Napoli: poche ore al debutto contro Forlì, protagonisti coach Cavina e il PalaBarbuto

Napoli: poche ore al debutto contro Forlì, protagonisti coach Cavina e il PalaBarbuto

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Pochi giorni fa scrivevamo che il tempo delle parole è finito, e che se proprio di parola si tratta, questa deve passare al campo, a quel parquet di Fuorigrotta dove tra 30 ore scarse la Napoli di Balbi e Cavina, di Mirenghi e Boldoni, del post-quinquennio d’inferno, finalmente romperà gli indugi, e contro Forlì inaugurerà la sua prima stagione in Lega Gold: la prima, speriamo, di una lunga serie.
Forse però c’è troppa fretta, e forse l’incontro informale voluto dal coach con la stampa alla vigilia della rifinitura, è stato il momento giusto per precisare con contorni più chiari il suo progetto, i suoi obiettivi, in quella quella che sarà un’annata-cantiere, con tanti punti di partenza ma nessun punto d’arrivo sicuro.

La stagione insomma sarà un continuo adattarsi alle situazioni, a continue sorprese, e anzi Cavina ne è certo, conoscendo da anni, come le sue tasche, quel’ autentico terreno minato che è da sempre la vecchia Legadue. Ma sa bene anche che questi giorni sono pieni zeppi di ranking, di griglie di partenza, sulla stampa e sul web: anche così si risveglia il suo passato di pubblicista, quello spirito da addetto ai lavori che l’ha spesso portato dalla panchina al microfono, nelle brevi pause tra una squadra e l’altra: ” Sono dieci anni che vivo a braccetto con questa categoria, e so bene che questa mania delle previsioni è un divertimento, uno sport che piace a voi e ai lettori. Tuttavia alzare l’asticella, oppure sottovalutarsi con ipocrisia è una cosa che mi ha sempre dato fastidio, allora penso sia giusto essere sinceri sui nostri obiettivi”.

E su questo l’idea è chiara come il cristallo: “Per quella che è storia la storia di questa società, di cui ho fatto sempre parte (anche se ricordo con piacere gli ultimi mesi a Scafati); per come è nata questa storia, per come è oggi, affascinante ma nuova, con poche pagine scritte in questo libro, noi vogliamo i play-off. Lo dico anche considerando il valore tecnico del campionato, in netta ascesa, ma sapendo anche di avere a disposizione il massimo in termini organizzativi e di valori umani. Noi dobbiamo crederci, e avere un punto di riferimento da adesso sarà anche uno stimolo per tutti noi, per ripagare gli sforzi economici della proprietà”.

Presto però le domande incalzano, ed è inevitabile entrare nello specifico: si parla di campionato spaccato, di otto squadre più forti ed altre che staranno a guardare, ma per Cavina le zone grigie sono sempre state e saranno di casa: “Innanzitutto consideriamo il fattore degli italiani: ce ne sono tanti, peseranno, e quindi peserà molto la chimica: sono dispiaciuto del fatto che si sia messo mano ad un campionato che funzionava, ma stavolta penso che nel bene o nel male sia avvenuto un cambio opportuno, giusto, azzeccato”.

E parlando sempre di valori che si equivalgono, si sottolinea come il “70% delle partite di due anni fa in Legadue si chiudesse spesso con uno scarto di circa cinque o sei punti: non ho dati più recenti, ma ho sempre seguito il campionato, e non ho mai notato grandi cambiamenti di questa tendenza”.

Botta e risposta, si arriva all’argomento squadra: identità, situazione della vigilia, e altri temi scottanti. “L’aspetto difensivo e il gioco in transizione saranno connotativi nella nostra squadra”, dice dei suoi il tecnico di Castel San Pietro Terme. “Naturalmente siamo soltanto alla prima giornata, e penso che solo a febbraio-marzo arriverà il momento in cui dover raggiungere il massimo della condizione”. Quella condizione che Matteo Malaventura sta ritrovando, e che forse lo porterà a referto già domani: “Ceron e Weaver hanno recuperato dall’influenza, mentre Matteo ha svolto tre allenamenti non completi con la squadra, dopo il lavoro differenziato: è più indietro a livello fisico, ma sarà nei 12”.

