) con il 55% da 2 punti e con l’89% ai liberi. E’ riuscito ad incidere anche a rimbalzo, nonostante soffra i pivot vecchio stile, catturandone 8,5 di media. Vero e proprio neo sono le palle perse (3,3) e le amnesie difensive.
Per quanto riguarda gli italiani, giocatori come il capitano Andrea Ghiacci e Patrick Baldassarre, fanno invidia anche al piano di sopra, ed è proprio da questi due elementi che ci si aspetta un ulteriore impatto per poter cercare di superare il primo turno di questi playoff. Ice, dopo la pace con i tifosi, sembra un altro giocatore, più libero mentalmente, in grado di poter fare la differenza e di migliorare i 10,5 punti con il 52% da 2 e conditi da 4,3 rimbalzi in questa regular season. Il bolognese avrà anche l’arduo compito di contenere un realizzatore e un tiratore puro come Michael Hicks (capocannoniere in serie A con la canotta di Pesaro). Baldassarre(9,5 punti e 6,1 rimbalzi di media in regular season), tornato a Scafati acclamato dalla folla, ha disputato una stagione sotto le aspettative, ma da vero guerriero sta emergendo alla distanza, pronto a disputare dei playoff da protagonista.

Osservato speciale sarà sicuramente il grande ex della serie, Jonathan Tavernari. Nonostante le difficoltà avute dall’italo-brasiliano ad incidere in questo campionato rispetto a quanto fatto con la maglia biancorossa, l’ala scafatese si è comunque contraddistinta come quarto tiratore da 3 del campionato con il 45,4%. Torna al PalaCarrara dopo il gigantesco flop della gara d’andata (2 punti con 0/7 da 3), a Scafati sono pronti a scommettere che Tav potrebbe essere fondamentale per le sorti dei campani.

Gli altri protagonisti della semifinale saranno lo scugnizzo napoletano Gennaro Sorrentino, 5,8 punti di media in 22,8 minuti sul parquet; l’italo-albanese Franko Bushati, giocatore d’energia che uscendo dalla panchina cerca spesso di dare lo sprint al match, 6,4 punti di media per lui; e Davide Rosignoli, unico vero cambio di ruolo dei lunghi che però sta trovando poco spazio nelle rotazioni di Cavina, 2,8 punti di media in 9,3 minuti. Dopo un buon minutaggio nella gestione Bartocci sembra relegato invece ai margini delle rotazioni Luca Izzo, talento classe ’95 prodotto del vivaio scafatese, che nella gestione Cavina ha trovato spazio solo nel garbage time con Ferentino.

 

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