Matera passa a Napoli con un ultimo quarto impeccabile, una sconfitta utile per riordinare le idee

Matera passa a Napoli con un ultimo quarto impeccabile, una sconfitta utile per riordinare le idee

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Debutto alle spalle, 72 ore di allenamenti nel catino del PalaBarbuto, ed è già il momento del secondo atto, del secondo step nella pre-season dell’Azzurro di Demis Cavina. Un momento certamente oscurato dalla pesante concomitanza del calcio, con un’atmosfera da pochi intimi, ma che comunque, rispetto ad Ariano e al primo (e vincente) assaggio contro Ferentino, offre qualche piccolo passo in avanti nella conoscenza di questo roster dalle mille potenzialità. Con Black e Ceron sugli scudi, e i buoni riscontri offerti da Weaver e Bryan, ottime novità sono arrivate dall’infermeria: quasi tutti presenti alla sfida di questo pomeriggio contro l’ambiziosa Matera di Giovanni Benedetto, compreso Marco Allegretti. Problemi muscolari risolti per l’ex Venezia e Ferentino, si è comunque sulla buona strada per capitan Malaventura, l’altro grande veterano del gruppo, e quindi un test certamente più attendibile, quello che ha rivisto i lucani sul parquet di Fuorigrotta, a due anni di distanza: lancette a ritroso, fino alla DNA del febbraio 2011, la vittoria di Musso e co. (77-69) sancì forse il momento più alto della parabola del Napoli Basketball di Bartocci, che da quel momento piomberà in un calo irreversibile, rappresentato dalle continue cadute in casa, compresa la più importante, nella ben nota Gara-1 dei quarti play-off contro Trento.

Allora l’Olimpia era in ben altri lidi, cercando di scrollarsi di dosso il pericolo della retrocessione, affrontando una serie contro San Severo mai immaginata dal roster allora guidato da coach Ponticiello: fu l’esito di una stagione deludente, ma che in poco tempo ci si è lasciati alle spalle. Molte cose sono cambiate nel giro di un anno e rotti: nuovo coach, nuove ambizioni, investimenti, una finale play-off dal 3-0 bugiardo persa contro Torino, e la speranza di un ripescaggio certamente meritato (se fosse stato fattibile), ma poi naufragata con il clamoroso ritorno di Casale Monferrato sui suoi passi.

Insomma di acqua nella città dei Sassi ne è scorsa parecchia: tante le emozioni, le attese, le speranze, durante e dopo questo ottimo 2012-2013, ma per fortuna la costante della dirigenza è sempre stata quella di rimboccarsi le maniche, e cercare la continuità. Del resto il roster scelto per il Benedetto bis, fatti salvi gli arrivi di due americani (esperti e già marchiati dal contatto con il basket europeo), ha conservato il solido telaio dello scorso anno completandolo con giovani interessanti, tra cui spiccano Toscano (già under in quota Ruvo e Nord Barese), e l’ex Trieste e Recanati Marco Maganza. Quanto al nucleo, Carlo Cantone resta il pilastro in regia, e Max Rezzano fa della sua mano e della sua robustezza l’osservato speciale della front-line lucana, ma i veri colpi sono state le conferme di Sebastian Vico e Antonio Iannuzzi: l’oriundo, go-to-guy per eccellenza nella passata stagione, risolvendo tantissime partite chiave con le sue triple impossibili, ha meritato il rinnovo a furor di popolo, calando così il poker di stagioni in maglia Bawer; per l’ex Ferentino e scuola Siena si tratta invece di una stagione che complice anche il ritiro di Cris Grappasonni (oggi TM dell’Olimpia), lo vedrà assoluto protagonista, con tanti minuti e responsabilità nel pitturato e a rimbalzo.

Ciliegine sulla torta i due americani. Il primo nome in lista – per rigoroso ordine alfabetico – è quello di Kyle Austin (che sarà della partita): 2/3 di 202 cm, 25 anni, quadriennio collegiale speso tra USC e Call-Riverside (ultima stagione a 17,6 punti + 7,4 rimbalzi con il 40,3% dal campo e inserimento nel first team della Big West Conference), è già un vero e proprio girovago del basket europeo: Spagna, Portogallo, Belgio, Svezia, Ungheria, Francia e ancora A Division zigana, dove si conferma uno dei migliori realizzatori in 23 partite (21 punti a gara), condendo il tutto con il solito, ottimo rendimento a rimbalzo (7,3 carambole in media). A maggio perfino un salto in Messico, per non farsi mancare nulla, dove con i Minenos de Cananea il rinforzo fa valere il suo valore aggiunto con ben 23,5 punti, 6,9 rimbalzi e 3,3 assist (54% da 2, 35,1% da 3, 65% dalla lunetta).

