Napoli: la NNB alla prova Sigma, per sfruttare il fattore “Cefalù”

Napoli: la NNB alla prova Sigma, per sfruttare il fattore “Cefalù”

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PREMESSA: ringrazio l’amico e collega Alessandro Palermo per le informazioni di casa Sigma.

Forse dirlo sarà frettoloso e avventato, ma la prima, grande impresa del NNB di 4 giorni fa contro la Tezenis Verona ha provocato certi effetti, importanti, anche se non tutti quelli che solo le prossime giornate potranno darci.

Il successo è stato inatteso, soprattutto per come è maturato: e cioè con merito, in maniera positiva. E per quanto sia vero che l’inerzia fa sempre il suo, che sentirsi sistematicamente sfavoriti ti toglie delle pressioni, e che il derby di Coppa ha tirato su il morale, e molto, specie dopo il brutto forfait di Joel Zacchetti, l’impegno con i giallo-blu di Ramagli, per quanto acciaccati, non era dei più semplici. Quanto a Napoli poi, considerato come contesto, di pubblico ed economico, è ancora tutto da decifrare, e tutto da riscaldare rispetto ai destini di quest’operazione che definiamo “di salvezza, in tutti i sensi”.

Invece il pubblico c’è stato. In crescita, ancora poco per il valore di questo gruppo e di questa categoria, ma c’è stato, ha partecipato, e ha spinto nei momenti chiave.

Ci sono poi, sul campo, alcune scommesse che, parlando sempre con prudenza, stanno pian piano riuscendo: da Jiri Hubalek, che conferma il suo talento, dopo un anno di stand-by, a Danito Clemente, che non è un tiratore (scansiamo gli equivoci di domenica scorsa), ma un vero demonio quando si tratta di buttarsi dentro o accelerare: insomma una vera e propria macchina da falli, un metronomo termometro, in questa categoria. Ci sono poi i veterani Allegretti e Casini, non più abituati al quintetto da qualche anno, ma che oggi al quintetto non rinuncerebbero per nulla al mondo: lavoratori che non si stancano e che non stancano mai, in silenzio, e fanno il loro, da jolly capaci di coprire due, se non tre ruoli senza essere a disagio.

Insomma un quintetto che, Warren compreso, sta soddisfando , e che supera largamente le attese. Un bel ritratto, e pensiamo neanche troppo idilliaco, per una squadra che così strutturata, sul piano del carattere, finora si è lasciata alle spalle i suoi difetti strutturali, come il non avere un vero 3/4 oppure un lungo di peso e di stazza. Anche perché dalla panchina ti arrivano forze e risorse che non ti aspetti. Come il 4+7 rimbalzi di David Loncarevic, gioiellino ex Caserta e Pozzuoli concupito da tante realtà delle minors, così come l’impegno di Marco Ceron e Antonello Ricci in pre-stagione: tutti dati che ci danno la misura di giovani che, con un pò di spazio in più, certo non avranno timori di palcoscenico, e nonostante l’inesperienza, non si tireranno indietro.

Pensiamo però di essere noiosi ripetendo “voliamo bassi, restiamo cauti”. Beh, qualcuno ci perdonerà, ma scrivere di basket vuol dire anche fermare quelle derive, quelle contraddizioni in cui spesso siamo caduti, anche noi.

Perché già tanti infatti pensano alla prova di Barcellona come una sorta di prova del nove, un’esame di maturità, una di quelle occasioni che svelano davvero il tuo volto, e cambiano il volto alla stagione.

Per noi invece, ma non per scetticismo da professori, resta soltanto una tappa, di un percorso lungo, e difficile, in cui per ora serve tenere ben ferma la barra sull’obiettivo salvezza, e che vede aperti in casa Napoli altri fronti, come l’arrivo di sponsor e la nomina di un Presidente, prima di tutto.

Restando però all’analisi del campo, certamente fanno il loro il precedente equilibrato di due settimane fa (vittoria Sigma 84-86), e l’esodo temporaneo del popolo-giallo blu nella cattedrale di Cefalù, dove per quanto ci siano pullman e massima mobilitazione possibile (qui grande elogiò alla società di Patron Bonina), l’ambiente non potrà essere quello di sempre: ben 4000 i posti che offre il PalaTricoli.

Ma non bisogna illudersi: Barcellona arriva all’impegno al completo, contro Trento si è imposta di classe (72-81), tutta retta dall’asse ex santantimese Bell-Cittadini, ed è una squadra diligente. Come del resto ha dimostrato anche l’ottavo di Coppa Italia, in cui per quanto facilitata dai gravi infortuni in casa Orlandina (Portannese e Passera in testa), ha svolto il suo compito da grande squadra, dotata di freddezza e cinismo nei momenti cruciali.

Tornando poi alla sfida del 21 settembre, i piccoli giallo-rossi hanno dato più di un grattacapo alla difesa azzurra, Green e Giuri in testa, al pari di Sanders, contenuto solo a tratti da Warren. Ma non c’era la zona, ben collaudata contro Verona, e che contro la mano di Barcellona troverà un altro banco di prova.

Restando sempre nell’argomento difesa, altra mission impossibile per Casini, che dopo Westbrook avrà come cliente Troy Bell, mentre interessante potrebbe essere il duello tra Hubalek e Cittadini, con possibili puntatine del ceco su Callahan: in realtà sarà soprattutto Allegretti a fargli da guardia, ma è anche vero che Loncarevic, per natura, gioca meglio sotto, e se le cifre non ingannano, gli scout più recenti ci consegnano l’immagine del versatile giocatore visto con Brindisi, lontano anni luce dalla prestazione opaca e incostante offerta proprio nella prova del PalaBarbuto.

In attacco si spera di ritrovare un Clemente meno cecchino alla ceca, che dia a Warren e Clemente più occasioni di tiri piazzati, e spinga più spesso l’acceleratore: per stancare Green, e mettere magari alle corde Giuri con qualche fallo prematuro.

La Sigma, per suo conto, dovrà far valere quello che ha e sa di avere: esperienza (tanta aggiungendoci le vecchie volpi Bucci e Mocavero), variazione di giochi, lunghezza di rotazioni. Ma con questa Napoli, un compito non da poco.

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