Paternoster lascia Agropoli: il suo saluto in una lettera

Il saluto dell’ormai ex coach di Agropoli

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Nella mia mente e nel mio cuore si susseguono e si sovrappongono sentimenti,

episodi, intensi ricordi, emozioni vive, gioie, qualche piccolo contrattempo,

orgoglio e riconoscenza e… soprattutto persone.

Ci vuole un po’ di calma per mettere al proprio posto tutte le emozioni che provo in questo momento.

Quando quattro anni fa ho cominciato questa mia avventura ad Agropoli sicuramente non pensavo di essere coinvolto in un crescendo di sensazioni tali da rimanere per sempre indelebili nella mia vita.

Il nostro sport è fatto di attimi che si sommano, si amalgamano, coinvolgono persone per creare

un cocktail che qualche volta può risultare perfetto. Ma l’alchimia è difficile, misteriosa, talvolta anche fortunata.

Ad Agropoli è successo qualcosa di bello in questi anni. Abbiamo regalato tante emozioni ai nostri sostenitori e tanto essi ci hanno dato perché fosse possibile la realizzazione di tanti sogni.

La dirigenza, lo staff tecnico ed i giocatori sono stati un insieme organico che ha perseguito con orgoglio, puntigliosità, sacrifici il conseguimento di obiettivi insperati.

Vi assicuro che il mio lavoro è stato intenso, coinvolgente perché spinto dalla passione, da un sano agonismo e da un bellissimo rapporto con il pubblico. Ma bisogna considerare che se è giusto che un coach si deve sentire trascinato dalla passione e dagli eventi è da considerare anche che , specie nei momenti più difficili ed impegnativi, deve riuscire, comunque, a mantenere una calma che gli consenta di ragionare anche freddamente perché in pochi attimi le decisioni prese, anche se a volte possono sembrare incomprensibili o anche amare, fanno sì che quegli attimi sommati tra loro possano produrre un risultato favorevole.

Infatti, non bastano amore, passione, abnegazione, occorrono anche risultati,

perché senza vittorie non si creano quelle condizioni per rendere storiche alcune annate sportive.

Tutti siamo orgogliosi di aver consentito che la nostra bella città di Agropoli, anche fuori dall’agone squisitamente sportivo, fosse nominata e, quindi, conosciuta dalla Sicilia alle Alpi.

Consideratemi uno di voi che, qualsiasi cosa possa avvenire in futuro, rimarrà sempre legato a questa terra.

Quindi, nel momento del commiato, voglio salutarvi non con nostalgia e malinconia, ma con un sentito e sincero ringraziamento per questi anni bellissimi trascorsi insieme.

 

Un forte abbraccio.

Antonio Paternoster

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