Quanto all’altro coloured, si tratta della combo Anthony Jones: 29enne di Detrioit (in dubbio fino all’ultimo per problemi di congiuntivite), anche per lui ultima annata in arrivo dall’Ungheria, dove con la maglia del Sdzedeak trova la continuità che pochi mesi prima, nelle soste a Francoforte (Bundesliga) e ad Ankara (T2BL turca), sembravano una vera utopia: 15,6 punti, 4,6 rimbalzi, 3,8 assist con il 57% da 2 e l’87% dai liberi nel suo carniere. Giocatore completo, attaccante e passatore, addirittura un passato da 3 anomalo ai tempi del college, il suo apprendistato è simile come detto a quello di Austin, toccando tante piazze: Montenegro nel 2009, capocannoniere in Slovacchia nel 2011, Arabia Saudita, il resto è storia recente.

Insomma erano tanti gli ingredienti da mixare, difatti questo primo incrocio tra campani e lucani – prossimo appuntamento il 7 e 8 settembre per il secondo Torneo Bawer – “Città di Matera”, con partecipanti Brindisi e Barcellona PDG – non ha deluso gli addetti ai lavori: Weaver in crescita, sempre più al centro, il suo talento in crescita, a 360°; Ceron sempre prolifico in fase offensiva, e bravo anche nel corso del match a limitare alternative d’attacco al duo americano, ad impressionare è proprio il tandem Austin-Jones, con il contributo di Iannuzzi e Rezzano decisivi nel quarto quarto, determinante per il -14 finale (67-84). Subito in cronaca, il messaggio dal parquet è chiaro: una sconfitta per riordinare le idee e per rilanciarsi, in casa Napoli; la giusta molla per una realtà come Matera, che dovrà fare delle vittorie il suo pane quotidiano, nel bosco fitto della Silver.

La nostra visione si riassume in pieno nelle parole di coach Cavina a fine match : “La prestazione è stata inadeguata dal punto di vista fisico e atletico; adesso bisogna avere fiducia, soprattutto perchè non si può finire così: tutti fino a un certo punto sono riusciti a dare una mano, anche quando la fatica poteva pesare, poi abbiamo cominciato a legarci ai singoli. Ora dobbiamo essere più responsabili, e archiviare queste prime due settimane di lavoro, in cui il carico è stato certamente elevato. Partiamo quindi con una mole di lavoro importante, facendo però riferimento a questa partita, e a tutti gli aspetti che hanno portato a questo crollo”.

 

LA CRONACA

Sul fronte ospite qualche piccolo problema di affaticamento per gli under Bolletta e Costa: disturbi all’adduttore che convincono Benedetto a tenerli ai box per motivi precauzionali. Jones in dubbio fino all’ultimo, come anticipato, nulla di preoccupante per le rotazioni principali della Bawer, che schiera in starting five Cantone, Jones, Austin, Rezzano e Iannuzzi. In casa Napoli come anticipato nessun crociato in rosso, quintetto sperimentale per l’azzurro con Black, Ceron, Weaver,Allegretti, Brkic da cinque.

