L’esclusione di Napoli, Balbi ribatte: “La società è a posto, pronti a sostenere le nostre ragioni”

L’esclusione di Napoli, Balbi ribatte: “La società è a posto, pronti a sostenere le nostre ragioni”

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A tu per tu con i media, per dare fiducia alla piazza (o forse a quel che ne resta), spiegare, indicare i prossimi passi. Maurizio Balbi rompe gli indugi dopo tanti, anzi troppi mesi a livello ufficiale, proprio mentre monta l’ennesima emergenza “a spicchi”. Con una Napoli dei canestri ancora scottata dal verdetto del Consiglio Federale di venerdì scorso – che ha escluso l’Azzurro dall’A2 -, l’ormai ex n.1 capisce  che se la riammissione si conquista con documenti in ordine e conti a posto, è vero anche che c’è un’immagine da difendere, e che una parte della partita è fatta anche di quella reputazione già barcollata in passato. Ecco quindi il senso della conferenza stampa di questo pomeriggio, nel cuore di Fuorigrotta, a poche centinaia di metri dal Palas: convocata nella serata di ieri in tutta fretta, ma fondamentale per mettere i puntini giusti sulle troppe i lasciate in sospeso.

Il ricorso ai responsi dei controlli Com.Te.C è stato annunciato di slancio, inoltrando tutto il necessario al primo dei due gradi di giudizio della Fip, il Tribunale Federale. Per un primo feedback non ci vorrà molto, al massimo venerdì. In caso di ulteriore bocciatura, ci si rivolgerà con ogni probabilità alla Corte Federale, che comunque si esprimerà entro il prossimo 30 luglio, e quindi in tempo per i termini per l’iscrizione alla B, ma la sostanza per media e tifosi è quella di un ennesimo schiaffo, un ennesimo e triste colpo di scena, che inietta un’altra bella dose di rassegnazione e scoramento.

Rassegnazione sì, perché il capoluogo partenopeo si conferma specchio di un movimento che in tanti punti dello stivale mostra crepe, ma mai come in questo caso, sempre più avvilente, grottesco e paradossale. Ma c’è anche scoramento, nel vedere inutile un lavoro che puntava ad appianare tutto, debiti ereditati e accumulati, con una nuova compagine pronta a controllare il 75% della società, un impegno di circa 280.000 euro per depennare i creditori, ricevere le liberatorie dei giocatori necessarie all’iscrizione, e creare le condizioni di una vera ripartenza, agevolata dal ritorno di Pierfrancesco Betti da GM con Max Oldoini in panchina. Ma adesso? C’è chi pensa che la soluzione “B”di nome e di fatto sia ormai già in cima alla lista, con il girone C che aspetta l’Azzurro, e tutte le scadenze del caso da onorare – entro il 30 luglio i 1.400 euro della prima rata servizi, poi altri 20mila di fideiussione entro le 12 del 3 settembre -, ma Balbi non sente ragioni, parlando a tutto campo.

“Ho visto ovunque sul web e sulla stampa la mia faccia: fatti alla mano, documenti alla mano, la sostanza è esattamente il contrario delle responsabilità che erroneamente la stampa mi ha attribuito, e non posso permettere che si possa distorcere quanto realmente avvenuto, non soltanto in questi giorni, ma nell’ultimo anno, su cui voglio chiarire punto per punto. Innanzitutto Napoli non è né fallita, né stata radiata, e non accetto che venga accostato a situazioni come la Forlì o la Veroli dello scorso anno. Abbiamo risolto tutte le problematiche su lodi e BAT, risolvendo tutte le situazioni pendenti verso giocatori e allenatori: a questo proposito ringrazio Marco Allegretti, Matteo Malaventura, Gabriele Ganeto e Nunzio Sabbatino che hanno accettato una dilazione nei pagamenti. Nessuno ha né attivato azioni nei confronti della società, né eseguito lodi, e sui loro conti correnti è arrivato ciò che gli spettava. E’ il frutto della loro disponibilità, encomiabile nel corso del campionato, comunque ad oggi non esiste nessun contenzioso nei confronti di nessun giocatore, ripartiamo con una situazione a debiti zero”.

