NNB vs Barcellona: si alza il sipario sul PalaBarbuto

NNB vs Barcellona: si alza il sipario sul PalaBarbuto

Commenta per primo!

NAPOLI – Eccoci, ci siamo. O ci risiamo, a seconda dei punti di vista. Un’altra tappa importante, quella tutta da vivere domani sera al PalaBarbuto (ore 20,30). Siamo ormai a cinque giorni dal proibitivo esordio in Coppa contro il dream team scafatese, ed ecco un nuovo step per cercare di disegnare i contorni di quello che pochi giorni fa è stato ribattezzato Nuovo Napoli Basket.

IL CONTESTO PRE-PARTITA

Un altro momento per riportare le chiacchiere a zero, e accantonare le ipotesi ridando spazio al campo, che non mente mai. Un altro passaggio fondamentale, quello del debutto a porte aperte dell’ibrido Cesaro-Minopoli. Che con questo alzarsi del sipario, e questa attesa presentazione ufficiale, prova a rilanciarsi, radicarsi e aprirsi un pò di più alla città. Mettendo anche il punto ad un primo periodo di annunci, più tecnici (e positivi) che non. E anche se non fatti al meglio possibile, magari con qualche conferenza stampa aperta di più, momenti che dessero maggiore visibilità e contatto con la gente, decisioni ci sono state, vanno prese tutte in positivo, e “portate a casa”, per dirla semplice.

Ufficializzata infatti (e già partita da l’altro ieri) la campagna abbonamenti, con prezzi in linea rispetto alla categoria; annunciato come visto il nome che in futuro dovrà sostituire quello agrodolce di Napoli-Sant’Antimo o NA-SA. C’è poi la scelta ormai certa Napoli come location di lusso per la presentazione del campionato, grazie alla predilezione di Marco Bonamico. Ma grazie anche alle aspettative che, con questo gesto concreto e simbolico, il Presidente della Legadue ha lanciato alla dirigenza e alla squadra. E cioè quello per cui Napoli sarà considerata, apprezzata. Ma solo se arriveranno risultati: tecnici ovviamente, ma anche di solidità amministrativa e finanziaria, necessariamente conditi da un pubblico che venga stimolato ad esserci e ci sia, partecipi, perchè oggi, pur essendo potenzialmente vasto, è spaccato, ma soprattutto ancora difficile da quantificare.

Proprio qui sta quindi il valore aggiunto della sfida con la Sigma Barcellona di Giovanni Perdichizzi, gioiosa macchina da guerra di questa Legadue. Perchè proprio non ci si può limitare a vedere progressi o passi indietro rispetto al terzo posto arrivato a Frosinone, in crescendo. Insomma se ci sarà qualche conferma in più sul parquet, contro una grandissima del lotto cadetto, e se questa, squadra, piena di individualità interessanti, può giocare insieme, e bene, a ranghi compatti. Certo, ci sarà e ci dovrà essere anche questo. Ma quello di domani sarà anche un primo test per capire quanto possa essere spesso lo zoccolo duro da cui ripartire, e capire quanti di slancio aderiranno alla campagna abbonamenti, incrementando così in breve tempo il dato di partenza assicurato dal Club dei Tifosi (260 tessere il dato societario, prima occasione di ritiro a margine del test-match).

Come sempre, tante le domande, gli interrogativi. Ma per tornare al giocato, che è conseguenza di quello che si intavola negli uffici, si discute per telefono o face-to-face, ma è anche conferma, prova di questo lavoro “dietro le quinte”, le impressioni restano positive.

