NA-SA, Clemente a “Boricuas Ballers”: “Questo sarà l’anno più bello della mia carriera”

NA-SA, Clemente a “Boricuas Ballers”: “Questo sarà l’anno più bello della mia carriera”

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NAPOLI (traduzione e foto di Pierfrancesco Accardo; introduzione di Davide Uccella) – Non è esattamente un’esclusiva, ma poco ci manca. Già tante buone impressioni, scout che fanno riflettere, per Denis Clemente. Eppure il prodotto di Kansas è qui soltanto da una decina di giorni, il 29 agosto per l’esattezza. Lo “spuntino” di rito al Sarago di Piazza Sannazzaro, una volta atterrato a Capodichino, poi le prime sensazioni al Polifunzionale di Soccavo, per cominciare scaldare un motore apparso però già oliato. E bene anzi, a dovere, visto che, dieci giorni dopo, parliamo di un bottino di quattro doppie cifre e ben tre ventelli nelle prime quattro amichevoli. Il tutto poi senza offuscare compagni che di volta in volta si sono alternati nel ruolo di co-protagonisti: Allegretti, Zacchetti, Casini, Ceron, i giovani senza riverenze … al momento però in casa NA-SA resta sempre una certezza, sul parquet, e stando sempre e soltanto a quello che il campo ci ha suggerito fino ad ora. E cioè che Denis Clemente c’è, è un fattore, e si fa sentire perché sa di esserlo. Del resto questi primi test lo hanno messo alla prova con playmaker più quotati in partenza, o almeno più noti, da Spinelli a Wise, da Walker e Guarino. C’era poi il dubbio sul suo tiro altalenante, e le qualità di regista che, in alternativa a coast-to-coast e transizioni più o meno facili da gestire, erano tutte da dimostrare cinque contro cinque.

Ma la dirigenza al momento ha azzeccato il colpo, e tutti hanno sofferto questo gioco a 100 all’ora, asfissiante, che alla distanza mozza il fiato per chi difende. E se ci fosse un’immagine esatta per descrivere il gioco del portoricano, arrivato da miracolato dopo una sparatoria nata ad un distributore di benzina a Bayamòn, sarebbe quella di un ariete. Perché è come un ariete, Clemente, che sfonda e sfonda, incalza col suo pallino della velocità finchè l’avversario deve cedere. E oltre che ariete, è anche un diesel, Denis: deve carburare, sentire il campo per qualche minuto prima di esplodere, ed esibire un trattamento palla che, specie in prossimità del canestro, si esalta con le sue navarrate, i suoi arcobaleni che con Ferentino si sono immortalati, diventando il marchio di fabbrica di questa “ditta di talento” portoricana. Chiaro che le amichevoli sono amichevoli, e nell’ultimo impegno c’erano quattro dico quattro giocatori ai box, e poi vanno inserite le altre bocche di fuoco, come Hubalek e Warren. Insomma manca ancora il mosaico al completo, e lì si dovrà capire il vero ruolo di questo folletto. Che però già si candida al ruolo di prima donna, in questa partita verso la salvezza. E lo faceva chiaramente qualche giorno fa, in questa intervista a “Boricuas Ballers”, blog portoricano che, alla vigilia della sua prima esperienza italiana, seconda europea, chiedeva a Danito ragioni, aspettative e obiettivi di questo suo arrivo a Napoli. E se il buon giorno si vede dal mattino, ascoltiamo!

Boricuas Ballers: “Italia! Prima di tutto perchè, tra tutte le offerte ricevute dai vari paesi, hai accettato proprio quella proveniente dall’Italia?”

Denis Clemente: “Ho sempre voluto giocare in un campionato di primissima fascia e mi è stato detto che il livello del campionato italiano è molto alto; so anche che la Legadue, che disputerò con la maglia di Napoli, è molto competitiva e sarà una stagione davvero impegnativa. Uno dei miei migliori amici (Guillermo Diaz, ex Caserta ndr) ha giocato qui in Italia e mi ha detto che è una lega molto stimolante; ecco perchè ho preso questa importante decisione e sono venuto a giocare in Italia”.

BB: “Quali sono gli obiettivi che hai prefissato per la tua squadra e per la tua carriera?”

DC: “Questa sarà la mia terza stagione da professionista e mi rendo conto che sono maturato moltissimo rispetto a quando sono uscito dal college. Adesso sono più pragmatico e il mio obiettivo è quello di fare tesoro di tutto ciò che deriverà da questa nuova avventura. Mi sono allenato con gli Orlando Santiago (Yadier Molina è il coach) e devo ammettere che sia fisicamente che tecnicamente sono molto migliorato rispetto al mio ultimo anno di college a Kansas State”.

BB: “Nella scorsa stagione non hai giocato neanche una partita nel campionato portoricano, pensi che quest’anno ci riuscirai?”

DC: “Uno dei miei obiettivi è quello di mettermi alla prova anche nella lega portoricana, ma adesso nella mia mente c’è solo Napoli e voglio vincere il campionato qui in Italia quest’anno. Ma se un giorno si presentasse l’opportunità, mi farebbe piacere giocare a Portorico, come puoi immaginare, è il mio paese d’origine e sarebbe emozionante giocare davanti agli occhi della mia famiglia, dei miei amici, dei miei tifosi. Se non dovesse accadere in questa stagione, in futuro mi farebbe piacere disputare un’intera stagione nel campionato portoricano, per mettere alla prova il mio talento anche lì”.

BB: “Riguardo alla nazionale portoricana, ritieni di poterne far parte?”

DC: “Certamente, mi piacerebbe molto giocare con la maglia della Nazionale del mio paese, ma la decisione non spetta a me. Se la Federazione portoricana deciderà convocarmi, accetterò e dimostrerò di meritare quella maglia. Per il momento continuo a lavorare sodo con il mio club e, se la convocazione arriverà, sarò pronto. So che questo sarà l’anno più bello della mia carriera e sono sempre grato ai miei fan per il loro supporto”.

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