Un occhio anche al primo scoglio degli azzurri, una Forlì dall’estate trascorsa puntualmente tra minacce ed iscrizioni all’ultimo minuto, una Forlì dalla pre-season tribolata, e con una squadra che sarebbe il giusto bocconico da due punti per una Napoli affamata di serenità, ma anche di successi: il primo di una serie di quattro partite tutte alla portata dei partenopei (trasferta Veroli, poi di nuovo in casa con Imola, quindi Biella), e che potrebbe riaccendere la passione di un pubblico spesso reattivo, e che con poco sa ritrovarsi e dare tutto.

Lo sottolineiamo nella nostra domanda, ma il coach glissa: “Biella? Non pensavo neanche fosse alla quarta. Sinceramente non ci penso, e francamente non vedo facile nessuna di queste partite, che dobbiamo giocare non contro di loro, ma per noi, e per trovare la nostra identità. Sulla carta si può ragionare, ma siamo sempre su un piano di ipotesi, e a me non piacciono. Quanto a Forlì si tratta di una squadra che sente il fattore pubblico come Napoli, corre molto, ha chiuso in crescendo la pre-stagione battendo Imola in un derby sempre sentito, e hanno il loro punto di riferimento in Tyler Cain: è un lungo di posizione, farà un’annata importante, lo vidi già un paio d’anni fa in alcuni filmati, e speriamo con l’atletismo di Bryan di limitarlo”.

Lo spirito degli avversari? Con il coltello tra i denti: “Loro verranno al meglio delle proprie possibilità, e sfrutteranno il fattore sorpresa, tipico delle prime giornate”.

Ultima domanda invece dedicata al quintetto, e a come si possa compensare aumentare l’imprevedibilità inserendo Allegretti da ala piccola (ruolo del resto per cui lui è nato e cresciuto, nelle giovanili varesine): “Lo abbiamo sperimentato a Roseto, non avendo Kyle, e non è andata male. Del resto lui ha giocato così per tanto tempo, e facendo un paragone con Forlì, anche Sergio ha caratteristiche simili a quelle di Marco, e si tratta di un “3” adattato. Potremmo provarlo”.

Per chiudere, e trattandosi di Napoli, inevitabile che campo ed extra-campo si intreccino senza sosta. A tenere banco infatti è ancora il nodo PalaBarbuto: ottenuta dopo un tira e molla durato tre mesi la prima autorizzazione per intervenire negli spogliatoi (e con ottimi risultati), sembra esserci un nuovo stop ai lavori che dovrebbero restituire pieno decoro e funzionalità all’impianto di Fuorigrotta. Ieri infatti – stando a fonti societarie – è stata trasmessa una notifica dall’Ente Progettazione Realizzazione Manutenzione Impianti Sportivi del Comune di Napoli al direttore dell’impianto, e in cui si legge che per quanto ci sia l’accordo sulla natura tecnica degli interventi, non esiste alcuna autorizzazione in via ufficiale.

Oggi – fanno sapere alcuni dirigenti del sodalizio di Maurizio Balbi – sono stati fermati gli interventi per la delimitazione del nuovo parterre sul lato lungo, sul tetto (dove ci sono infiltrazioni) non si può salire, e le operazioni di carico per il tabellone centrale sono state sospese. Al momento quindi solo docce e neon, meri interventi di base, nient’altro. Vista anche la vacanza dell’assessorato allo Sport (le deleghe sono state rimesse pochi giorni fa da Giuseppina Tommasielli), è stato chiesto un incontro con il Sindaco De Magistris: richiesta ribadita dal n.1 ieri pomeriggio, sulle frequenze di Radio Marte, e che si spera in pochi giorni possa trovare i giusti riscontri.

 

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