Magari c’è ancora il piccolo neo di una difesa che, bartoccianamente parlando, ha concesso un pò troppo rispetto al solito, pagando anche defezioni improvvise. Oppure quello di non aver ancora visto il gruppo al completo, quindi di capire quanto un Clemente, un Warren, un Hubalek o un Casini si sappia ritagliare un giusto spazio rispettando i compagni. E la speranza è quella per cui i buoni numeri e il bel gioco dell’uno non fosse viziato dall’assenza degli altri, intesi anche come allternative. Ma in linea di massima, sui singoli, il mercato sembra dare segnali confortanti, e più in generale si può parlare di una squadra che, nei limiti (spesso per falli si è dovuto ricorrere a quintetti bassi), sa comunque riorganizzarsi, smaltire uno shock e riprendere la corsa. Come per esempio è accaduto nello spazio di 24 ore, tra la prima netta sconfitta dela pre-stagione contro Veroli, alla vittoria di maggior peso, vittima Jesi. Infatti nella semifinale del “Zeppieri” ecco Clemente subito fuori, partita scialpa, Ricci che fa sempre il possibile, e uno svantaggio di 10-15 lunghezze da cui non ti sblocchi facilmente, specie se perdi quello che è stato (e probabilmente sarà) il leader di questo gruppo.

Con Jesi invece trovi tutti più pronti a dare un extra, cercare di colmare il vuoto lasciato dal portoricano, e tornare a lottare, punto a ponto. Così ritrovi Hubalek spendersi sempre in un tiro, in un’iniziativa, oppure in un saggio di atletismo, dicendoci che quel primo quarto con Avellino non è stato un fuoco di paglia: tanta energia nel suo gioco, a volte forse un pò troppa (vedi la voce falli). Oppure c’è un Warren che, superato l’impatto non proprio esaltante contro le ciociare, ha dato buona prova di reazione contro Jesi, per un bel ventello da protagonista (24 in 30′). Così come più protagonisti sono stati Allegretti e Zacchetti, che dopo un bis con Veroli davvero da dimenticare, lasciando campo libero a Infante, hanno comunque compensato con qualche punto in più il dominio di Griffin o Maggioli sotto le plance, nella sfida contro gli anconetani. Ci sono poi Ceron e Casini, anche loro meno brillanti del solito in marcatura, ma ossigeno puro in alcuni momenti di magra offensiva.

Queste ed altre, le istantanee che vanno ad arricchire il dossier NA-SA. Un dossier che, nell’attesa della super Givova , si infoltisce con le credenziali di un’altra prima donna di questa Legadue, quasi incrociata nel memorial Zeppieri (dove ha perso in finale con Veroli). Si tratta di Barcellona, una vera prima donna che arriva a Fuorigortta per aprire un mini tuor campano di 24 ore, con secondo impegno a Scafati, per il Memorial Mangano Lamanna.

BARCELLONA PDG – LA STORIA

Gettando poi un occhio sulla storia recente, anche la realtà giallo-rossa, al pari di Napoli, ha alle spalle anni travagliati, in cui ricostruire una degna erede della vecchia Cestistica si è rivelato un’impresa. Ben quattro infatti, dal 2000 al 2007, i tentativi in questo senso, targati Cocuzza- Capizzi (2000-2003, con trasferimento a Messina), Gemelli (2003-2006)e Progetto Basket (2006-2007). Poi nel 2008 la rivoluzione di Immacolato Bonina, proprietario della catena di supermercati Sigma, e chiusa la A Dilettanti con una finale play-off persa soffrendo contro Agrigento, si rilancia con l’acquisizione del titolo di Patti, la nascita dell’ Igea Basket , e un roster da urlo per la allora A Dilettanti, guidato come da Franco Gramenzi. I risultati arriveranno puntuali, e i nomi sono quelli noti, indispensabili quasi per chi vuole vincere in terza serie: Guarino, Bisconti, Panzini, Svoboda, Li Vecchi. Oltre a quelli di atleti che, iniziata quell’esperienza, difficilmente poi se ne sono distaccati, diventando quasi delle bandiere, dei classici per chi di volta in volta segue o si occupa della realtà giallo-rossa. Come quelli dell’attuale capitano Ryan Bucci e il confermatissimo Manuele Mocavero (non a caso unici rinnovi rispetto alla scorsa stagione), oppure il cavallo di ritorno Daniele Bonessio.