Primo minuto senza emozioni, è il 2/3 lucano a distinguersi per ottime doti di salto, di copertura a rimbalzo e di agilità. Anche in transizione, per firmare i primi due punti del match; Napoli invece affronta la zona predisposta dall’Olimpia senza troppa convinzione, senza costruire tiri facili, e con Weaver che eccede da fuori ma si rifà con due recuperi difensivi consecutivi dal raddoppio (0-2 a 7’39” dalla prima pausa). E’ già tempo di primo time-out chiamato da Cavina, la reazione è affidata alla tripla di Ceron e al canestro di Allegretti sul rimbalzo offensivo, ma con il primo accenno di difesa a zona è ancora Austin ad attaccare a centro-area, e si soffre nel tagliafuori difensivo con i lunghi atipici: necessario l’ingresso di Sylvere Bryan, ma pochi istanti e Jones si becca il raddoppio falloso di Black e Weaver, con 2/2 dalla lunetta (5-6 a 4’46”), e il pivot ex Venezia non tiene l’accoppiamento con Iannuzzi: si rimescolano allora e carte con il rientro di Brkic, seguito poco dopo da Montano e Valentini, c’è una prima svolta. Ceron infatti, con un arresto e tiro si crea lo spazio per la tripla, e Brkic concretizza il primo attacco efficace alla zona in avvicinamento, e mentre Austin risponde a corto raggio con un fade-away seguito dal fallo subito con 4/4 dai liberi, matura il clima ideale per scatenare un Weaver che ci piace, ancora un pò sprecone (come nella transizione corretta a rimorchio da Ceron), ma felino sottocanestro e più intenso nella difesa sul pari ruolo lucano. Nel contempo però c’è anche il buon approccio offensivo dell’asse play/pivot azzurro, nell’impostazione dei possessi e soprattutto nel pick n’roll, pare decisamente più collaudati, con i primi due punti dell’ex Anversa e gli inserimenti nel painted dell’ex Brescia che fanno collassare con successo la difesa Olimpia. 16-14, primi 10′ altalenanti per le due squadre sul piano del rendimento.

Secondo tempino con Maganza al posto di Iannuzzi, le costanti del vantaggio Napoli resistono e insistono: Ceron penetra alla perfezione cogliendo il taglio alto-basso di Brkic per l’appoggio, poi con un jumper e un lay-up dalla transizione confezionata da Black perfeziona un 7-0 micidiale, che costringe Benedetto ad un time-out inevitabile (7’57” dalla pausa lunga); Weaver continua a convincere nel limitare l’apporto anche tattico di Austin, e accenna a buonissimi primi passi, mentre Ceron è mattatore anche in marcatura, mettendo ai margini Jones, che però puntualmente però, in uscita dal timeout, sfida il raddoppio e va in lunetta per i primi punti Bawer del parziale. Altro dettaglio importante in casa Olimpia l’opzione difesa a uomo con raddoppi sistematici, intanto girandola di cambi, con Black esce per Montano, e anche Bryan ritrova il parquet in accoppiamento con Maganza: l’attacco Azzurro però non brilla con le secondo linee, e arrivano le forzature dalla distanza di Ceron e Montano, mentre dalla transizione Cantone si arresta e penetra con l’arcobaleno solo rete, e stessa situazione per il 2+1 del redivivo Jones, non controllato a rimbalzo offensivo da Ceron, che perde palla nel possesso successivo sul raddoppio di Maganza e Vico (1/2 dalla lunetta poco dopo) a fil di linea laterale (7-8 a 4’41”). E’ allora il momento di Marco Allegretti e di Kyle Weaver, che sbraccia molto bene sotto, penetra con molta più continuità subendo ben due falli in tre situazioni, ma fatica in fase realizzativa. Al contrario di Rezzano, che con il suo killer instinct piazza due triple piedi per terra, la prima in uscita dal blocco e la seconda in contropiede, che regalano alla Bawer il +6 (9-15 a 2’54”). Serve una reazione in casa Napoli: i rientri difensivi in velocità sui due coloured sono pesanti, ma è Weaver a segnare la riscossa: tutti gli attacchi partenopei passano per le sue mani, e l’ex Charleroi torna a preferire il tiro dalla lunga, con successo. 2/2 per lui, e con l’ennesima palla recuperata, condito dall’assist per Montano in risposta ai liberi di Cantone, arriva il controbreak. Ottimi i segnali anche dall’ex Biancoblù, che dal mis-match serve il taglio a canestro di Valentini per il 20-17 (a 28”): sarà l’ultimo canestro dal campo, visto che sono le uscite in lunetta di Rezzano e Bryan da 1/2 a porre i titoli di coda sulla seconda frazione. 21-18 all’ingresso negli spogliatoi.

