Napoli: FIP “muro di gomma”, tutto da rifare

Napoli: FIP “muro di gomma”, tutto da rifare

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NAPOLI – Attesa terribile, strisciante, affilata. Come una lama tagliente. Prima le 14,45, orario atteso un pò da tutti, poi i minuti che scorrono, infine le ore. Il ritardo che vorrà dire? L’ansia ti sale in gola, ti rattrappisce, ti ferma. Trattenendo il respiro, manco fossiamo subacquei, i Maiorca o Pellizzari di turno. Poi, orrenda, la doccia fredda. Anzi gelata, che ti intontisce, e non ti fa dire altro.

Il Nuovo Napoli Basket resta fuori dal circo della Legadue (circo in tutti sensi), e non c’è mezza misura stavolta – ancora una volta – per la Giudicante della FIP. Che dopo una riunione fiume,e una discussione tormentata, durata oltre cinque ore, emana un verdetto forse inatteso per la sua piena continuità con quello emerso lunedì, e che netto e impassibile come un machete, dà corpo ad un orientamento formale, fiscale, di pieno rigore.

Un solo periodo, una sola frase nel comunicato: lo stile è ormai inconfondibile, ci siamo abituati. Uno stile però che, per quanto asettico, è efficace, anzi. Perchè senza motivazioni, la Federazione dice già molto, gettando innanzitutto alle ortiche un tentativo stavolta chiesto e invocato da una città, prima ancora che fatto da una società. Napoli, insomma, ricorreva. Una Napoli che con tutti i suoi difetti, l’attualità di questi giorni, che infanga anche il calcio, e le sue colpe, ci aveva insomma creduto.
Dimostrando che essa stessa era vittima, truffata, parte lesa e non complice di un disegno quasi perverso, se vediamo dove probabilmente è stato condannato, in che punto, e per quale condotta, molto probabilmente.

A nulla purtroppo è valsa la forte mobilitazione forte di queste ore, spinta anche dai dirigenti dimissionari Antonio Ambrosino e Antonio Mirenghi. Un movimento spontaneo, bellissimo, commovente. Mai visto, neanche quando si trattava di sopravvivere in altre situazioni paradossali, come quelle degli ultimi anni. Questo purtroppo non è bastato, almeno fino ad ora. E per salvare questa creatura, non resta che tentare l’ultima carta della Corte Federale, come annunciato dalla società, e dal GM Liguori.

Il nuovo tempo di questa partita si riapre domani, per chiudersi la prossima settimana, molto probabilmente martedì. Ma quel che è certo, al di là di tutto, è che la parola difficoltà sembra tristemente legarsi a questa realtà. Il punto quindi, ora, sarà capire quale potrà essere il destino della squadra (che visti i tempi, si deciderà entro un 30 ottobre già fatidico), ma soprattutto se le pendenze della salita siano davvero insostenibili, e il baratro troppo vicino per essere scansato. Quindi capire se è inutile dare ancora seguito al nobilissimo gesto di Maurizio Baldi, che unito al nome di Dario Boldoni nelle vesti di eccellente mediatore, poteva certamente promettere orizzonti importanti, certamente diversi.

Si dice solitamente che ora i leoni ruggiscono, e che continuare la battaglia, per quanto adesso sia molto molto più dura, possa ancora dare stimoli: quantomeno per fare luce sulle vere responsabilità,senza doppi sensi e doppi giochi, e capire quindi quando sia partita dagli uffici di Via Vitorchiano questa benedetta ingiunzione di pagamento di prima rata professionista, ragione principe di questo inghippo mortale: il 5 ottobre? Il 9? Perchè allora insistere sul 24? Perchè allora il 20, se l’ingiunzione viene ricevuta il 9 negli uffici societari?.

C’è poi chi pensa ad un’interpretazione alternativa, più contorta, e per molti impossibile. E cioè che la questione sia più profonda, e non insista tanto sulla puntualità dei pagamenti, quanto sul fatto che il primo, comico bonifico da 3,30 euro fosse irregolare: con tanto di ricevuta online stampata con la cifra 33mila, ma il versamento cancellato con quello da tre.

Un’ipotesi che dal punto di vista della FIP configurerebbe una situazione da illecito sportivo, ma che apre anche forti dubbi, e non pochi punti deboli. A partire per esempio da interrogativi specifici e di fondo che vedrebbero la stessa FIP contraddirsi, nel suo comportamento (che novità, sottinteso).

Perchè premesso che questo primo step fosse da punire, e che questo bonifico sia stato fatto da un singolo, a totale insaputa dei più stretti collaboratori (non certo masochisti nel recarsi in lega con documenti truccati e ricevute non coperte), basta questo per condannare anche un Club? Ma soprattutto, perchè chiedere un pagamento se con questo, per quanto puntuale, non si sarebbe sanato nulla, nella sostanza? Non conta poi che chi ha versato, e in tempo, ambisca a qualcosa di più, di una semplice sponsorship?

Domande che tengono ancora viva la speranza. Debole. Ma morta? Mai dire mai.

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