I programmi? Ambiziosi, come sempre. Soprattutto quest’anno, dopo che le due stroncature play-off, seppur ad opera di future neo-promosse come Casale e Brindisi, cominciano a fare male, e a portare ad un bivio: entrare nella galassia dei professionisti, o l’incertezza. E il patron del Longano, come al solito non ha badato a spese. Quindi dopo campioni del calibro di Hicks, Crispin, Da Ros, Green e Lukauskis, ma anche italiani di peso come “Micio” Cardinali, Sorrentino, Ghiacci e Dordei, si è optato per nuove prime scelte, ed elementi che diano un modello di gioco atletico, aggressivo, ad alti ritmi. Cercando tutto questo con decisioni chiare, prese in autonomia, accanto ad un roster profondo.

Sul primo punto il nome è sembrato scontato, quasi ovvio, a furor di popolo. Quello di Giovanni Perdichizzi, ultimo grande coach della storia della Cestistica, deluso dall’ultima esperienza in un’altra terra dove successi ne ha mietuti (come Capo d’Orlando), e quest’anno nelle doppie vesti di guida tecnica e GM, per una “terza” in terra barcellonese fatta di grandi responsabilità.

BARCELLONA PDG – IL ROSTER

Quanto al secondo fronte, quintetto forte e panchina operaia: insomma un sistema quello che si è voluto perfezionare. Parla poi il campo, come sempre, ma se il Coach-GM-Sceriffo ti porta elementi del calibro degli eroi-salvezza Bell e Cittadini (primo ex di lusso, da Sant’Antimo con l’ex Cremona e Giacomo Eliantonio), oltre poi a Giuri e Callahan, freschi del successo con Brindisi, optando quindi per cosiddetto “rincalzo” last-minute come Taurean Green e una “vecchia volpe” come Melvin Sanders… sembra sia già abbastanza per considerare la Sigma una delle super-favorite dell’annata, e quella che sarà la prima trasferta di regular season a dir poco proibitiva. Soprattutto se, con decisioni attese a breve, la squalifica del PalaAlberti venisse ridotta, e fosse riaperto un catino dove il tifo sa farsi valere, e sa rendere il proprio campo un fattore, nel bene e nel male. Come nella scorsa stagione, ad esempio, dove il fortino giallo-rosso è stato ultimamente più espugnato del solito. Forse, tra le righe, è stato questo ad ostacolare a più riprese i sogni-promozione, ora però in piedi più che mai.

Cominciando dalle conferme, due soltanto rispetto alla scorsa stagione. Due protagonisti della storica promozione del 2010. Il capitano Ryan Bucci, ex veterano della B1 (Ozzano ed Osimo), al quarto anno in giallo-rosso, e che ha terminato la stagione con una media di 11 punti, 1.9 rimbalzi e 1.3 assist in 26 minuti di utilizzo. Quindi il “gigante buono” Emanuele Mocavero, ex Caserta, Pistoia, Brindisi e Latina, che lo scorso anno ha viaggiato con una media di 6.7 punti e 3 rimbalzi per 16 minuti nella regular season, mentre ha affrontato i play-off con una media di 10.9 punti e 4.9 rimbalzi per 19 minuti.