15′ circa di riposo, e si riparte, con Bryan e Valentini in campo, spazio anche per Toscano tra le fila Bawer. Ottimo l’apporto in versione assist-man di Austin e Iannuzzi, peccato però che la concretezza sia tutta dalla parte di Napoli, che si issa subito 4-0 con la penetrazione di Black e la spazzolata in tap-in del pivot azzurro (8’59”). Vico nel frattempo cerca di spezzare la monotonia USA prendendo le redini dell’attacco con una tripla pulita e una sospensione sul primo ferro, ma dall’altra parte Black finalmente sfoga il suo ball-handling martellante e prolungato in una penetrazione decisa e solo rete, Weaver coglie dalle linee esterne l’ottimo taglio sul fondo di Allegretti, e Bryan fa poco dopo lo stesso nei confronti del suo 3 (che va ancora in lunetta sul fallo subito sotto canestro): e con la tripla comoda di Toscano sui cambi saltati della difesa Azzurra siamo sul 11-6 (a 6’23”). Il tempino sembra in discesa, ma Matera reagisce, ritrova il suo equilibrio offensivo con la migliore visione di gioco di Jones, le movenze sotto canestro di Austin e le iniziative in proprio di Iannuzzi, facilitato anche dall’accoppiamento difensivo più morbido di Brkic: margine ricucito, e anzi vantaggio Olimpia (13-14 a 3’04”). Il break però non si ferma: pochi secondo dopo il time-out Cavina abbassa il quintetto con quattro piccoli e Brkic da 5, bravo però Toscano a sfruttare l’ingresso a freddo di Valentini, bruciandolo sul primo passo, mentre Austin raccoglie il rimbalzo poco controllato da Montano, entrato ed uscito in un amen al posto di Black. Entriamo così nell’ultimo minuto con l’1/2 di esperienza a firma Valentini e l’infrazione di 5” sulla rimessa da parte di Jones: Ceron in ossigeno con Montano al suo posto, attacchi contratti su entrambi i fronti, falli a go go e gite in lunetta a più non posso, protagonisti Black (2/2) e Toscano (2/2), l’ultimo possesso è in mano a Montano, per un arcobaleno in air-ball: 16-21, Matera più reattiva e arrembante, assoluta parità alla viglia degli ultimi 10′.

Ultimo parziale, Rezzano e Cantone tornano sul parquet; coming-backs anche per Napoli con Weaver e Bryan, a lungo in panca. E sono proprio i due coloured azzurri i protagonisti del primo possesso, giocato tutto sotto canestro, con rimbalzi offensivi ma movimenti respinti dal ferro; in risposta Austin attacca la zona con un appoggio delicato, mentre sul rientro difensivo in transizione è Vico spingere l’acceleratore: 2+1, 8’37” alla fine, 0-5 Olimpia. Il parziale però non sermbra arrestarsi: la zona porta Bryan a tenere con qualche difficoltà l’accoppiamento di Iannuzzi, che sigla l’1/2; a replicare per l’Azzurro però c’è il neo-entrato Di Napoli; lo stesso Bryan, che cerca il più possibile il contatto dell’ex Ferentino, ma soprattutto Weaver: gladiatorio in difesa, e concreto in attacco con il tiro in sospensione: peccato per lo 0/4 dalla lunetta dei nostri coloureds (8-11 a 6’34”); nel frattempo dall’altra parte azioni spesso al limite dei 24”, risolte dal solito Rezzano di striscio: tripla in scioltezza e jumper sul fallo, la mira dell’ex Brescia riporta la Bawera +6, costringendo Cavina ad un back-court di maggior peso con Ceron e Black, più preciso dai 4,25 con 3/3. Tutto inutile però, e nella seconda metà del parziale con tanti i falli (entrambe le squadre ampiamente in bonus), e un pò più di precisione dalla linea della carità, Cantone si esalta in regia con un assist sullo scarico da fondo per la tripla del n.14, e un’altra conclusione dall’arco, sul blocco in punta di Maganza. Ad aggiungersi poi anche un Weaver fisiologicamente più in calo nella difesa a uomo su Austin, ed ecco anche l’antisportivo che compensa il precedente fischiato a Bryan: canestro e possesso tutto fatto in casa del 2/3, +13 Bawer con 1’27” (12-25); sfida sostanzialmente chiusa, punti strameritati per Ceron in lay-up, mentre Rezzano, al secondo tentativo, non sbaglia la sua ennesima tripla su assist di Cantone: 14-28 in chiusura al PalaBarbuto. Prossimo appuntamento per l’Azzurro il 4 settembre a Ferentino, Matera già trepida per il quadrangolare in casa.

 

AZZURRO BASKET NAPOLI – BAWER MATERA 67-81 (SCRIMMAGE CON AZZERAMENTO OGNI 10′)

PARZIALI: 16-14; 21-18; 16-21; 14-28

NAPOLI: Ceron 15, Brkic 6, Bryan 4, Valentini 4, Di Napoli 2, Montano 3, Allegretti 4, Izzo, Black 13, Weaver 16. All. Cavina.

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