Napoli – Biancoblù: sarà trattativa?

Napoli – Biancoblù: sarà trattativa?

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Negli ultimi due anni, il progetto della Biancoblù ha tenuto vivo il dibattito sulla Fortitudo, la sua eredità. Per quanto controverso, criticabile o difendibile che fosse, e per quanto di mese in mese, vi fosse la necessità – più che la possibilità – di aprire nuove prospettive, con il più ampio consenso possibile.

Soprattutto dopo il 16 ottobre dello scorso anno, quando Giulio Romagnoli, patron della Biancoblù e n.1 della holding Fortitudo 2011, si aggiudicò da unico offerente l’asta fallimentare dei beni che appartenevano alla ex Fortitudo Pallacanestro, compresa la totalità delle quote degli ex Eagles rinominati Fortitudo Pallacanestro. Quindi decise, alcune settimane dopo, da timoniere della società che nel frattempo era diventata proprietaria sia della Biancoblù Bologna che degli Eagles, di non unificare le due esperienze, o perlomeno di non far sopravvivere entrambe verso uno sbocco comune, liquidando in poche settimane la realtà più indebitata e di categoria inferiore.

Così, sfuggito l’obiettivo play-off all’ultima sirena, si è ripiombati presto sulla terra delle carte, e da ormai 48 ore l’idea è chiara: guardarsi allo specchio, come già successo la scorsa settimana nel CdA di approvazione del bilancio, e fare un rapido giro di consultazioni all’interno della compagine societaria per capire quanti soggetti resteranno, quale contributo economico potranno garantire, quali saranno le intenzioni sul futuro.
Romagnoli fino ad oggi si è accollato gran parte del peso economico del club in queste due stagioni cadette, ma ora il n.1 di Fortitudo 2011 avrebbe bisogno di un sostegno, anche al momento tutto sembra esserci meno che una vera sponda a queste intenzioni di partenza.

In questo vuoto si inserisce l’iniziativa di Napoli. O meglio del nuovo club partenopeo, guidato dall’imprenditore Maurizio Balbi, alla ricerca di un titolo sportivo di Legadue che possa far ripartire la nuova società affiliata tra gennaio e febbraio (Napoli Basket 2013) dal prossimo campionato nazionale Gold. Quindi, avendo nel mirino l’acquisto un diritto sportivo di Legadue (prezzo a occhio e croce vicino ai 400.000 euro), i partenopei hanno toccato alcune tappe dello stivale per colloqui di massima, tra cui la stessa Biancoblù. Al punto che la realtà partenopea di Balbi, in uno con l’ingegnere ed ex dirigente della SSC Napoli Dario Boldoni, starebbe per visionare i conti della società.

Ieri sera, del resto, l’imprenditore campano si trovava allo Stadio dall’Ara per seguire la sfida di campionato tra Bologna e Napoli, e in sua compagnia, il Dott. Gianfranco Tosarelli, commercialista della BBB.

Cosa immaginare quindi? Gli interrogativi, tantissimi. E’ stata una semplice coincidenza, un mero sondaggio, un incontro con un nulla di fatto? Insomma tutto come prima, e Legadue Gold con il nome Fortitudo, che verrebbe concesso soltanto in caso di permanenza della Biancoblù nel secondo campionato? Magari con un Presidente di garanzia, un uomo immagine, preso a prestito dal passato, una potenziale calamita per nuovi ingressi? Oppure si è trattato di un primo passo in un percorso che sancirà a breve la cessione del diritto sportivo a Napoli, con una ripartenza da un livello inferiore, magari proprio con la società Giovani Aquile dalla C2 , affiliata nei mesi scorsi? E in questo caso, potrebbe davvero decollare il discorso relativo al nome Fortitudo? La FIP nei mesi scorsi si era mostrata più che conciliante, ma nei confronti della Biancoblù, in Legadue. Con Giovani Aquile, invece, si riuscirebbe? E se si concretizzasse questa ipotesi, il contenitore vergine potrebbe davvero ottenere dalla Fip una wild card in Silver (il terzo campionato nazionale) per non doversi rimettere in moto in una categoria ancora inferiore?

Insomma da una parte Balbi ormai scalpita, difficile trovare un uomo più deciso di lui in questo momento. Tutto quindi sembra nelle mani felsinee. Dove però la situazione è aperta a tutte le possibilità, e le sbandierate certezze di rivedersi non costituiscono una garanzia assoluta. Eppure nel giro di una settimana, massimo dieci giorni (intorno al 16 maggio), ogni società di Legadue dovrà effettuare le operazioni necessarie per rientrare nei parametri economici richiesti dalla Fip. E già quelle scadenze lasceranno intendere il futuro. Un futuro che, lo speriamo davvero, si possa e si voglia costruire, al meglio possibile. 

 

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