Passiamo quindi alla regia. Problema che la dirigenza, vista l’inidoneità di Marcus Walker (già amato dal pubblico nella prima uscita contro Agrigento), ha saputo risolvere con slancio ,e in fretta. Pescando Taurean Green. Giocatore che sa far correre i compagni, buon trattamento palla, specie in avvio di possessi, buon passatore e penetratore, inizia la sua carriera tra le fila della Westminister Academy High School, e in seguito è stato trasferito alla Dillard High School per poi passare alla Cardinal Gibbson High School. La sua carriera collegiale esordisce invece nell’University of Florida con la quale giocherà dal 2004 al 2007. Per lui anche una piccola parentesi Nba, viene scelto al draft dai Trailblazers Portland (2° giro, n,52), ma pochi mesi e a febbraio transa già con i Denver Nuggets: in Colorado disputerà 17 partite di stagione regolare, per poi trasferirsi poco lontano, ma in D-League con i 14ers. Stabilità però zero, e dopo appena 4 partite a 15,3 punti, ma anche 4 rimbalzi e 4 assist, l’arrivo a Idaho, con altre 4 partite ma sempre su standard piuttosto elevati (19,3 punti + 5,3 rimbalzi e 9 assist). Da qualche anno, e dopo che il suo cartellino ha avuto l’ultimo trade da Denver a New York, ma senza risultato, gira per l’Europa. E cominciando dalla Spagna, nella stagione 2008-2009, dove ha militato nel Saragozza (ACB), E dove viaggia con una media di 10.7 punti, 2.3 rimbalzi e 2 assist in 32 partite (41,8 da 3). Lo ha conosciuto anche il campionato greco, nella stagione 2009/10, con i colori prestigiosi dell’AEK Atene in serie A1 (15.3 punti di media – 2° assoluto – 2.9 rimbalzi e 3.6 assist in 23 partite), poi il ritorno in ACB, con la casacca gialla e inconfondibile del Gran Canaria, dove ad un primo anno in quintetto e col doppio impegno Liga- Eurocup (43 partite a 8,6 punti di media, 2,2 rimbalzi e 3,8 assist), non lascia il segno nel bis che dura fino a febbraio (22 partite con circa 4,5 punti e 2,3 assist), quando a stagione in corso firma con il Tofas Bursa (Lega Turca – TBL) ha disputato solo 9 partite realizzando 9.4 punti di media, 2.0 e 3.9 assist.

L’altro regista (con adattabilità da guardia) è Marco Giuri, nato a Brindisi il 18 giugno 1988. Oltre alla grande forza fisica e l’intelligenza cestistica, Giuri a è un giocatore dalla mano educata sia dalla media sia da 3. Esordisce in B1 nella stagione 2005/06 con la Virtus Siena con 29 presenze tra regular season e play-out (7,8 punti con il 40,5 da 3). La stagione successiva si trasferisce a Casale Monferrato, dove vanta solo 11 presenze dopo le quali si trasferisce in B1 a Vigevano. Successivamente torna in Legadue con Livorno, dove resta per due anni totalizzando 52 presenze. Un’esperienza poi a Jesi, dove vanta 30 apparizioni, dopodiché viene ingaggiato da Potenza in serie A Dilettanti (14,3 punti + 3,2 rimbalzi e 2,9 assist). Nella stagione 2011/12 inizia il campionato a Montegranaro, ma l’Enel Brindisi lo prende per sostituire Formenti. E per lui è stato un anno ricco di successi: dalla vittoria della Coppa Italia di Legadue, dove ha ricevuto il premio di miglior italiano,alla promozione in serie A1. Ecco quindi i numeri di Marco Giuri della passata stagione: 6.2 punti e 1.8 rimbalzi in 16.3 minuti di media nella regular season. Ai play off, 18.4 i minuti giocati di media con 3.6 punti, 0.9 assist e 3.4 rimbalzi.

Nel ruolo di guardia troviamo l’esperto e funambolico Troy Bell. 32enne, cannoniere di professione, foletto, visione di gioco a 360°, cresce nel Minnesota, all’Academy of Holy Angels. Poi nel 1999 si trasferisce al Boston College, dove nel quadriennio realizza il nuovo record di punti dell’università con un totale di 2.632. Al termine della stagione 2002-2003 viene eletto miglior giocatore della Big East Conference, e nel draft NBA 2003 viene scelto al primo giro dai Boston Celtics, con il numero 16, ma viene subito girato ai Memphis Grizzlies. Quidi nel dicembre 2004 la prima chiamata al Real Madrid. (2 partite in ACB), club con cui disputa anche l’Eurolega (2 partite e 5.5 punti di media). Nella stagione 2006-2007 gioca in D-League con gli Albuquerque Thunderbirds (11 presenze e 10.7 punti di media). Nel corso della stagione 2006-2007 viene poi girato agli Austin Toros (32 partite e 16 punti a partita). Inizia poi l’anno seguente l’esperienza nel campionato italiano, tuttora aperta, salvo sette mesi in Francia, ad Orleans, tra il 2010 e il 2011. Biella, Casale Monferrato, Cremona (promozione in Lega A come miglior realizzatore), Reggio Emilia a marzo 2011 e poi Sant’Antimo, dove si è distinto con una media di 23.2 punti, 5.8 rimbalzi e 1.9 assist in 35.5 minuti, fondamentale per la salvezza.