“Da un anno ingoio bocconi amari. Non ho sbagliato meno degli altri, ma al termine dello scorso campionato, non potevo non fare un passo indietro. Fabio (Muro, ndr) si è fatto carico di tutto, con una situazione forse più grande di lui. Ha capito però cosa ho affrontato nel primo anno, fidandosi forse troppo delle promesse ricevute. Nell’ultima stagione è’ stato appesantito il bilancio, per una cattiva gestione, ma ho sempre proposito e suggerito, pur restando nell’ombra. Il 30 novembre 2014 ho rassegnato le mie dimissioni dal CdA, ma non le ho diffuse pubblicamente, evitando ulteriori malumori che avrebbero allontanato quelle persone che avevano sposato il progetto in virtù di un mio personale coinvolgimento. C’è poi qualcuno che ha fatto altri passi indietro, io ci ho messo sempre la faccia, e ho riscontrato la necessità della mia presenza. Prima della trasferta di Ferentino gli americani non volevano giocare, io ho fatto sì che loro ci fossero; prima della gara con Agrigento mi sono recato personalmente a casa di Malaventura, e ho contattato tutti i giocatori: nessuno si presentò della proprietà, io invece c’ero, anche per farmi carico delle responsabilità relative all’utilizzo dell’impianto. Infine avevo trovato un accordo a titolo personale con chi ha eseguito i lodi, Diviach compreso, ci avrebbe liberato il mercato ingaggiando Borra, Sorrentino, e lasciando Jackson, Brooks e Spinelli, evitando rogne, raggiungendo tranquillamente la salvezza e pagando tutto il resto. Un’altra proposta fu quella del PalaCasoria come impianto per gli allenamenti, che ho impegnato a titolo personale, con utilizzo gratuito fino alla fine della stagione”.

“L’8 maggio con l’ultima rata NAS pagata in ritardo, la società era fallita. In 10 minuti, trovandomi per puro caso nello studio di un avvocato, rappresentando questo disagio, c’è chi si è reso disponibile a versare senza guardare le carte. Da lì si è innescato un meccanismo di aggregazione di imprenditori e professionisti, con persone che con un contributo qualsiasi potessero ripianare una situazione debitoria non indifferente. Questa cosa è stata poi definita grazie anche alla disponibilità di Fabio, indipendentemente dalle cariche e dalle quote. E’ stato fatto un nuovo CdA, è stata creata una società modello bad company che si è accollata la situazione debitoria, e ha iscritto la squadra con conferimento di deposito cauzionale di 70 mila euro; aggiungo che i BAT non rientravano neanche negli obblighi per l’iscrizione, c’è stata una modifica nel regolamento anticipando le scadenze, anche questa voce è stata coperta senza battere ciglio”.

“C’è per la prima volta una totale assenza di conflittualità nella compagine sociale, c’è un gruppo che pur correndo il rischio di affrontare la B è disposto ad andare avanti, c’è una struttura con competenze, c’è un’idea di tutti i rischi a cui si va incontro. D’altra parte penso sia talmente sottile la contestazione fatta, che se applichiamo in maniera rigida il dettato del regolamento sono già sorpreso del tutto, considerando poi di aver soddisfatto tutti i requisiti, il tutto si potrebbe modificare in una multa o in una penalizzazione. Questa compagine nascosta risponde semplicemente a ragioni di correttezza: fare nomi di persone è fine a sé stesso se non si conosce il tipo di risultato che si ottiene. Enrico Cassì (legale che si occupò del ripescaggio di Teramo nel 2010, ndr), ha ricevuto l’incarico per seguire il ricorso. Entro una settimana, non oltre il 30 luglio, sapremo tutto, Se noi la vogliamo, entro cinque giorni dovremo decidere”.

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