Legadue, Quarti di Finale PlayOff – Verona per sorprendere, Casale per ritrovAre il sogno perduto

Legadue, Quarti di Finale PlayOff – Verona per sorprendere, Casale per ritrovAre il sogno perduto

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Dopo aver conquistato il sesto posto in regular season, Verona affronta i Playoff contro Casale ad organico completo. Una novità assoluta e ben gradita nella stagione della squadra di Ramagli. Un motivo in più di ottimismo per superare gli ostacoli della Post Season, che presenta gare intense e ogni due o tre giorni. Il campionato della Tezenis ha ben fotografato i punti di forza e i punti deboli di una squadra che ha svoltato ad inizio marzo, dopo la sconfitta a Capo d’Orlando. Dalla bella affermazione dell’8 marzo in casa contro Brescia, il bilancio ha parlato di sei vittorie in sette partite, coronate dalla miglior prestazione stagionale proprio contro Casale del 21 aprile scorso.

PUNTI DI FORZA.

Rimbalzi e difesa. Shane Lawal (premiato con lo Scaligero d’oro come mvp della squadra) ha conquistato 13.8 rimbalzi di media in campionato (primo assoluto), ma nelle due sfide contro Casale (vinte entrambe a rimbalzo dai gialloblu) è salito a 17, aggiungendo anche una dimensione di attaccante che per tutto l’arco dell’annata si è rivelata mediocre. Per lui 31 punti totali (15.5) con un ottimo 14/20 al tiro (70%). E’ chiaro che il piano partita di Ramagli sia stato e sarà quello di sfruttare le lacune sotto canestro della Novipiù, meno fisica ed atletica rispetto alla Tezenis. Come pure non forzare troppi tiri da tre (5/28 nei due confronti), bilanciandoli comunque con le percentuali da sotto ed evitando di esporsi all’efficace difesa perimetrale degli avversari. Verona tra l’altro è l’unica squadra ad aver concesso meno di 2000 punti totali nelle 28 partite di campionato (1924, media di 68.7).  

Charlie Westbrook. Il rookie da South Dakota era partito male, vittima di un infortunio che gli ha negato la preparazione estiva. Poi si è calato bene nella realtà della Legadue, pur se ancora molto poco tutelato da un arbitraggio che gli nega spesso dei fischi durante le sue funamboliche entrate. I consigli di Ramagli ed una crescente fiducia in sé stesso lo hanno reso decisivo nella seconda parte di stagione. Per lui 17.1 punti di media in totale, solo una volta in singola cifra (a novembre in casa contro Bologna), sette volte a quota 20 e oltre nelle ultime 11 gare, in cui ha tenuto una media di 20.9 punti. Anche la sua difesa in alternanza su Ware e Green sarà decisiva.    

Alessandro Ramagli. Il coach ha saputo gestire al meglio i momenti di crisi della stagione, costellata da infortuni, difficoltà tattiche o entrambi i casi in contemporanea (vedi il caso Ghersetti). Il taglio del lungo italo-argentino ha favorito la continuità di Da Ros, l’aggiunta di veterani come Lauwers e Lamma ha ricompattato il gruppo guidato dall’ex allenatore di Biella. Che ha costruito prima di tutto un’identità difensiva attorno a Lawal, aggrappandosi alla difesa quando purtroppo l’attacco più volte non ha funzionato a pieno regime. Ha inoltre recuperato mentalmente Mickey McConnell (a lungo sull’orlo del taglio) e guidato Westbrook attraverso le insidie del campionato italiano, eleggendo Boscagin guida morale della squadra.

PUNTI DEBOLI.

Attacco. Pur con potenziale, l’attacco della Tezenis non sempre è stato brillante. Terz’ultima come media punti (73), terz’ultima per efficienza offensiva, penultima nella percentuale al tiro da tre (30,3%), undicesima nei tiri da due (50%), ultima nei tiri liberi (66,9%), penultima negli assist (9.3 a gara). Chiaro che si capisce bene quale sia la filosofia della squadra e dove stia il segreto del sesto posto nonostante queste statistiche offensive poco soddisfacenti. Eppure il potenziale non manca, da Chessa a McConnell, da Lauwers a Westbrook, dallo spesso infortunato Ganeto a Da Ros. Attaccanti che potrebbero cavalcare l’onda giusta da un momento all’altro e produrre la sorpresa. Vedi trasferta a Scafati.

Esperienza. Fattore che è stato limitato dal mercato di riparazione, con gli ingaggi di un paio di “veteranissimi” (Lamma e Lauwers). Ma 4/5 del quintetto base ha una carta d’identità fresca, con l’eccezione del capitano Boscagin. McConnell, Westbrook, Da Ros, lo stesso Lawal sono spesso vittime di sbalzi di rendimento improvvisi, anche nella stessa partita e al di là delle cifre finali. Come pure Chessa dalla panchina. Un difetto strutturale messo in conto dalla società, pur se, come aveva promesso Ramagli ad inizio stagione, il gruppo è cresciuto e migliorato durante il campionato, nonostante i numerosi problemi fisici. E da questo punto di vista si spera nel pieno recupero della fisicità e dell’atipicità di Ganeto. 

 

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