L’ala piccola invece risponde ad una vecchia conoscenza del campionato italiano come Melvin Sanders. Statunitense con passaporto georgiano nato il 3 gennaio 1981, esordisce con la squadra del “Liberal High School” e giocherà fino al 1999. Saltatore e difensore di grande qualità, nella stagione 1999/00 ha militato nella Steward County Saints College, dove ha realizzato 13.8 punti di media e conquistato 5.3 rimbalzi. L’anno successivo è passato al college di Oklahoma, dove ha frequentato il college e ha partecipato a tre campionati NCAA nelle quali è venuto fuori il suo talento nel reparto difensivo. Appena conclusi i corsi di studio è stato subito scelto nel draft della USBL dal Dodge City Legend. Inoltre ha preso parte alla pre-season con i Houston Rockets,dopo cui decide di indossare le maglie dei Dakota Wizards portando a casa 14.4 punti di media e il primo posto del torneo. La sua esperienza in Italia comincia nel 2004,quando viene ingaggiato da Varese, con cui ottiene 11 presenze a 11.5 punti 3 rimbalzi e 20 minuti di gioco medio. La stagione 2005/06 è una stagione strana: infatti, inizia gli allenamenti con Mps Siena ma viene tagliato, e l’Ostenda, squadra del campionato belga non si fa scappare l’occasione. Nel 2005-06 Sanders firma con San Antonio (NBA), dove segna 4 punti, recupera 1.5 rimbalzi in 9.9 minuti di gioco in 4 partite: unabrevissima esperienza, a cui segue una chiusura d’annata sotto le insegne dei Fayetteville Patriot (NBDL). Nella stagione 2006/07 firma con la prestigiosa casacca del Pau Orthez (campionato francese),e vince la Coppa di Francia. Al termine della season lo vede protagonista ancora il mercato: infatti, passa in Grecia nel Panellinios, ma un incidente stradale lo mette fuori gioco, con un faticoso rientro a fine corsa. Negli anni successivi gioca con la prestigiosa casacca dell’Unicaja Malaga (ACB) (20 partite tra ACB ed Eurolega), di qui passa al Gran Canaria (doppio impegno Eurocup-ACB con 46 partite a 7 di media e buone percentuali al tiro). Chiusa poi la parentesi iberica, si apre il capitolo, bielorusso firmando con il BK Minsk 2006, dove vince campionato e coppa. Si ritorna poi in Spagna, al Menorca, verso febbraio 2011, mentre nella scorsa stagione è stato uno dei migliori rimbalzisti del campionato turco con la maglia dell’Hacettepe (3° assoluto a quota 8,9 con 12,7 punti e il 36,7% da 3).

In sostituzione Riccardo Coviello, proveniente da due stagioni a Costa Volpino, in DNB, l’ultima a 10,6 punti, divenuti 13,7 al 43% da 3 nei play-out, con 5,3 rimbalzi e 3,8 falli subiti. Una vecchia conoscenza della Sigma Barcellona, il capitolino classe ’88, visto che nella storica stagione 2008/09, con sei punti di penalità, la società barcellonese era riuscita a centrare l’obiettivo dei play-off, perdendo poi dalla futura neo-promossa Latina. Già con Perdichizzi nell’esperienza promozione di Brindisi (2009-2010), e svezzato nella fucina della Stella Azzurra (2004-2007) Coviello ha talento, fisicità, ma anche le doti che gli consentono, di essere decisivo nei momenti che contano. Infine un pedigree di peso, con ben cinque finali nazionali giovanili di categorie differenti (spiccano quelle under 18 e under 20, rispettivamente nel 2004 e nel 2006).

Per quanto riguarda invece il ruolo di ala grande, la Sigma ha lavorato sodo per portare in giallo-rosso l’ex Brindisi Craig Callahan (nella cavalcata promozione 11,6 punti + 5,1 rimbalzi e 1,4 pale recuperate al 63% da 2 e il 42,5% da 3). Giocatore non più di primissimo pelo (classe ’81), completo, è un tiratore educato ma un pò alterno, ma neanche può definirsi un classico rimbalzista di posizione. Insomma un jolly, una mina vagante, ma abituata a vincere, con carattere, e invidiabile presenza in campo. Passaportato italiano, scuola North Carolina-Willimington (ultimo anno nel 2003 in CAA con 16,4 e 7,9 rimbalzi), nel 2003 si è trasferito in Europa, iniziando col campionato ceco. Resterà per 3 anni, di cui due al Prostejov , sul doppio fronte Campionato-Eurocup, collezionando una finale ed una semifinale di campionato, oltre a cifre che parlano di doppie-doppie di media. Calcherà poi parecchi altre parquet europei come Spagna (Manresa, promozione in ACB nel 2006-07, fino al 2008), Belgio (Dexia Mons – Hainaut, semifinali play-off) e Germania, lo scorso anno (Bremerhaven, 14,8 punti + 4,2 rimbalzi).

Il sostituto è un altro rimpiazzo di lusso come Giacomo Eliantonio. Classe 1988, di scuola mensanina, noto soprattutto per la sua tecnica in post e il suo tiro. Nonostante i 24 anni, per lui è già la sesta stagione in questa categoria. Bruciate del resto le tappe a livello giovanile (finali nazionali under 16,18 e 20), ha respirato anche presto i piani alti della Legadue, prima con Jesi (2007-2008, finali play-off , 4,1 punti in 39 partite), e poi con Scafati (2008-2009, semifinalu play-off, 3,4 punti + 1,3 rimbalzi). Dal 2009 al 2011 ha giocato nei Crabs Rimini (interessanti le cifre della prima stagione, con 6,1 punti, il 62% da 3 il 38% dall’arco), mentre lo scorso anno in Campania, dove è arrivato a gennaio 2011, centra la promozione in A Dilettanti (9,5 punti + 3 rimbalzi), quindi viaggia per il suo ritorno in cadetteria ad una media di 4.5 punti e 1.7 rimbalzi.

Per ultimo, volevamo lasciarcelo, Alessandro Cittadini, che per noi soprattutto, non ha bisogno di presentazioni. Il classe 1979, ex Fortitudo Bologna, primi passi a Livorno e Reggio Emilia, rappresentava forse il primo serio investimento nei giovani dell’allora Pompea, che a dicembre del 2003 lo acciuffò in uscita dalla Reggio Calabria di Lardo, Lamma ed Eze, blindandolo con un quadriennale. Seconda metà d’anno in tempo per assistere all’ottimo quinto posto nei play-off, poi a Teramo, a scuola di Cesare Pancotto, per svezzarsi al tiro in una squadra corsaro. Nel 2006 il ritorno a Napoli, e tante immagini che ricordiamo con gioia: i famosi liberi del pareggio contro la sua ex mamma Fortitudo (da lì la famosa tripla di Lynn Greer), il canestro decisivo contro Roma per la Coppa Italia (in passo d’incrocio e appoggio), poi la Semifinale Scudetto con Napoli, dove resterà anche nella storica stagione in Eurolega. Da allora Cittadini è diventato un esperto, specialista in promozioni: nel 2008 con Rieti, poi a Bologna, sponda Fortitudo targata GMAC: nella stagione 2008/09, ha giocato 272 minuti e segnato 55 punti. E sempre con la Fortitudo di Sacrati riparte dalla A Dilettanti, e in maglia Amori vince la Coppa di Lega e ottiene la promozione in Legadue.La penultima stagione in A, con Sassari, dove ha tirato con il 62% da 2. Lo scorso anno invece stato uno degli artefici della salvezza della squadra campana Sant’Antimo (11,6 punti in 28 partite, 6,4 rimbalzi e 60,1% da 2). Riconoscimenti per lui anche in nazionale, con cui ha vinto la medaglia di bronzo agli Europei di Svezia nel 2003 e l’oro nei Giochi del Mediterraneo nel 2005, in coppia con Mason Rocca.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy